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giovedì, 7 giugno 2012 - 10:50

IAN Intelligenza Artificiale Neuromeccanica 1 – Recensione


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GP Publishing propone un’avvincente miniserie fantascientifica di area bd scritta da Vehlmann e disegnata da Meyer, imperniata sul misterioso Ian, l’androide definitivo: quando sci-fi e azione si uniscono in un connubio ben riuscito!

IAN 1

ian 1 198x300 Autori: Fabien Vehlmann (testi), Ralph Meyer (disegni)

Casa Editrice: GP Publishing

Provenienza: Francia

Genere: Fantascienza

Prezzo: € 2,90, pp. 96, b/n

Data di pubblicazione: giugno 2012

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Negli ultimi tempi GP Publishing sta proponendo diverse opere di provenienza bd in formato bonellide e in bianco e nero. Abbiamo già avuto modo di apprezzare il western di Durango e Comanche, l’horror de Il Cacciatore e il fantasy di Wisher. E non poteva mancare la fantascienza, rappresentata da una valida miniserie, IAN, il cui primo numero è già disponibile in edicola e in fumetteria.

Nell’arco di due albi il lettore avrà modo di scoprire una story-line dichiaratamente sci-fi nelle atmosfere e non priva di un giusto equilibrio di azione e introspezione. A scriverla è l’ottimo Fabien Vehlmann che impernia la trama sull’enigmatica figura di IAN, acronimo che sta per Intelligenza Artificiale Neuromeccanica. Come è facile intuire, dunque, si tratta di un androide. Ma se pensate alle creature immaginate da Philip K. Dick o Isaac Asimov dovrete ricredervi.

In un contesto naturalmente futuribile, alcuni scienziati creano IAN per metterlo al servizio della S.R.S (Squadra di Recupero Speciale), una specie di corpo di polizia militare che ha l’obiettivo di mantenere l’ordine in un mondo non privo di minacce. IAN, oltre ad essere dotato di un’intelligenza elevatissima e di un fisico perfetto, è però in grado di provare sentimenti ed emozioni. Le sue decisioni, dunque, non sono motivate esclusivamente dalla logica ma da pulsioni che lo differenziano da qualunque altro androide mai concepito.

Ma gli scienziati non hanno rivelato ai componenti della S.R.S un dettaglio non di poco conto: in IAN esiste infatti un’anomalia che a volte gli crea scompensi psichici e allucinazioni che gli impediscono di pensare lucidamente. Potremmo considerarla una forma di schizofrenia le cui cause, però, almeno in questa prima uscita, rimangono sconosciute. E che succede se IAN, nel corso della sua prima missione, subisce tali scompensi? I rapporti con i suoi alleati, piuttosto a disagio in compagnia di un essere artificiale, già non particolarmente facili, rischiano di venire irrimediabilmente compromessi.

Vehlmann scrive una storia avvincente, caratterizzata da un ritmo costante mutuato dagli action movies statunitensi (e non mancano echi di pellicole come ‘Atmosfera Zero’, ‘Blade Runner’ e così via), che cattura sin dal principio l’attenzione del lettore. E l’autore affronta tematiche importanti come la mancanza di scrupoli delle multinazionali e del potere costituito o i conflitti sociali che sconvolgono le metropoli del domani. Perciò, pur rimanendo nell’ambito dell’intrattenimento, IAN è tutto tranne che banale. I dialoghi sono ben impostati, mai verbosi e sempre secchi e incisivi; e di tanto in tanto, malgrado l’indiscutibile drammaticità delle trame, emerge l’ironia, con curiose citazioni dei Beatles, per esempio, o divertiti omaggi all’Uomo Ragno (ma le influenze dei comics e in generale dell’immaginario pop americano sono palesi). Dal punto di vista psicologico, inoltre, ogni personaggio è ben caratterizzato, sebbene sia proprio l’inclassificabile IAN a fare la differenza con il suo carisma e la sua complessità.

Pure il disegnatore Ralph Meyer fa un buon lavoro, rivelandosi efficace sia nelle sequenze più tranquille che in quelle in cui prevale l’azione, dimostrando una cura certosina negli sfondi e nei particolari di tante vignette, visualizzando in maniera impeccabile le emozioni dei personaggi e impostando la tavola in modo inventivo. Soprattutto nel secondo episodio incluso in questo numero Meyer raggiunge livelli qualitativi notevoli, raffigurando una città intimidente degna di un film di John Carpenter. In poche parole, IAN è da tenere d’occhio e soddisferà gli estimatori della fantascienza e dei fumetti di area francofona. Da provare.


Voto: 7


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