Il fumettista polacco si è raccontato durante una conferenza del COMICON: dalla nascita della sua passione per i fumetti, fino ad arrivare al capolavoro Thorgal, che nel tempo è diventato anche una questione “di famiglia”.

Quella di Grzegorz Rosinski è una storia fatta di amore per il disegno, e di vera e profonda passione per il fumetto. La presenza del regime comunista in Polonia non gli permise da bambino di leggere molti fumetti.

Perciò il piccolo Rosinski prima ancora che dei fumetti s’innamorò del disegno, del segno grafico lasciato su carta per rappresentare qualcosa.

La sua passione nacque in un ambiente ostile ed in un mondo diverso da quello che viviamo oggi, ma la sua arte è stata capace di creare tesori del fumetto mondiale che hanno percorso i decenni, come Thorgal, una delle saghe fantastico-fantascientifiche più popolari di sempre.

Rosinski è stato tra gli ospiti di punta del Napoli COMICON, e si è raccontato al pubblico durante una conferenza a lui dedicata, presentata dallo scrittore ed editor di Panini Comics Marco Rizzo, alla quale hanno preso parte anche l’editor e curatore de I Mondi di Thorgal Piotr Rosinski, ed il giornalista e traduttore di Thorgal Pier Luigi Gaspa.

«Il fumetto in Polonia non aveva una grande tradizione- ha esordito Rosinski incalzato da una domanda di Rizzo- mi sono avvicinato a questo mondo attraverso i fumetti del primo comunismo francese.

Poi, quando ne ho avuto la possibilità, ho scoperto il fumetto italiano e Milo Manara, gli artisti spagnoli e quelli sudamericani.

Quando ho cominciato a fare fumetti eravamo solo un paio di persona nell’Est Europa a provarci. All’inizio mi aveva colpito l’idea di esprimersi per immagini, mi affascinava l’idea di creare qualcosa solo con un foglio ed una matita.

Non sapevo se esisteva il mestiere del fumettista, né se e quanto venisse pagato. Ho iniziato con alcuni amici solo per divertimento, così è nato tutto».

 

 

L’amore ed il rispetto per il fumetto da parte di Rosinski è profondo al punto tale da non fargli fare alcuna differenza tra arte e fumetti, tanto da fargli dichiarare:«Se Renoir fosse ancora vivo oggi farebbe fumetti».

Quando gli viene fatta una domanda sull’aderenza a stili di disegno diversi, Rosinski è chiaro:«Non vorrei avere uno stile, lo stile ti rassicura, l’artista deve sempre essere in evoluzione. Perciò quando con Thorgal feci un lavoro nuovo sui tratteggi non l’ho considerato un cambiamento di stile, piuttosto un’evoluzione.

Tutt’oggi- ha continuato- Thorgal  subisce continue evoluzioni e cambiamenti. Una cosa che faccio spesso è cambiare tratto di disegno in base al soggetto della storia. Poi cerco sempre di divertirmi, e questo crea autenticità, è una cosa che arriva ai lettori».

Quella passione che il regime comunista gli fece mancare durante la sua fanciullezza Rosinski ha cercato di restituirla al popolo dell’Est Europa attraverso la sua arte. «Un mio fumetto è stato il primo pubblicato in Unione Sovietica.

Sono stato un’influenza per i fumettisti russi di oggi. Perciò ho sempre cercato, e continuo tutt’oggi, a promuovere assieme ad altre persone la cultura del fumetto nell’Est Europa ed in Russia».

Chiaramente Rosinski non poteva non menzionare Jean Van Hamme, lo sceneggiatore e la persona assieme alla quale ha creato nel 1977 Thorgal, e con il quale ha condiviso trent’anni di collaborazione. «Sono stati periodi molto belli.

Van Hamme è una persona che ha sempre qualcosa da dire, ha una scrittura efficace. E poi non è uno che scrive per soldi, quando non ha più niente da dire si ferma. Così quando ha smesso di scrivere ho iniziato a sperimentare ancora di più».

 

Il grande successo riscosso negli anni da Thorgal  ha permesso di creare vari spin-off che sono andati a costituire I Mondi di Thorgal, sui quali si è soffermato a parlare l’editor Piotr Rosinski.

«Qualche anno fa per far respirare mio padre Grzegorz decidemmo di fare un albo di Thorgal ogni due anni, anziché ogni anno. Così abbiamo trovato un disegnatore russo, Roman Surzhenko, che si occupò di raccontare I Mondi di Thorgal. 

Ci sono tre spin-off -ha continuato a raccontare Piotr Rosinski- sono La Giovinezza di Thorgal, Lupa (incentrato sulla figlia di Thorgal), e Kriss di Valnor (la storia della nemesi del “figlio delle stelle”). 

Inizialmente l’idea degli spin-off doveva essere più limitata, ma quando le vendite arrivarono a 80-90mila copie decidemmo di continuare».

Così i disegni di Kriss di Valnor furono affidati all’italianissimo Giulio De Vita. «Non volevamo un clone di Rosinski- ha spiegato Piotr- anche se Surzhenko gli somiglia, però non potevamo rifiutarlo visto che è molto rapido e bravissimo».

E sul lavoro di editor sui Mondi di Thorgal, Piotr è stato incalzato da Pier Luigi Gaspa, il quale gli ha chiesto se è vero che gli spin-off dovrebbero confluire tutti su un’unica serie. «Si è vero, ci sono tre cicli narrativi che convergeranno verso la linea principe di Thorgal.

Abbiamo diversi sceneggiatori con i quali ci confrontiamo e coordiniamo, analizziamo insieme gli script e cerchiamo di non fare lunghi cicli narrativi. Insieme cerchiamo di far quadrare le storie».

Ma Thorgal non è solo un personaggio fantastico, per Piotr e Grzegorz Rosinski è stato un membro della famiglia, un personaggio con cui convinvere. «Per me Thorgal è un fratello- ha raccontato Piotr- mio padre mi usava come modello per disegnarlo.

Nel tempo è diventato anche un modo per comunicare tra di noi, visto che per tanti anni io ho vissuto in Polonia e lui in Francia.

E così, nel momento in cui ce n’è stata la possibilità mi sono messo a curare la promozione di Thorgal, e ci siamo riavvicinati, e grazie a questo riavvicinamento è nata l’idea degli spin-off».

Rosinski padre si è così espresso sul figlio Piotr:«Non sono sempre d’accordo con lui, però il confronto mi aiuta molto, mi spinge a migliorarmi con i disegni, e mi fa confrontare con una generazione diversa».

In conclusione, cos’è Thorgal per Grzegorz Rosinski?«Per me è un personaggio che utilizzo, e quando lo faccio è una cosa che serve sia a me che a lui».

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