La chiusura della Vertigo, la linea editoriale adulta della DC Comics varata dalla grande Karen Berger, è stata un duro colpo per molti. Tuttavia, la casa editrice di Superman e Batman ha inaugurato una nuova divisione chiamata Black Label che proporrà opere rivolte ai lettori maturi. A giudicare dalle prime uscite, l’iniziativa sembra decisamente interessante. C’è, però, un elemento che differenzia la Black Label dalla Vertigo.

Quest’ultima, infatti, proponeva serie di vario genere, differenti da quelle dei supereroi. E anche quei personaggi Vertigo appartenenti al DCU propriamente detto come, per esempio, John Constantine, Shade, Swamp Thing e Animal Man non avevano quasi mai legami con il contesto supereroico. Con la Black Label non sarà così. Ci potranno, infatti, essere proposte completamente slegate dall’Universo DC, ma anche altre incentrate sui giustizieri in calzamaglia, sempre però con un’ottica sofisticata, provocatoria ed eversiva.

Batman Damned rappresenta degnamente questa tendenza. Come è facile intuire, protagonista assoluto della vicenda è il Cavaliere Oscuro che tutti conoscono, l’eroe di punta della DC. In fondo, è una scelta naturale poiché Bruce Wayne è adatto a essere usato in storie a forti tinte e non mancano esempi in tal senso. L’autore dei testi e delle sceneggiature è Brian Azzarello, entrato nella leggenda con capolavori Vertigo del calibro di 100 Bullets e Loveless, ma non estraneo al mondo di Bats e dei supereroi (basti pensare ai suoi celebrati Joker e Luthor).

Di solito Azzarello è identificato con il noir ma Damned è un fumetto horror a tutti gli effetti che rievoca la Vertigo del periodo d’oro. L’autore non ci spiega subito ogni cosa e imposta una story-line coinvolgente, piena di misteri di non facile risoluzione. Tutto pare ruotare, almeno in questo primo capitolo, sulla morte del Joker. Qualcuno ha ucciso il clown del crimine, ma chi è stato? Batman, forse? Quest’ultimo, peraltro, si trova in stato confusionale, ha perso alcuni ricordi e Azzarello ce lo presenta, quindi, in una condizione di estrema vulnerabilità.

Per giunta, c’è anche da chiedersi se la morte del Joker sia realmente avvenuta e, almeno per adesso, non abbiamo certezze al riguardo. Ma c’è una sicurezza: la minaccia che il Detective Incappucciato dovrà affrontare è di tipo occulto e la presenza di John Constantine lo conferma. Azzarello, dunque, inserisce Batman nel contesto mistico/esoterico di impostazione Vertigo, usando personaggi come Deadman e l’Incantatrice, e delinea una trama basata su una costante fluttuazione tra passato e presente, con interessanti flashback relativi al difficile e controverso rapporto di Bruce con suo padre.

I testi sono curati e ben impostati e Azzarello sceglie John Constantine come ironico e sarcastico narratore della vicenda (d’altronde, in passato aveva firmato una lunga e controversa run di Hellblazer). Damned, comunque, va tenuto d’occhio anche per gli straordinari disegni del bravissimo Lee Bermejo. Coloro che hanno già avuto modo di leggere Joker, Luthor o Suiciders sanno già cosa aspettarsi, ma in questo caso bisogna ammettere che si è superato. Realizza tavole impreziosite da suggestivi contributi pittorici, valorizzate da chiaroscuri più che adatti a una storia estrema come questa.

John Constantine evoca freddezza e cinismo in ogni inquadratura; Batman è una creatura tenebrosa e carismatica; l’Incantatrice è spaventosa; Deadman ha un’aura spettrale e nebbiosa e la cura e l’attenzione dei particolari delle vignette è maniacale. I colori sono dello stesso Bermejo che propone sfumature cupe, dalla valenza claustrofobica e gotica. In alcune occasioni, però, opta per soluzioni cromatiche tenui ed evanescenti, impalpabili, adatte a un quadro impressionista. Purtroppo, la versione tradotta in Italia è quella censurata. Nelle prime copie di Damned uscite in America, infatti, Bermejo aveva disegnato in una sequenza ambientata nella bat-caverna Bruce Wayne completamente nudo, con tanto di organi genitali in evidenza. Ne nacquero polemiche assurde che spinsero la DC a ritirarle dal mercato per poi sostituirle con altre dalle vignette più castigate.

Sarebbe stato preferibile leggere questo primo capitolo nella versione originale concepita dagli autori, ma pazienza. In ogni caso, la prima uscita italiana della linea Black Label è davvero di grande livello e fa ben sperare per il futuro.

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IN BREVE
Storia
8.0
Disegni
9.0
Cura Editoriale
7.0
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Scrittore, visionario, amante dell'arte, del cinema, del rock, dei fumetti, dell'esoterismo. Romanziere ossessivo/compulsivo. Destinato alla fama e al successo.

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