Once Upon A Time è tornato con la sesta stagione. Ad un pilot non particolarmente brillante segue un secondo episodio che fa ben sperare

Con il passare delle stagioni, è quasi fisiologico per una serie tv veder aumentare i personaggi ma diminuire la forza e la personalità delle proprie storie. E allora si ricercano le origini, gli splendidi albori che sono alla base del suo successo; questa è ciò che è accaduto anche a Once Upon A Time, la serie fiabesca targata ABC creata da Edward Kitsis e Adam Hororwitz.

6×01 Dopo una quinta stagione ricca di personaggi ed eventi diversi, ma priva di un carattere ben definito, la serie prova a rimettersi in carreggiata rilanciando uno dei suoi personaggi più amati. In un finale convincente (la parte dedicata ad Ade aveva promesso tanto ma deluse di gran lunga le aspettative), l’idea delle storie non raccontate funzionava, Rumple perdeva per la millesima volta Belle ma soprattutto tutti avevano gioito al ritorno della Evil Queen.

Gli spettatori puntavano sul maestoso ritorno di Regina e della sua controporte malvagia per il pilot e invece gli sceneggiatori ci ingannano (in questo sono sempre molto abili) e, anche se con un po’ troppa confusione, cambiano il focus d’interesse del primo episodio. Poco spazio a Regina e priorità a Emma (dato intuibile già dal titolo dell’ episodio, The Savior). La frammentazione spazio temporale, però, non è chiara come un tempo: anche se il protagonista dell’episodio è formalmente Emma, la sua storyline risulta di poco interesse e la struttura corale non aiuta affatto.

Tra le mille linee narrative, trova spazio anche quella completamente autonoma di Rumple e Belle. Bugie, amore, inganno, sempre la solita solfa; poi arrivano le note di Beauty and the Beast così qualunque disneyano chiude un occhio e la risoluzione risulta piacevole.

Nonostante questo, si sente che i loro caratteri sono usurati e causano ripetizioni fastidiose e talvolta noia. Sei stagioni sono tante e non tutte le personalità hanno molto ancora da raccontare.

Per sua fortuna, Once Upon A Time possiede personaggi cardine che riescono a regalare grandi soddisfazioni anche dopo decine e decine di episodi. In prima linea troviamo naturalmente Regina che salva la situazione con un secondo episodio completamente dedicato a lei.

6×02 A Bitter Draught è narrativamente molto più ordinato e funzionale: si cominciano ad affrontare i personaggi delle untold stories partendo da una primo racconto che si armonizza bene sia nel mondo delle fiabe che a Storybrooke. Viene lasciato completamente da parte il personaggio di Hyde di cui in pochi avranno sentito la mancanza; tale assenza dimostra che la metà crudele del Dottor Jekyll non è all’altezza di essere il villain principale della storia.

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La forza del secondo episodio sta proprio nel cercare un centro narrativo che faccia da linea guida nei diversi flashback che saranno dedicati a queste storie misteriose. Alla ricerca di un cuore seriale, in un telefilm in cui i cuori si strappano direttamente dal petto con tanta facilità, sembra chiaro a tutti che questo centro sarà affidato a Regina. Proprio lei non sente il peso del tempo, di tante storie (e tanti episodi) focalizzate sulla sua figura, e sembra avere ancora tanto da dimostrare.

Poco interesse per i tremori di Emma e molta più curiosità nel vedere come andrà a finire il rapporto tra sorelle (Zelena, personaggio sempre follemente adorabile) e la lotta esistenziale di Regina che sta provando a riscrivere, una volta per tutte, la sua storia e il suo essere. C’è il giusto equilibrio tra vecchio e nuovo in questo episodio, e ci auguriamo che sarà solo l’inizio di un trend positivo per questa sesta stagione.

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