Ex Machina: recensione numeri 1-8 della serie spillata Lion

Pubblicato il 5 Febbraio 2014 alle 11:30

RW Lion porta nuovamente sugli scaffali Ex Machina nel ormai testato e approvato formato spillato economico, seguendo la scia di Watchmen e Before Watchmen. Ogni spillato contiene la storia principale di Ex Machina e, a fine albo, un racconto di fantascienza di autori vari.

Ex Machina 01_Page_00 coverEx Machina dal n°1 al n°8

Autore: Brian K. Vaughan (Sceneggiatura), Tony Harris (Illustrazioni)

Casa Editrice: RW Lion

Genere: Fanta-Politico, Supereroi

Provenienza: U.S.A.

Prezzo: 2,50 €, 17×25, pp. 32, col

Data di pubblicazione: Giugno 2013

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Chi è Ex Machina? Un vigilante o un politico? Beh è molto semplice…entrambi. Hundred è un semplice uomo che un giorno entra in contatto con un congegno (forse alieno) che gli dona la capacità di parlare con le macchine, trasformandolo di li a breve nel supereroe Ex Machina. Ma presto il nostro beniamino deciderà di dimettersi dal ruolo di vigilante e di intraprendere una carriera politica, sostenendo in questo modo di poter aiutare meglio il suo popolo. In breve tempo diventa così sindaco di New York grazie anche alla sventata catastrofe che vede il salvataggio di una torre con annesse centinaia di persone.

Ci vengono quindi narrate le gesta di un ex supereroe che si trova alle prese con la politica e i problemi da essa derivanti. Sì crea così un contenuto per lo più di affari pubblici e di ragion di stato tralasciando quelli che sono i soliti aspetti e le problematiche derivanti dall’utilizzo di poteri e dell’essere supereroe. Molti sono i riferimenti storico-politici riferiti ai nostri tempi tra le quali non può che essere ricordata la strage dell’11 Settembre, che qui viene riscritta come un massacro reduce soltanto per metà. Un trionfo che ha però un sapore molto amaro.

Soltanto dopo la lettura di alcuni albi veniamo quindi illuminati sul titolo. Ex Machina risulta un geniale gioco di parole che fa riferimento all’abbandono da parte del protagonista del costume e un chiaro riferimento al teatro greco sull’intervento di un dio sulla scena: l’attore veniva fatto scendere dall’alto, simulando l’intervento di un dio che scende dal cielo. L’espressione deus ex machina significa proprio “Dio (che viene) da una macchina”. L’intervento ex machina degli dei veniva usato per risolvere una situazione intricata e apparentemente senza via di uscita. Un concetto che il protagonista si auspica di reggere prima come supereroe e poi come sindaco del paese.

Senza ombra di dubbio ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura ineccepibile anche se alle volte difficile da seguire, i dialoghi sono molto presenti dal punto di vista visivo, mai banali anche se in alcuni casi un po’ prolissi. Ad alleggerire un po’ ci viene incontro la struttura che grazie alla maestria di Vaughan ci costringe a saltare temporalmente tra flashback e ritorni all’odierno.

Per quanto riguarda le illustrazioni c’è un punto che crea scompiglio che è anche un po’ la peculiarità dell’autore. I personaggi sono vittime dei propri gesti. I soggetti di Harris gesticolano in continuazione, capisco che questo possa servire a donare maggior realismo alle sue immagini ma in questo caso ne risulta una forzatura facendo sembrare i personaggi delle marionette in posa, donando poca fluidità alla lettura e un senso ulteriore di bidimensionalità.

Un’illustrazione che non avvilisce completamente la buona riuscita del fumetto, che però ne causa un punto a sfavore, bilanciato però, anche se non in tutti i casi, dagli ottimi racconti brevi che sono presenti in tutti i volumi, che hanno per tema la fantascienza. Uno fra tutti il racconto di Ultra il multi-alieno di Lemire. Geniale.

Voto: 7

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