Alla fine del volume d’esordio di Gideon Falls uscito a fine gennaio – la nostra recensione QUIJeff Lemire e Andrea Sorrentino ci avevano decisamente colto in contropiede soffiando via il castello di carte costruito attraverso la narrazione parallela dei due protagonisti della serie ovvero Norton Sinclair e Padre Fred.

Attraverso le cura della Dott.sa Xu avevamo fatto un viaggio nella mente del primo, afflitto da problemi di schizofrenia e con una ossessione per rovistare nella spazzatura alla ricerca di misteriosi “pezzi”, mentre per il secondo, prete dalla fede vacillante, lo avevamo visto pieno di dubbi arrivare nella piccola cittadina di Gideon Falls per diventarne il nuovo parroco così come voluto dal suo vescovo e che era subito rimasto invischiato nei turbolenti fatti di cronaca che avevano dilaniato la comunità e nello specifico la sparizione del fratellino dello sceriffo molti anni prima.

Alla fine del primo volume, l’autore aveva sganciato un piccola bomba: Norton e Padre Fred abitavano entrambi Gideon Falls! Come è possibile che il primo si muova in una grande metropoli mentre il secondo in una piccola comunità rurale?

Nel secondo volume, intitolato Peccati Originali, scaviamo a fondo in quello che è il passato dei personaggi. Padre Fred confessa allo sceriffo perché è stato spostato così tante volte negli ultimi anni e proprio lo sceriffo, ripresasi miracolosamente dopo essere stata ferita alla fine del precedente volume, ricorda un particolare che potrebbe riaprire il caso della scomparsa del fratello.

Norton e la Xu non se la passano bene invece. La Dott.sa è intenzionata ad aiutare il ragazzo a raccogliere i pezzi ma l’intervento del misterioso Dott. Kadri riportano Norton in ospedale. Lì riviviamo il trauma dell’orfanotrofio e il primo contatto con una entità sogghignante.

Proprio quando Norton rivive quei momenti, obnubilato dai farmaci, anche Fred ha un episodio ritornando alla Gideon Falls del 1886 dove la folla, spinta da una serie di misteriosi omicidi, cerca nell’ultimo arrivato della comunità un capro espiatorio assaltando il suo fienile.

Quando Fred e lo sceriffo trovano nascoste in casa di Joe Reddy alcune foto di Norton decidono di far visita al suo fienile, contemporaneamente Norton è fuggito grazie alla Xu ed è pronto a rimettere insieme i pezzi raccolti dopo aver recuperato l’ultimo, la chiave.

L’incontro fra Norton e Fred sarà presagio di qualcosa di disturbante e impossibile.

Così come accaduto per il primo volume, Jeff Lemire costruisce e semina nella prima parte del volume in un crescendo che sfocia poi in una seconda metà coinvolgente e spiazzante.

I due protagonisti, seguiti “a distanza” nel primo volume, vengono qui approfonditi con Norton soprattutto che beneficia di un maggior approfondimento. L’autore canadese non dimentica di stare scrivendo una storia horror ma anche un thriller esoterico salvo poi dichiarare (quasi) apertamente le basi fantascientifiche di questa storia.

Con una base solida e molto famigliare a Lemire, quella provincia tanto cara alla sua produzione, l’autore declina quelle influenze televisive facilmente rintracciabili nel primo volume spostandosi verso quella letteratura del weird cara ad autori come Stephen King tanto per citare l’autore sicuramente più conosciuto.

Quello che il canadese compie allora coronando l’incontro/scontro/scambio fra i due protagonisti e inserendo questi brevi ma incisivi richiami al passato – nel primo volume era il 1794, nel secondo è il 1884 – è aprire, letteralmente, una serie di possibilità narrative sia dal punto di vista dell’intreccio che di quello legato all’esplorazione della psicologia dei personaggi.

Se Andrea Sorrentino aveva offerto una prova superlativa nel primo volume, in questo secondo volume il disegnatore campano cambia leggermente approccio. Il suo stile è inconfondibile con l’uso della scomposizione della tavola, della tecnica dell’inserto e il ruolo del colore fondamentale – ancora una volta magistrale la prova di Dave Stewart –  ma questa volta il disegnatore campano si concentra anche sullo storytelling con una costruzione della tavola spesso più semplice rispetto al suo standard ma non meno efficace.

Come di consueto è impeccabile l’edizione BAO Publishing con il cartonato dalla cura carto-tecnica perfetta sia per quanto riguarda la resa grafica che per il lavoro di traduzione e adattamento.

Jeff Lemire e Andrea Sorrentino dimostrano con Gideon Falls Vol. 2 – Peccati Originali di aver appena graffiato la superficie di una storia che offre molteplici sfaccettature e personaggi ancora tutti da esplorare.

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