Assassin’s Creed – La storia fra miti e leggende

La cura nella rappresentazione storica come fulcro dell'amatissimo franchise targato Ubisoft.

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Come gamer amante della storia e dell’arte apprezzo da sempre la saga di Assassin’s Creed, così aspramente criticato dai suoi detrattori per via del gameplay: c’è infatti chi sostiene che in buona sostanza sia sempre uguale a sé stesso e chi, al contrario, pensa che tutte le innovazioni introdotte a partire da Origins, che fondono lo stile di gioco classico del franchise a una componente sempre più marcata ispirata ai GDR, lo abbiano snaturato.

Naturalmente, è impossibile accontentare tutti i giocatori, ma non è mia intenzione occuparmi di questa annosa diatriba; ciò su cui voglio puntare la vostra attenzione è invece il grande, enorme lavoro di ricostruzione storica che caratterizza questa serie videoludica, un lavoro certosino al punto da rendere a volte difficile distinguere luoghi e vicende realmente esistiti da quelli fantastici creati dagli sviluppatori.

Di ispirazione per questo articolo è stata la recente pubblicazione del primissimo trailer di lancio per Assassin’s Creed Valhalla, il nuovo titolo della serie ad ambientazione norrena in uscita quest’anno:

2LA STORIA DEGLI ASSASSINI…

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Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale. Quando gli altri si piegano alla morale e alle leggi, ricorda: tutto è lecito. Agiamo nell’ombra per servire la luce. Siamo Assassini. Nulla è reale, tutto è lecito.

– Il Credo degli Assassini

Al servizio dei più deboli e della libertà, la Confraternita degli Assassini si contrappone da sempre all’Ordine dei Templari, il cui scopo è invece opposto, ovvero soggiogare l’intera umanità imponendole il proprio pensiero unico.

Il loro motto è entrato ormai nell’immaginario collettivo dei videogiocatori e ha un significato molto più profondo di quanto possa sembrare: “nulla è reale” si riferisce alla società precostituita in generale, e significa che non dobbiamo accettare le sue regole di buon grado senza porci delle domande sulla sua giustezza ed equità; “tutto è lecito” è una conseguenza di questo primo assioma, il sui significato è quindi il diritto e il dovere morale di lottare per difendere i diritti anche e soprattutto di coloro le cui voci non vengono ascoltate dagli artefici di questo ordine stesso, opponendosi a esso.

Il Credo degli Assassini è dunque una chiara dichiarazione di intenti, un manifesto a favore della libertà individuale di fare le proprie scelte in maniera autonoma e di accettarne le conseguenze. Questa massima può essere associata, nel suo significato più intimo, a quella dello psicologo e scrittore statunitense Timothy Leary, che recita: “Think for yorself, question authority (“Pensa autonomamente, metti in discussione l’autorità“).

Gli Assassini agiscono nell’ombra, ed è per questo che le loro gesta non vengono ricordate, ma attribuite ad altri nei libri di storia, il che rende plausibile che quanto rappresentato nella saga videoludica possa essere reale, anche è semplicemente realistico, proponendo così una fusione perfetta fra i fatti storici e la finzione del medium, anche per via del fatto che non solo i Templari, ma anche gli Assassini sono davvero esistiti.

…GLI ASSASSINI NELLA STORIA

I protagonisti dei diversi capitoli della saga di Assassin’s Creed non sono realmente esistiti, come anche la loro Confraternita così come in essa viene rappresentata; tuttavia, a fornirne l’ispirazione è stata la Setta degli Assassini, la quale affonda le proprie radici nell’Islam.

Come moltissime religioni, siano esse politeiste o monoteiste, anche l’Islam è suddiviso in diverse ramificazione le quali, a loro volta, danno origine ad altrettante sottocategorie; nel nostro caso, gli Assassini erano Sciiti che facevano parte di una setta della corrente Ismailita, ed erano conosciuti anche come Nizariti.

Nati nell’XI secolo fra Siria e Persia in seguito a una scissione avvenuta all’interno dell’Ismailitismo, furono in seguito guidati da Ḥasan-i Ṣabbāḥ, il quale ebbe il merito di estendere l’area di influenza dei Nizariti a zone sempre più ampie di Persia e Siria; il suo regno fu caratterizzato da omicidi di avversari politici a opera della sua setta, che per questo venne chiamata Setta degli Assassini.

Stando poi alle dichiarazioni di Marco Polo, sembrerebbe che gli Assassini di Ḥasan-i Ṣabbāḥ agissero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, anche se è opportuno sottolineare che, poiché lo scrittore nacque nel 1254 e Ḥasan-i Ṣabbāḥ nel 1030, è impossibile che Marco Polo fosse stato un testimone oculare di tali avvenimenti. A meno che non avesse avuto a propria disposizione un Animus!

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