Black Lightning 1×01 – The Resurrection | Recensione

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“Justice, like lightning should ever appear to some men hope and to other men fear.”

Black Lightning aka Jefferson Pierce è stato il primo eroe di colore della DC Comics, creato nel 1977 da Tony Isabella e Trevor Von Eeden. Un eroe dai poteri elettrici i cui momenti editoriali fondamentali sono stati senz’altro 3: la militanza nella formazione originale degli Outsiders, l’essere stato ministro della pubblica istruzione durante il mandato come presidente degli Stati Uniti di Lex Luthor, e la militanza nella JLA.

Il perché DC e The CW abbiano voluto sviluppare una serie su questo personaggio è abbastanza palese e scontato in un momento in cui soprattutto negli USA si sono riacutizzati problemi relativi al razzismo, alla brutalità della polizia e violenza urbana più in generale.

Ci ritroviamo così con questo primo episodio intitolato enfaticamente The Resurrection con cui facciamo la conoscenza di Jefferson Pierce oggi presidente della Garfield High School di Freeland ma che nove anni fa ha dismesso i panni del vigilante Black Lightning. La vita da eroe gli quasi costata la vita oltre che il matrimonio e la famiglia che sta cercando di ricomporre dovendo gestire le due figlie, Jennifer ed Anissa, tutt’altro che spaventate dall’escalation di violenza che sta investendo la città.

Quando questa stessa minaccia busserà direttamente alla porta della Garfield, Jeff cercherà dapprima di mediare con il boss locale Lala ma sarà poi costretto a indossare nuovamente i panni di Black Lightning quando proprio le sue due figlie verranno rapite dai The 100 ovvero la gang locale che fa capo a Lala stesso.

Per Black Lightning quindi è l’ora di riprendere un lavoro lasciato in sospeso 9 anni prima…

Black Lightning ha il pregio di discostarsi in maniera netta rispetto alle serie dell’Arrowverse soprattutto per le tematiche affrontate: violenza e razzismo sono purtroppo all’ordine del giorno negli USA, e non solo, e fanno immediatamente presa sullo spettatore. Questo si traduce in un tono sicuramente più realistico con il canovaccio dell’eroe riluttante ad indossare nuovamente il costume che assume una inedita prospettiva mostrando innanzitutto quali sono state le conseguenze, anche personali, di una vita passata a combattere il crimine a viso aperto e quali benefici invece può portare lavorare direttamente nella comunità e nella formazione delle coscienze in maniera più “tradizionale”.

Quello che funziona davvero di questo primo episodio sono sostanzialmente due aspetti: le dinamiche famigliari e i villain.

Da un lato infatti Black Lightning è un eroe “esperto” ed in quanto tale mitiga l’impeto che siamo abituati a vedere dagli altri eroi più giovani soprattutto nell’Arrowverse mentre dall’altro abbiamo le due figlie che fungono da coscienza sociale e sguardo privilegiato su una realtà in veloce mutamento. La prospettiva genitore/figlio viene così arricchita di una valenza sociale estremamente attuale.

Seppur il villain Tobias Whale compare solo di sfuggita, è interessante la figura del capo banda Lala sicuramente non il classico gangster piuttosto una figura “tragica”: con le sue maniere poco ortodosse e poco legali anche lui ha cercato di aiutare la sua comunità ma prendendo una direzione diametralmente opposta a quella di Jefferson.

Quello che non convince del tutto è la parte prettamente supereroistica: gli effetti speciali sono discretamente realizzati ma il look di Black Lightning è particolarmente “plasticoso” e forse un po’ troppo fluorescente.

Regia discreta con un buon ritmo ma senza soluzioni particolarmente innovative soprattutto per quanto riguarda le scene d’azione che risultano efficaci ma non molto spettacolari.

Black Lightning non è una serie innovativa, è un prodotto The CW e questo, sotto molti punti di vista, si vede quello che invece è innovativo per il network e per le produzioni televisive DC più in generale è l’approccio più ancorato alla realtà il che potrebbe consentire alla serie di trovare una propria identità più facilmente oltre che trovare una risonanza su un pubblico più ampio rispetto a quello che finora ha attirato l’Arrowverse.

 

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