Se dovessi cercare una definizione per il manga creato da Q Hayashida, la più calzante credo proprio che sarebbe la medesima che usò una volta la signorina Edna Caprapall in riferimento a Bart Simpson: marcio dentro.

Ciò che mi sta colpendo più di qualsiasi altro elemento in Dorohedoro non sono il senso del grottesco, la violenza e lo splatter in sé, quanto l’estrema crudeltà del mondo in cui questa bizzarra storia è ambientata, un mondo in cui tutta questa violenza è considerata la norma, per cui si può ridere, ad esempio, di un sacco per cadaveri economico che si rompe facendo schizzare sangue e pezzi di corpi in ogni dove, come visto nella puntata precedente.

Il considerare assolutamente normale vivere nella violenza più estrema è un elemento della narrazione atto a generare un naturale straniamento nei lettori e negli spettatori, per i quali tutta la violenza considerata all’ordine del giorno a Hole e nella dimensione degli Stregoni è invece qualcosa di molto distante dalla loro realtà quotidiana.

In questa puntata, avrete un ulteriore assaggio di quanto sia crudele la realizzazione del mondo in cui la storia è ambientata, in maniera particolare a Hole.

NIGHT OF THE LIVING DEAD

Abbiamo già potuto apprendere le ragioni che spingono gli Stregoni a “esercitarsi” sui malcapitati esseri umani che vivono a Hole: gli effetti derivanti dall’utilizzo della loro magia, infatti, non si ripercuotono in modo negativo soltanto sulle loro vittime, ma anche sull’intero ambiente circostante stesso.

Il fumo generato dalla magia degli Stregoni si condensa in nubi che scaricano al suolo una pioggia tossica per gli esseri umani, ed è per questo che c’è chi ritiene addirittura che nel mondo degli Stregoni non piova mai. Ma questi effetti collaterali secondari, purtroppo, portano con sé conseguenze perfino più drammatiche…

Una notte all’anno, le persone uccise dagli Stregoni tornano in vita sotto forma di zombie, seminando panico, terrore e morte al loro passaggio. Ma poteva mancare un divertente elemento grottesco in una ghiotta occasione come questa? Ovviamente no!

Mentre infatti viene consigliato ai residenti di Hole di chiudersi in casa per evitare di essere massacrati dai morti viventi, in maniera analoga, se volete, non solo ai classici film di zombie, ma anche a pellicole come La Notte del Giudizio, i coraggiosi volontari che scelgono invece di combattere contro gli zombie hanno la possibilità portare a casa ricchi premi uccidendoli e racimolando le medagliette che sono state inserite all’interno del loro collo: in base al numero di medagliette raccolte, è possibile scambiarle con i premi messi in palio.

A HISTORY OF VIOLENCE

Questa sezione della puntata ha certamente il suo fascino, fascino che però è riscontrabile in altri elementi legati più alla narrazione di questa opera, i quali ci fanno comprendere meglio le ragioni per le quali è da considerarsi un seinen, ovvero un manga (e, ora, anche un anime) dedicato a un pubblico maturo.

Kaiman è un uomo che, per quanto sembri prendere sempre tutto un po’ alla leggera, è in realtà profondamente tormentato da dubbi atroci che si tramutano sovente in terrificanti incubi notturni: non sa chi sia lo Stregone che ha trasformato la sua testa, né tanto meno se l’uomo che vive all’interno della sua bocca sia questo stesso Stregone o il suo vero sé.

Inoltre, in questo episodio potrete scoprire come, a differenza di alcuni shonen, nei quali i ruoli di “buoni” e “cattivi” sono ben delineati, qui non esistono solo il bianco e il nero: senza scendere troppo nei dettagli per evitare gli spoiler, sappiate che avrete modo di comprendere un po’ meglio la struttura sociale dei due mondi in cui è ambientata questa storia. E non ne rimarrete affatto delusi!

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