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Durango 1 – I Cani Muoiono d’Inverno – Recensione

Sergio L. Duma 12/04/2012

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GP Publishing inaugura una saga western di Yves Swolfs: Durango! Seguite le vicissitudini di un pistolero senza paura in una splendida serie di storie influenzate dalle immortali pellicole di Sergio Leone!

Durango 1
I Cani Muoiono d’Inverno

Autore: Yves Swolfs (testi e disegni)

Casa Editrice: GP Publishing

Provenienza: Francia

Genere: Western

Prezzo: € 2,90, pp. 96, b/n

Data di pubblicazione: gennaio 2012


Il western è un genere classico che cinema, televisione e, last but not least, fumetto hanno spesso e volentieri utilizzato. Basti pensare alla produzione della Hollywood dei tempi d’oro che tanto deve alle vicende ambientate nel Far West e annovera maestri indiscussi del calibro di John Ford, senza contare le rivisitazioni di un autore innovativo come Sergio Leone. In televisione, negli ultimi anni, un serial come Deadwood ha tenuto desto l’interesse nei confronti di questo tipo di prodotti. E se riflettiamo sulla letteratura disegnata possiamo affermare con sicurezza che il western è uno dei generi più ricorrenti.

E GP Publishing ha deciso di proporre al pubblico italiano alcuni western di area francofona, in bianco e nero e in formato bonellide, e uno di essi è Durango, scritto e disegnato da Yves Swolfs, uno degli autori più rilevanti dell’ambito bd. E coloro che apprezzano Tex, tanto per fare un esempio, o che hanno amato gli spaghetti western di Leone e di Corbucci (una delle influenze più evidenti di Durango) non rimarranno delusi.

All’inizio della recensione ho usato il termine classico, nella sua accezione più nobile, e se per classico intendiamo una storia scorrevole, con personaggi ben caratterizzati e uno sviluppo lineare della trama, con finalità di intrattenimento, allora Durango merita di essere definito in questo modo. Il protagonista è mutuato dai film dei registi citati e ricorda a tratti Clint Eastwood. È un pistolero e non si esime dall’ammazzare qualcuno quando costretto; ma è in possesso di un codice morale e di una sua etica che lo differenzia dai malintenzionati che popolano il Far West.

E le storie (ogni numero ne include due) abbondano di tipiche figure western: avventurieri senza scrupoli; pendagli da forca; politicanti corrotti; prostitute da saloon; e non mancano le ambientazioni canoniche: vaste praterie, paesaggi desolati, bettole, ranch e così via; il tutto in ossequio all’avventura allo stato puro. Le story-line ideate da Swolfs hanno il pregio della leggibilità, contrassegnate da un buon ritmo, con dialoghi incisivi e mai noiosi. E bisogna puntualizzare che le sceneggiature non sono compromesse da lungaggini e pretenziosità pseudo-autoriali e c’è un perfetto equilibrio tra azione e introspezione.

Anche dal punto di vista grafico Swolfs compie un ottimo lavoro. Il suo tratto è elegante e pulito, sorprendentemente accurato negli sfondi e nei particolari delle vignette, e molte pagine hanno una costruzione della tavola sovente inventiva. I personaggi sono visivamente ben raffigurati: Durango evoca freddezza intimidente; i vari villain esprimono a volte perfidia a volte vigliaccheria; e le donnine presenti nelle storie sono deliziosamente sensuali senza mai cadere nella volgarità. Inoltre, specie nelle sequenze d’azione, Swolfs si rivela abile, grazie a un taglio fortemente cinematografico del lay-out che rimanda alle suggestioni filmiche di cui parlavo. In poche parole, Durango è un fumetto di qualità e vale un tentativo.


Voto: 7

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