Masashi Kishimoto è tornato nel franchise di Naruto, ma cosa significa questo per il futuro dell’iconica saga di anime e manga? Kishimoto ha debuttato per la prima volta con il suo entusiasta giovane ninja nel 1997, e la popolarità del personaggio ha portato a una serie completa di manga che ha iniziato la pubblicazione due anni dopo.

Naruto ha goduto di una corsa stellare di 15 anni, che si è conclusa alla fine del 2014 con il personaggio principale della saga che ha finalmente realizzato il suo sogno di diventare l’Hokage del Villaggio di Konoha. Per l’intero periodo (che comprende sia la serie anime Naruto che Naruto: Shippuden), Kishimoto è stato l’uomo responsabile del destino di Naruto Uzumaki, ma l’artista e scrittore si è dimesso dopo l’uscita di quel capitolo finale.

Mentre Kishimoto perseguiva nuovi progetti, Shonen Jump ha visto le potenzialità di fatturare più soldi grazie al franchise di Naruto e ha rapidamente commissionato un sequel anime e manga, Boruto, con protagonista il figlio di Naruto.

Boruto

La serie TV è stata per lo più riempitiva finora, con solo barlumi di materiale canonico che fanno capolino a intermittenza. Il manga, nel frattempo, è stato scritto da Ukyō Kodachi, ma Shonen Jump ha recentemente annunciato che Masashi Kishimoto farà il suo grande ritorno nel franchise di Naruto, assumendosi l’incarico di scrivere dal capitolo 52 in poi.

L’annuncio ufficiale di Jump afferma che l’entrata in scena di Masashi Kishimoto anche in Boruto era già programmata, ma ci sono altri potenziali fattori che contribuiscono al suo ritorno.

Il primo grande progetto di Kishimoto dopo aver completato Naruto è stato Samurai 8: La Leggenda di Hachimaru, che ha iniziato la serializzazione settimanale nel maggio 2019. Dalla complessa mitologia e dagli intrecci estesi nel tempo che sono stati gradualmente creati, è chiaro che Kishimoto aveva grandi progetti per Samurai 8, ma la serie è stata cancellata meno di un anno dopo il suo debutto, precipitando in una conclusione goffa e improvvisata.

Samurai 8 era, al massimo, solo al 50% della lunghezza prevista, lasciando i fan che avevano già investito nel mondo dei samurai fantascientifici di Kishimoto amaramente delusi. Se Samurai 8 fosse stato un successo travolgente e andasse ancora forte, è altamente improbabile che Kishimoto si sarebbe dedicato a Boruto, non in questo momento, almeno.

Il creatore di Naruto avrebbe potuto accettare di mettersi alal guida anche di Boruto una volta che Samurai 8 fosse finito (da qui l’insistenza di Shonen Jump sul fatto che il cambio ai vertici di Boruto fosse sempre stato pianificato), ma senza la brusca cancellazione di Samurai 8 all’inizio di quest’anno, Ukyō Kodachi si sarebbe goduto ancora qualche anno al lavoro su Boruto.

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