Bleach 74: l’ultimo volume | Recensione

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Tite Kubo pone fine al suo lungo manga ricco di successo e approvazioni. Avrà soddisfatto gli appassionati?

Una delle opere manga più famose della storia e più influenti degli ultimi quindici anni è stata, e continua ancora adesso nonostante tutto, Bleach, l’opera scritta e disegnata da Tite Kubo sulla rivista giapponese Weekly Shonen Jump dal 2001 al 2015.

L’opera ha collezionato ben 686 capitoli raccolti in 74 volumetti i quali hanno registrato picchi di vendite da capogiro e la passione dei fan su questa storia che ci catapulta in un modo di Shinigami e di creature fantastiche. Ma Bleach non è solo personaggi dal momento che possiede e racconta un grande significato che fino all’ultimo volume cerca di trasmettere ai suoi lettori, un messaggio di speranza e coraggio.

Dal 2 novembre è disponibile anche in Italia l’ultimo volume di Bleach, il numero 74, intitolato “The Death and the Strawberry”, esattamente lo stesso titolo del primissimo volumetto. In copertina, invece, abbiamo Ichigo Kurosaki e Rukia Kuchiki 10 anni dopo gli ultimi eventi che hanno portato al caos e alla vicina distruzione del mondo.

Nel nome di un’antica faida, i quincy hanno invaso la Soul Society sotto il comando dello scaltro e minaccioso Ywach e si introducono nella dimora del Re degli Spiriti. Il volumetto ha inizio con il prosieguo dello scontro tra Ishida Uryu e Hashwalt e quest’ultimo è sicuro della sua vittoria, perchè capace di poter scorgere il futuro grazie al potere The Almigthy (ottenuto in presto dalla fonte che proviene da Ywach), intima a Ishida di combattere di porre tutto sulla “bilancia” che comunque non sarà necessaria a cambiare il corso degli eventi: la morte di tutti gli alleati di Ishida e Ichigo e la conseguente vittoria di sua Maestà (Ywach).

Tuttavia, prima di riprendere lo sconto, Hashwalt svela che “The Almigthy” possiede un poter ancora più spaventoso del solo scorgere il futuro, ma è ancora un segreto.

Nel frattempo, la scena si sposta sul combattimento psicologico e fisico tra Ichigo Kurosaki e Ywach e, mentre Ichigo è costretto a subire ingenti danni a causa dell’implacabile forza oscura del nemico, riesce a ad evocare una nuova modalità ricca di speranza e anche di incredulità dal momento che fonde il suo stato di Shinigami si fonde col poter dell’Hollow ereditato dal padre e del Quincy (Zangetsu) ricevuto dalla madre. Grazie alla nuova forza, Ichigo è pronto per giocarsi il tutto per tutto sfoderando anche il Fulmine del Re Hollow unito al Getsuga Tensho.

Ywach resta stupito dal nuovo potere, ma non dalla prontezza di Ichigo, pertanto decide comunque di non abbassare più la guardia e di cominciare a fare sul serio. Grazie al potere “The Almigthy”, il nemico prepara trappole dovunque per danneggiare Ichigo e, nel frattempo, cerca di ricorrere a giochi psicologici parlando di destino, di futuro, di speranza cercando di abbattere psicologicamente Ichigo, ma il protagonista comincia a perdere la testa quando sente la parola “disperazione”. Pertanto, Ichigo dichiara che ne ha affrontata tanta e l’ha già superata e, con sicurezza interiore, è pronto a riprendere il duello che purtroppo lo condurrà ad altre complicate dinamiche.

Ichigo  avanza con il “Tensa Zangetsu”, ma Ywach improvvisamente spezza la spada perchè il suo vero potere non è quello di vedere il futuro, ma di altere gli eventi che verranno. Una rivelazione che posiziona Ichigo in un momento di sconforto e lo si vede dal momento che il nemico ha possibilità di parlare con tranquillità e sicurezza mentre attacca il suo avversario.

La battaglia si sposta nuovamente su Uryu che sembra essere in seria difficoltà contro Hashwalt dal momento che quest’ultimo ha ricorso alla sua abilità “The Balance” (Armonia Mondiale) ma, proprio mentre tutto si volga in disperazione, Uryu svela la sua abilità “Antitesi” la quale serve a rispedire tutti gli attacchi e i danni subiti. Hashwalt non si arrende e svela l’abilità del suo scudo sacrificale che serve a sua volta a proteggersi da tutte le sfortune subite. La situazione non cambia dal punto di vista del combattimento, ma le parole sull’amicizia di Uryu e sul supporto degli altri smuovono i sentimenti di Hashwalt che nel frattempo vuole subito porre fine a questa battaglia.

