Il lungo braccio ella censura torna a colpire, e questa volta è il turno di Detroit: Become Human, ultimo videogioco in fase di sviluppo della Quantic Dream, a causa di una scena di violenza domestica.

Problemi in vista per quanto riguarda le certificazioni per Detroit: Become Human nel Regno Unito a causa della scena qui in basso, nella quale i giocatori avranno il controllo di una domestica androide e potranno scegliere di compiere azioni diverse che porteranno a esiti diversi, uno dei quali vedrà il padre violento di una bambina picchiarla fino a ucciderla:

Esther Rantzen, fondatrice di Childline, e Andy Burrows del NSPC sembrano voler accogliere l’appello di Helen Lovejoy, che spesso nei Simpson si chiede “perché nessuno pensa ai bambini?”.

Insieme ad altri, infatti, i due si sono proclamati completamente sfavorevoli al livello di violenza presente nella scena incriminata, chiedendosi se eventualmente i giocatori verranno premiati per una simile azione (cosa che probabilmente quei sadici dei cacciatori di trofei si augurano).

Esther Rantzen ha definito il gioco “malato e disgustoso” per aver scelto di intraprendere questa strada nella narrazione, aggiungendo:

La violenza contro i bambini non è intrattenimento. Non è un gioco. È un vero incubo per centinaia di bambini che devono vivere in scenari come questo. I creatori di questo gioco dovrebbero davvero vergognarsene. Credo sia perverso. Chi crede che picchiare un bambino sia intrattenimento?

La donna ha anche richiesto che Sony Interactive Entertainment, il publisher di Detroit: Become Human, rimuova la scena o che decida di non pubblicare affatto il gioco. A questo si aggiungono anche le dichiarazioni di Andy Burrows, che ha aggiunto:

Ogni videogioco che banalizza o normalizza gli abusi sui bambini, l’abbandono o la violenza domestica per intrattenimento è inaccettabile.

David Cage, il creatore di Detroit: Become Human, ha risposto in merito con queste parole:

Per me è una scena molto forte e commovente, ed ero interessato a mettere il giocatore nella posizione di questa donna. Ho scelto questo punto di vista. Ciò che è importante per me, e ciò che è importante per Detroit, è affermare che un gioco è legittimato come un film, o un libro, o una rappresentazione teatrale a esplorare qualsiasi argomento come l’abuso domestico.

Tory MP Damian Collins, il presidente del Culture and Spot Select Committee, ha però aggiunto:

È completamente sbagliato che la violenza domestica sia parte di un videogioco, a prescindere da quali siano le motivazioni. La violenza domestica non è un gioco e questo semplicemente la banalizza.

Mi preoccupa il fatto che chi ci giocherà e abbia sofferto in prima persona di un abuso possa usare questo gioco possa plasmare il modo in cui si rapportano con chi compie abusi. È pericoloso piantare nelle menti delle persone il seme che il modo per affrontare chi abusa è usare violenza contro di loro. È controproducente e potrebbe esporli a un pericolo maggiore.

Infine, un esponente del Video Standards Council, che stabilisce le restrizioni dei videogiochi per quanto riguarda l’età minima consigliata nel Regno Unito, ha dichiarato:

Ogni decisione di rifiutare un certificato non è presa a cuor leggero e per l’entità della faccenda riteniamo che sia necessario consultare il nostro gruppo di consulenza formato da psicologi e da esperti legali.

Sony Interactive Entertainment non ha ancora rilasciato dichiarazioni a riguardo. Detroit: Become Human verrà pubblicato, nonostante le polemiche, nel 2018 in esclusiva per PS4.

Fonti: CB, DM.

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