Iron Man 3 – Recensione in anteprima

Pubblicato il 23 Aprile 2013 alle 21:05

Dopo aver respinto l’invasione dei Chitauri accanto ai Vendicatori, Tony Stark, alias Iron Man, soffre di stress post-traumatico ed è concentrato ossessivamente sul lavoro e sulla creazione di nuove armature. I suoi incubi diventano realtà quando viene attaccato dalle forze del Mandarino, capo dell’organizzazione terroristica dei Dieci Anelli, che minaccia l’America con sicari potenziati dalla tecnologia Extremis creata dallo scienziato Aldrich Killian.

Iron Man 3

Genere: Action – Fantascienza – Thriller
Regia: Shane Black
Interpreti: Robert Downey Jr., Ben Kingsley, Guy Pearce, Gwyneth Paltrow, Rebecca Hall, Don Cheadle
Provenienza: USA
Durata: 130 min.
Casa di produzione: Marvel Studios, Paramount Pictures, Noble Media, Outlaw Sinema
Distribuzione (Italia): The Walt Disney Company Italia
Data di uscita: 24 aprile 2013 (Italia), 3 maggio 2013 (USA)

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Dopo il successo di The Avengers che ha chiuso la Prima Fase della saga cinematografica Marvel, si riparte con il nuovo capitolo dedicato ad Iron Man, personaggio traino dell’intera serie. Regia e sceneggiatura passano stavolta nelle mani di Shane Black, esperto in pellicole action con una marcata componente comedy. E’ stato infatti tra gli autori degli script de L’Ultimo Boyscout, della quadrilogia di Arma Letale ed ha già diretto Robert Downey Jr. in Kiss Kiss Bang Bang.

Black resta fedele alla formula del buddy movie fracassone e pieno zeppo di trovate comiche allontanandosi troppo dallo spirito del fumetto originale, difetto ricorrente in molti film Marvel Studios. Downey Jr. non è mai credibile nel ruolo di un Tony Stark tormentato e in preda a crisi di panico. Come al solito, sono i dialoghi, smorfie e gag comiche a riuscirgli meglio e l’introspezione emotiva del personaggio resta molto superficiale.

La parte action ruota attorno ad un gigantesco complotto che rimanda alle tematiche del primo capitolo della saga circa i fabbricanti d’armi e i profitti economici che sono talvolta l’unica ragion d’essere dei conflitti bellici. In tal senso, i fans del fumetto storceranno il naso di fronte all’evoluzione del Mandarino, arcinemesi di Iron Man nell’opera originale. Interpretato da Ben Kingsley, qui il villain si rivelerà un elemento puramente funzionale scadendo in un’imbarazzante macchietta che rasenta la parodia.

Il vero cattivo del film è Guy Pearce nel ruolo di Aldrich Killian, eccessivamente grottesco e caricaturato nel prologo ambientato negli anni ’90, diviene poi un personaggio monodimensionale, a tratti gigioneggiante ma senza troppi eccessi. Un cattivo abbastanza riuscito ma sempre sui generis. Tra i sicari Extremis ai suoi ordini spicca un James Badge Dale in versione Terminator nei panni di Eric Savin.

Ancora una volta Gwyneth Paltrow è una Pepper Potts perlopiù inutile, che non riesce ad essere il motore emotivo della storia e si riduce alla consueta pulzella da salvare con un risvolto interessante ma troppo breve nel finale. Rebecca Hall è la scienziata Maya Hansen, personaggio lasciato a metà e dai risvolti piuttosto prevedibili. Sembra essere nel film solo per aggiungere un’altra presenza femminile sullo schermo.

Don Cheadle indossa di nuovo l’armatura di War Machine, ridipinto a stelle e strisce e promosso ad Iron Patriot, burattino governativo, concettualmente risposta americana al Mandarino. Rifacendosi al genere che più gli è congeniale, Shane Black imbastisce, nella seconda parte della pellicola, l’accoppiata action Tony-Rhodey, entrambi rigorosamente privi di armatura. Più che una sorta di Arma Letale 5, però, gli eccessi comici arrivano a far pensare ad un Palle in canna 2.

Iron Man 3. Storybook Iron Man noir

Jon Favreau, regista dei primi due film, qui ha più spazio nei panni di Happy Hogan che sfoggia un discutibile look alla Nino Frassica (con tutto il rispetto per Frassica) nel prologo e mantiene un tono leggerissimo fino ad un risvolto drammatico dalle conseguenze abbastanza prevedibili. Paul Bettany è ancora la voce dell’intelligenza artificiale JARVIS. Da segnalare la presenza dei caratteristi William Sadler (Die Hard 2) e Miguel Ferrer (RoboCop) nei ruoli, rispettivamente, del Presidente e del Vicepresidente USA. Immancabile il cameo di Stan Lee. E ce n’è anche un altro, che non vi riveleremo, nella scena dopo i titoli di coda.

Il film procede così, tra qualche sequenza d’azione più o meno riuscita e tante tante risate. Gli effetti digitali funzionano, pur non essendo di altissimo livello, mentre il 3D è totalmente inutile. Il percorso di Tony, iniziato nel primo capitolo, qui giunge ad una sorta di conclusione che verrà inevitabilmente disattesa nei prossimi episodi. Per quel che riguarda la continuity, ci si chiede che fine abbiano fatto lo SHIELD e i Vendicatori mentre gli USA vengono attaccati dal Mandarino e Stark deve cavarsela da solo.

Se siete alla ricerca di un action-comedy spassoso e totalmente sopra le righe vi divertirete. Ma non è un film di supereroi, è antiepico e quel poco di dramma che c’è scade puntualmente in burletta. In linea con gli altri prodotti dei Marvel Studios. Sarà un successo commerciale ma il mito moderno ne esce di nuovo con le ossa rotte.


Voto: 5

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