King Arthur – Il potere della spada di Guy Ritchie | Recensione home video

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La rilettura in chiave postmoderna, pop e guascona del King Arthur di Guy Ritchie diviene ancora più chiara grazie all’uscita home video del film.

Re Artù per Guy Ritchie vuol dire pop. Grazie all’uscita home video di King Arthur – Il potere della spada e ai suoi ricchissimi contenuti extra, gli spettatori possono scoprire che Charlie Hunnam viene descritto da tutti gli addetti ai lavori del film come il perfetto attore a cui far fare un sacco di sequenze d’azione, di combattimento… e che ha un gran fascino. Ecco perché lo speciale “Arthur with swagger” vuole mostrare come l’ex protagonista di Sons of Anarchy sia diventato il Re Artù più cazzuto e cazzone che si potesse trovare su piazza.

Proseguendo coi contenuti del blu-ray, ci sono tantissime versioni della leggenda di Re Artù, della Spada nella Roccia, di Merlino, di Ginevra e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, fin dall’indimenticabile classico Disney: “Sword from the stone” si prefigge infatti spiegare al pubblico perché guy Ritchie ha scelto questa versione della storia e soprattutto questo tono fantasy e questa atmosfera guascona per il suo Arthur.

Le sequenze d’azione e di combattimento sono così studiate e attente al fine di realizzare una cosa diversa da quanto fatto finora al cinema e in tv per gli scontri medievali di Artù che tutti, dalla coordinatrice agli stunt ai tecnici fino alle comparse, si sono fatti in quattro per ottenere il meglio… e soprattutto raggiungere la visione di Ritchie: “Parry and bleed” mostra il processo che ha portato alle mirabolanti scene di King Arthur – Il potere della spada.

Il passato è ovviamente una parte importante nel film di Ritchie, forse primo di una sestina, e “pochi sanno che Londra un tempo si chiamava Londinium ed era una città romana” come racconta lo stesso regista: è su questa base che il cineasta e la responsabile delle scenografie hanno costruito degli enormi set ad hoc per ricreare il più possibile dal vero l’atmosfera di una Londra. Una Londra diversa da quella di Sherlock Holmes, come mostrato in “Building on the past”.

Tutta la bravura degli stuntman, del loro supervisore citato poco sopra ma anche degli stessi attori è resa chiara in “Inside the cut – The action of King Arthur”: primo fra tutti Charlie Hunnam e il suo super fisico e il suo allenamento costante, compresa l’atmosfera da camerata creatasi con i colleghi di set. Un mini diario di pre-produzione è di fatto il contenuto “Camelot in 93 days” quando tutti e tutto si sono preparati per iniziare al meglio le riprese del nuovo epico film di Guy Ritchie dedicato alla leggenda di Re Artù.

Non c’è solo la leggenda in Kin Arthur: c’era bisogno anche di una spada fisica – anzi di moltissime copie, più o meno pesanti, più o meno affilate, oppure in legno per gli allenamenti. “Legend of Excalibur” mostra il processo di costruzione e riproduzione di una delle spade più leggendarie di sempre; ovviamente sotto la supervisione di Ritchie, dato che si trattava sempre della sua visione della storia… e quindi anche di Excalibur. Pochi fronzoli e un potere legato a quando Charlie Hunnam – come lui stesso ha proposto – la impugna con due mani.

Ovviamente i luoghi veri oltre che le scenografie ricostruite sono altrettanto importanti per rendere al meglio l’atmosfera voluta dal regista: “Scenic Scotland” mostra proprio la bellezza senza tempo e il mistero che solo alcuni paesaggi scozzesi potevano dare a King Arthur – Il potere della spada. Un acquisto obbligato per i fan di Guy Ritchie ma anche per quelli della leggenda di Camelot, che vogliono immergersi in una storia dalle tinte fantasy e pop mai vista prima.

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