Dalle influenze reciproche, al rapporto con Hugo Pratt, alla proposta di una futura collaborazione. I due giganti del fumetto insieme al teatro Mediterraneo.

Frank Miller e Milo Manara. Per celebrare i vent’anni del Napoli Comicon (svoltosi presso la Mostra D’Oltremare dal 28 all’1 maggio) il direttore Claudio Curcio e tutta l’organizzazione sono riusciti a regalare al pubblico un grandissimo super ospite, ed un incontro che è già diventato un pezzo di storia. Infatti, durante il confronto svoltosi presso il teatro Mediterraneo, Milo Manara (così come vi abbiamo anticipato qualche giorno fa) ha chiesto il permesso a Frank Miller di poter utilizzare l’universo di Sin City per poter raccontare una sua storia, ispirata ad America di Franz Kafka.

Ma l’incontro tra i due giganti del fumetto non si è basato solo su questo argomento. Di fronte ad un teatro Mediterraneo gremito i due autori, moderati dal direttore del Comicon Claudio Curcio, hanno ripercorso i momenti salienti delle proprie carriere e parlato delle influenze reciproche.

Quando vi siete incontrati per la prima volta?

Manara: «Miller scrisse la prefazione ad un mio libro tempo fa. Successivamente lo incontrai al Comicon di San Diego e lì abbiamo avuto modo di conoscerci. Negli ultimi tempi ci siamo rincontrati a Lucca, era il 2016, dove fummo protagonisti di una conferenza insieme».

Miller: «Quando ho incontrato per la prima volta Milo gli ho chiesto “quanto ridi mentre lavori?”, perché c’è molto humor e bellezza nel suo lavoro».

Manara: «Si, in effetti mi propongo spesso di fare una storia drammatica, ma alla fine esce sempre fuori qualcosa di umoristico».

Miller: «Sai, non è una brutta cosa. Si vede che non vuoi deprimere le persone».

Un momento dell’incontro tra Manara e Miller

Come avete iniziato a dedicarvi al fumetto?

Manara: «Negli anni Sessanta andavo all’accademia di Belle Arti, ma mi stavo rendendo conto che l’arte figurativa aveva perso il suo ruolo iconografico, perché era stata scavalcata da cinema, televisione e fumetti. Perciò mi approcciai al fumetto per avere un ruolo sociale all’interno della cultura collettiva. Non ero un lettore di fumetti, ma scoprii Barbarella, ed i comics erotici. Fu grazie a queste letture che decisi di fare il fumettaro».

Miller: «Desideravo fare il fumettista da sempre, fin da quando avevo cinque anni. La cosa difficile è stata convincere il resto del mondo, e farmi pagare per fare questo lavoro. Quando lavoravo per la Marvel incontrai Will Eisner, e lui mi disse che per avere qualcosa d’interessante da raccontare dovevo vivere e viaggiare il più possibile. E detto da Will Eisner è stato il massimo, perché lui assieme a Jack Kirby furono i miei riferimenti durante l’infanzia».

Manara: «Invece i miei ispiratori americani furono Alex Raymond ed Hal Foster. Dopo è arrivato Robert Crumb, che ha influenzato Moebius, ed anche me. Devo dire che ho iniziato a leggere fumetti di supereroi grazie a Frank Miller. Le sue storie hanno una grande complessità, pari a quella di autori immortali come Omero. E lo si può vedere soprattutto in Sin City. Del resto le ispirazioni epiche ed alla letteratura mediterranea da parte di Miller si possono chiaramente notare in 300».

Entrambi siete molto legati ad Hugo Pratt. Raccontateci il vostro rapporto con l’autore di Corto Maltese.

Manara: «Sono l’unico ad aver disegnato due sue storie, Pratt mi ha fatto veramente capire cosa significa scrivere un fumetto. Per me è stato un maestro di vita, mi mancano tanto le conversazioni insieme».

Miller: «Incontrai Pratt a Lucca negli anni Ottanta. Sembrava una specie di Perry Mason. Appena mi vide disse “Io ti conosco”, ed iniziò a parlare dei miei fumetti che aveva letto, soprattutto di Ronin. Pratt è una delle persone più incredibili che abbia mai conosciuto, fu un maestro per me, e mi ha influenzato tanto, soprattutto per Sin City».

Tutti in piedi ad applaudire i due giganti del fumetto a fine confronto

Prendendo la palla al balzo Manara ha mantenuto vivo l’argomento Sin City per introdurre la sua proposta.

L’idea di ambientare una storia ispirata ad America di Kafka proprio all’interno dell’universo della Città del Peccato creata da Miller, è stata accolta con grande soddisfazione dall’autore americano, a tal punto che lo stesso Miller ha chiesto a Manara di poter scrivere una storia per lui. Successivamente la stretta di mano fra i due ha suggellato l’accordo. Il resto è Storia del fumetto, che vedremo portata a compimento, si spera, il più presto possibile.

telegra_promo_mangaforever_2