Recensione – Westworld 1×07: “Trompe L’Oeil”

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“Non voglio vivere in una storia, William”.

Il finale di stagione sta arrivando, e Jonathan Nolan lo sa. Lo sa benissimo.

I fratelli Nolan sono per loro stessa natura degli esseri laboriosi e diabolici, che pianificano, pensano, ingannano di continuo. Lasciano briciole di pane nella foresta per condurvi esattamente dove vogliono che andiate. E voi, puntualmente, seguite quelle briciole. Tutti noi le seguiamo. Sappiamo che resteremo fregati, ma non possiamo fare a meno di farlo. A chi è che non piace il pane, del resto?

Okay, se nessuno fra gli umani si fosse rivelato essere un androide personalmente mi sarei sentito tradito e deluso, perché un asso nella manica del genere era obbligatorio giocarselo verso gli episodi finali. E Bernard era probabilmente il più indiziato a ricoprire questo ruolo, visto lo stretto rapporto col dottor Ford (e Nolan, da bravo lanciatore di briciole, nel corso delle passate settimane ce l’ha detto tante volte che Bernard era un androide: ricordate la sua sorpresa nello scoprire che Ford sapeva di suo figlio, o della relazione con Theresa?), ma la scena finale di Trompe l’Oeil è stata davvero inquietante, ma inquietanti a livelli glaciali.

Doppiamente efficace soprattutto perché, oltre al colpo di scena sulla vera natura di Bernard, è servita a Nolan per sollevare definitivamente il velo anche sulla vera natura del dottor Ford, letteralmente capace di qualsiasi cosa pur di salvaguardare l’interesse della sua creazione.

Le grandi performance di Anthony Hopkins, Jeffrey Wright e Sidse Babett Knudsen hanno impreziosito una sequenza già di per se ottimamente scritta, che ha saputo spiazzare mostrando la differenza fra il Bernard così carismatico che abbiamo sempre conosciuto e il Bernard androide al servizio di un diabolico dottor Ford.

Ma la moglie di Bernard, con la quale lo abbiamo visto videochattare al computer? Un’attrice? O anche quella scena era un falso ricordo, come i falsi ricordi sul falso figlio? O c’è stato un tempo in cui Bernard era un vero essere umano, fatto sparire da Ford e rimpiazzato da un androide? Magari l’uomo che abbiamo conosciuto come Bernard una volta non era altri che Arnold, che Ford ha voluto “conservare” come ha fatto con la sua famiglia.

Poi, il fato di Theresa sarà quello di essere rimpiazzata da un androide? Il corpo che Ford stava costruendo nel suo laboratorio era quello della “nuova” Theresa? E, soprattutto, quando abbiamo visto Bernard parlare con Dolores, ora sappiamo che probabilmente era il dottor Ford a comunicare con lei attraverso l’androide Bernard.

Comunque, per quanto sia stato sorprendente il finale dell’episodio, ne sono successe di cose nell’arco della puntata.

Theresa non è stata l’unica a morire, visto che Clementine è stata lobotomizzata e praticamente rottamata. Questo ha spinto la storyline di Maeve verso la volata finale, con la bella prostituta ormai decisa a fuggire per sempre dal parco.

Bella la parte di Tessa Thompson e della sua spietata Charlotte, e molto intelligente la risposta di Dolores alle parole un po’ troppo da romanzetto rosa di William. “Hai aperto qualcosa dentro di me” le dice lui, e lei: “Non sono una chiave, William”, a dimostrazione che la prima host di Westworld è ormai nel pieno controllo del proprio io.

La storia d’amore fra i due funziona, e chissà se entrambi riusciranno a scoprire il vero significato del gioco, presumibilmente nascosto al centro del famigerato labirinto. Per il secondo episodio consecutivo Nolan separa completamente le storyline di William e dell’Uomo in Nero (nella scorsa puntata il primo era assente, in questa è assente il secondo) come se volesse dirci che le due storyline stanno accadendo effettivamente sue due linee temporali diverse. O forse vuole solo farcelo credere, visto che praticamente tutti i fan della serie ormai si aspettano che questa teoria sia vera.

Personalmente spero di no, perché sarebbe molto deprimente: vorrebbe dire che il William così innamorato di Dolores negli anni successivi al loro incontro sarebbe tornato a stuprarla di continuo; non esattamente la svolta romantica del secolo, vi pare?

Ma chissà. I Nolan sono infidi, ricordatevelo sempre.

Ultima cosa. Per chi non lo sapesse, il titolo della puntata (Trompe l’Oeil) fa riferimento ad una tecnica pittorica naturalistica, nella quale l’immagine rappresentata tende ad essere talmente accurata da dare l’illusione del reale.

Capito, no? Illusioni. Memento, The Prestige, Inception. Westworld. Si va a parare sempre lì coi fratelli Nolan.

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2 Commenti

  1. …rimango della mia opinione storia lenta che non coinvolge….ben fatta ben recitata ma senza anima….troppo fumo per una storia semplicissima che ha fatto la storia del cinema: i robot si ribellano ed ammazzano tutto il resto è fuffa …
    Bernard era un robot? ed allora? non è successo praticamente niente per tutti i 7 episodi qualcosa dovevano pur inventarsi no? per me poteva essere pure uno skrull se c’era o meno ai fini della trama non avrebbe spostato una virgola….
    i voti sono eccessivi (10/10 ?? ma scherziamo?).

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