Questo volume della collana Decenni si concentra sulla produzione Marvel degli anni sessanta che rappresentò una vera e propria rivoluzione fumettistica. Grazie all’operato di Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko, coadiuvati in seguito da altri straordinari autori, il nascente Marvel Universe segnò un distacco dall’epoca Timely/Atlas e fu caratterizzato dalla presenza di protagonisti più umani e fallibili. In pratica, i cosiddetti ‘supereroi con super problemi’.

Il libro è dedicato prevalentemente all’Uomo Ragno, il supereroe più famoso e amato della Marvel, nonché quello che meglio rappresentava le idee innovative di Stan Lee, incentrate su giustizieri meno invincibili di quelli DC e più vicini alla gente comune. In questo senso, il Peter Parker degli esordi era perfetto. Parliamo, infatti, di un nerd impacciato con le ragazze, disprezzato dai compagni di classe, per di più orfano e assillato da difficoltà economiche.

Nel volume, tuttavia, troverete episodi che vedono l’Arrampicamuri in compagnia di svariati eroi e avrete, perciò, l’opportunità di scoprire il clima e la magica atmosfera della Marvel anni sessanta. In parole povere, sono storie che delineano un universo narrativo pieno di numerosi personaggi che entusiasmarono i lettori. Si incomincia con il leggendario n. 1 di Amazing Spider-Man, firmato da Stan Lee e Steve Ditko che chiariscono subito che Spidey agisce nello stesso mondo dei Fantastici Quattro. Tra le altre cose, infatti, il ragnetto si recherà nel quartier generale del gruppo allo scopo di unirsi a loro, con esiti esilaranti.

Un breve episodio tratto da Fantastic Four Annual n. 1, realizzato da Stan Lee e Jack Kirby, riprende quella circostanza, aggiungendovi alcuni dettagli. Strange Tales Annual n. 2 è un altro episodio importante poiché è qui che nasce la proverbiale rivalità tra l’Uomo Ragno e la Torcia Umana che, tra un battibecco e l’altro, danno la caccia al criminale Volpe. Lee scrive testi spassosi e divertenti e il tratto tipicamente noir di Ditko risulta tuttora suggestivo. La Torcia ritorna poi in Amazing Spider-Man n. 8, sempre degli stessi autori, e in questo caso deve vedersela, insieme al Tessiragnatele, con un robot impazzito all’interno di un liceo.

Amazing Spider-Man n. 14 è un gioiello di rilevanza storica, non solo per la presenza del collerico Hulk che incontra per la prima volta l’Uomo Ragno, ma perché segna l’esordio del terribile Goblin, il nemico per eccellenza di Peter Parker. In questo caso, Lee e Ditko realizzano uno dei loro lavori migliori in assoluto. E’, inoltre, interessante il n. 57 di Tales sto Astonish, comic-book che all’epoca pubblicava le avventure di Giant-Man e Wasp, altri celebri eroi della Marvel dei primordi. Stan Lee racconta il loro incontro con l’Uomo Ragno, alle prese con il perfido Testa d’Uovo. I disegni di Dick Ayers, per quanto un po’ grezzi e datati, sono, in ogni caso, efficaci.

Amazing Spider-Man n. 16, firmato dagli onnipresenti Lee e Ditko, racconta il primo team-up tra l’Arrampicamuri e Devil, qui con il primo costume giallo e nero. I due eroi dovranno affrontare Ringmaster in una piacevole storia dai toni ironici. Spidey fa a sua volta un’apparizione nel n. 11 di Avengers, vittima delle macchinazioni del temibile Kang. E’ Lee che, come al solito, scrive una storia con i consueti dialoghi sarcastici che spesso si concedeva, assistito dalle matite di un altro penciler storico della Marvel, l’amatissimo Don Heck di Iron Man.

Il secondo annual di Amazing Spider-Man è, invece, uno dei capolavori assoluti di Steve Ditko. In questo caso il ragno affronta lo stregone Xandu in compagnia del Dr. Strange e Ditko ci propone i suoi disegni pop e psichedelici che lo resero celebre, con incredibili prospettive e straordinaria visionarietà. Anche i nn. 16 e 17 di Daredevil sono storicamente importanti. Non tanto perché Lee narra l’ennesimo team-up tra il Diavolo Rosso e il Tessiragnatele, coinvolti in uno scontro con Marauder, ma perché i disegni sono del grande John Romita Sr., destinato a diventare il penciler più amato di Amazing Spider-Man. ‘Jazzy’ John illustrò l’Uomo Ragno per la prima volta proprio con queste storie e il risultato fu talmente valido da convincere Lee a designarlo come disegnatore regolare di Amazing.

Il terzo annual di Amazing Spider-Man vede come guest star Hulk e i Vendicatori e, con il senno di poi, è un episodio fondamentale. Gli eroi più potenti della terra, infatti, offrono a Spidey un posto nella squadra. Gli esiti non saranno positivi ma è qui che si creano le basi per il successivo ingresso del ragnetto negli Avengers. Lee scrive testi efficaci e John Romita Sr., assistito alle chine da Don Heck, svolge un buon lavoro.

L’Uomo Ragno ricompare anche nel n. 27 di Daredevil che si avvale del talento dell’oscuro e ombroso Gene Colan, altro grande disegnatore Marvel. Stavolta Lee utilizza Spidey come alleato di Devil nella lotta con Marauder e Stilt-Man. Non potevano poi mancare i mutanti X-Men. Il n. 35 della loro collana propone l’Uomo Ragno come ospite d’onore. Il Tessiragnatele aiuta i pupilli del Professor Xavier nel loro dissidio con la misteriosa organizzazione criminale chiamata Fattore 3. I testi sono di Roy Thomas, allievo di Stan, che alla Marvel ebbe modo di far conoscere il suo talento, e i disegni di Werner Roth, non particolarmente esaltanti, ma efficaci.

E il libro si conclude con la grande coppia Lee/Kirby, autori del n. 73 di Fantastic Four che può essere considerato una celebrazione del Marvel Universe. Il Favoloso Quartetto, l’Uomo Ragno, Devil e Thor rimarranno coinvolti in un inganno del perfido Dr. Destino ma alla fine tutto si risolverà. L’episodio va segnalato più che altro per gli splendidi disegni del Re Kirby, impreziosito dalle chine del grande Joe Sinnott. In definitiva, questo è un volume da prendere in considerazione e piacerà certamente agli estimatori del classico Marvel style dei magici sixties.

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