Ywach supera persino la nuova modalità di Ichigo e si riprende i poteri di Hollow e Quincy concessi in prestito a Gerard Valkyrie e Hashwalt, portandoli in uno stato di fin di vita. Pertanto, Ichigo dichiara che è finita, arrendendosi e lasciando andare Ywach a completare il suo piano di creazione del mondo a sua immagine nella Soul Society. D’altro canto, tuttavia, accade il punto di svolta dal momento che in punto di morte, Hashwalt dichiara a Uryu che c’è una speranza per battere il forte nemico e questa speranza è la punta di freccia che può bloccare temporaneamente i poteri di Ywach. La punta di freccia è donata a Uryu dal papà di Ichigo e Ryuken.

Esausto e sconfitto, Ichigo viene tratto in salvo e caricato di speranza dal suo alleato, Renji, che inseguono Ywach alla Soul Society nella quale lo attende Aizen. Una volta che tutti i guerrieri sono riuniti, si sviluppa una sorta di alleanza tra Ichigo e Aizen che è necessaria abbastanza da contrastare il nemico che viene finalmente sconfitto grazie alle illusioni di Aizen e alla freccia scagliata da Uryu la quale blocca i poteri del nemico finale.

Avendo campo libero, adrenalina e l’ultima speranza in mano, Ichigo carica il suo ultimo attacco e trapassa il nemico, facendo svenire così il sogno di Ywach di unire ogni cosa e di creare il mondo sotto la sua immagine e visione.

L’incubo è così terminato, il nemico è sconfitto e nonostante la stanchezza, c’è la gioia perchè ha nuovamente trionfato il coraggio, la speranza e l’amicizia, ovvero i caratteri fondamentali su cu si basa il modus operandi dei guerrieri che per quindi anni hanno combattuto per salvare la loro società. I loro nemici hanno sempre cercato di raggiungere obiettivi e di trasformare il mondo a loro immagine, ma questa volontà deriva da una mancanza di coraggio di affrontare la vita combattendo le loro paure e superando gli ostacoli, anche se questi fossero insormontabili. Un bel messaggio che Kubo invia al mondo intero attraverso i suoi disegni il quale, da un certo punto di vista, spera che anche nella vita reale gli esseri umani si comportino allo stesso modo. Un messaggio di pace e che unisce tutti a combattere superando le difficoltà e non semplicemente ad aggirarle.

Gli ultimi due capitoli del manga sono ambientati 10 anni dopo la fine dello scontro finale. La pace è tornata e tutto è stato ricostruito. Rukia è diventata il nuovo capitano del Gotei 13, ma pare che ancora il mondo non possa godere della completa tranquillità. Infatti, un frammento di potere di Ywach è apparso e Mayuri Kurotsuchi comincia ad investigare sul fenomeno.

Nel frattempo, mentre Ichigo e company è all’oscuro di tutto, Kubo svela che Ichigo e Orihime sono una coppia e hanno avuto un bambino di nome Kazui. Anche Rukiya e Renji sono una coppia e hanno dato alla luce Ichika la quale è una Shinigami Cadetta. Quest’ultima si reca a casa di Ichigo e Orihime perchè stavano tenendo una festa e lì fa la conoscenza del piccolo Kazui il quale svela che anche lui è uno Shinigami.

La grande opera si conclude con Ichika incredula di quanto realizzato e con il piccolo Kazui che, senza saperlo, si trova a tu per tu con l’ultimo frammento di energia di Ywach e lo cancella toccandolo. Gli investigatori restano sorpresi della scomparsa del fenomeno non riuscendolo a spiegare, ma la pace, per lo meno e come dovrebbe sempre essere, ha trionfato ancora.

Ed è così che si conclude l’opera di Bleach, uno dei manga più famosi e riusciti al mondo. La storia ha collezionato successi e approvazioni, ma si notano i molti acciacchi nel finale, un po’ forzato e portato e archiviato in maniera troppo rapida rispetto a come dovrebbe essere condotta una battaglia finale. L’epilogo ha lasciato con l’amaro in bocca, in quanto sarebbe servito uno spazio dedicato proprio al confronto di Ywach con la sua sconfitta quando, invece, scopriamo qualcosina grazie alle parole di Aizen le quali svelano le reali intenzioni di unire tutto in un unico ciclo.

Sarebbe servito un rapporto finale e un dialogo finale tra eroe e sconfitto e non semplicemente l’attacco finale di Ichigo per giustificare la fine di tutto. Di certo, l’opera ha condotto una storia fantastica ed eccezionale, ispirandosi al concetto di coraggio e speranza che al giorno d’oggi non è considerato come una forza. Pertanto, dal punto di vista simbolico, il finale dell’opera vale il successo e il rispetto guadagnato.

La parte grafica è fantastica, le illustrazioni e lo stile di Kubo esaltano lo scontro finale a tal punto da voler fermare la lettura per ammirare il grande lavoro svolto dall’autore per concludere al meglio il suo gioiello.

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