Bunker, l’angosciosa saga fantascientifica – RECENSIONE

Pubblicato il 7 Settembre 2015 alle 11:20

La collana Fantastica prosegue con un nuovo volume e stavolta tocca a Bunker, angosciosa saga fantascientifica di Christophe Bec e Stéphane Betbeder illustrata da Nicola Genzianella, imperdibile per i fan del fumetto di area francofona!

Tra le numerose proposte della Mondadori Comics spiccano le collane Historica e Fantastica che definire di qualità eccellente è un eufemismo. Grazie a queste due importanti iniziative editoriali, i lettori italiani hanno avuto modo di leggere e apprezzare splendide opere di area bd. Uno degli autori ricorrenti è il bravissimo Christophe Bec che ha il pregio di firmare lavori di vario genere, dimostrando di possedere doti narrative e inventive di notevole livello. Lo scrittore è capace di delineare vicende storiche, horror, mystery e fantascientifiche.

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Bunker è una serie sci-fi nell’impostazione ma si rilevano anche elementi thriller, suggestioni mutuate dalla war story e pure un pizzico di horror, dal momento che un ruolo importante nella story-line lo giocano enigmatiche creature ancestrali che sembrano uscite da un racconto di Lovecraft. Bec scrive la sceneggiatura con l’ausilio di Stéphane Betbeder e il risultato complessivo è efficace.

La storia è ambientata in una nazione denominata Demarkacia. E’ l’ultimo baluardo difensivo che separa la regione del Velikiistok dal territorio di un popolo ostile, gli Ieretik. Tra la comunità della Demarkacia e gli Ieretik c’è da tempo un conflitto. Inoltre, l’area è difficilmente abitabile poiché prevalgono la neve e le tempesta. Sin dal principio, gli autori spiegano che in passato c’è stato un terribile cataclisma che ha provocato morte e distruzione. Tutti credono che si sia trattato della caduta di un meteorite. Questa è almeno la versione ufficiale, imposta dall’Imperatore della Demarkacia che ha molte cose da nascondere.

La verità, infatti, è un’altra e più angosciante. Tutto ruota intorno alla figura di un soldato, Aleksi Stassik, che abbandona la famiglia in cerca di avventure e si arruola nell’esercito della Demarkacia. Viene inviato nel Velikiistok, considerando che la guerra con gli Ieretik diventa più difficile e uno scontro definitivo pare essere imminente. Le cose però non sono ciò che sembrano. Aleksi intuisce che nella zona c’è un’atmosfera strana. Forse esistono entità indefinibili dalle pessime intenzioni e per giunta arriva Anika, la bella nipote dell’Imperatore. Ha una mansione nell’esercito ma non è detto che la sua presenza sia motivata da esigenze belliche.

E in effetti non è così. La chiave di tutti i misteri è proprio Aleksi che scoprirà a sue spese che la sua vita è stata solo una spaventosa menzogna. Chi è davvero Aleksi? Ci sono legami tra lui e gli esseri semidivini che tormentano la Demarkacia? E qual è il ruolo di Anika? E’ veramente la nipote dell’Imperatore? Bec e Betbeder giocano con gli intrighi e i segreti, narrando una storia che inizia con un ritmo lento simile a quello dei romanzi di Stanislaw Lem e man mano si fa più serrato.

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Bunker è un fumetto di fantascienza e ci sono ovviamente gli elementi tipici di questo genere narrativo: ambientazioni immaginifiche, inseguimenti, creature mostruose che popolano i sogni dei personaggi, armi futuribili e così via. Ma, al di là dello sfondo distopico della trama, è pure un’acuta riflessione sui legami famigliari, sull’identità dell’individuo, sulla libertà, sulla guerra e sulla mancanza di scrupoli del potere. In parole povere, è un’opera contrassegnata da un perfetto equilibrio di azione e introspezione, con testi curati e dialoghi spesso profondi.

I disegni sono di Nicola Genzianella che fa un ottimo lavoro. Lo stile è naturalistico e dettagliato, valorizzato da fluidità, eleganza e dinamismo che rendono giustizia alla qualità della sceneggiatura. Ogni personaggio è ben caratterizzato e la rappresentazione dei desolati paesaggi innevati, delle città semidistrutte, delle armi, delle divise e delle divinità è impeccabile. Genzianella a volte compone tavole con inquadrature minuscole dall’impostazione cinematografica, a volte invece opta per vignette enormi che evocano l’orrore claustrofobico di un mondo vasto e ostile. Anche stavolta, quindi, Fantastica propone un’opera da tenere d’occhio.

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