Una notizia buona e una cattiva. La prima è che da giugno comincerà una ristampa a colori delle avventure di Cico, la cattiva è che la collana prenderà il posto di Capitan Miki, che chiude.

Gianni Bono, fondatore di Edizioni IF, annuncia la chiusura di Capitan Miki e in un post sul suo sito personale elenca le motivazioni principali che hanno portato alla sofferta scelta.

«Il ritorno economico derivante dalla vendita delle copie di Capitan Miki non è sufficiente a coprire neppure i costi industriali: cioè carta, stampa e confezione. Il che vuol dire che i costi redazionali – recupero e scansione originali e stampati, impaginazione, colorazione, personale e costi di gestione – e il pagamento delle royalties sono una perdita secca».

«Edizioni IF è un’azienda seria – sottolinea Gianni Bono – che paga i propri dipendenti, i fornitori, le imposte e le tasse. E quindi non si può permettere di accumulare debiti».

«Non è nostra abitudine portare i libri in Tribunale ogni volta che non quadrano i conti, e col sorriso sulle labbra dire ai nostri collaboratori: “Mi spiace, non abbiamo più soldi e quindi tutto il lavoro che avete fatto negli ultimi mesi non ve lo paghiamo più”. Non è nostra prassi mandare una lettera ai fornitori, dicendo che per la legge tal dei tali non possono adire ad azioni legali nei nostri confronti per recuperare il loro credito».

«Ogni giorno che giro per le strade di Milano – continua lo sfogo dello storico e studioso del fumetto – vedo sempre più edicole chiuse. E non per turno, per intervallo, per malattia. Per sempre. E quindi, noi dove vendiamo i nostri fumetti? Una volta quando andavo in metropolitana vedevo tanti che leggevano la free press, ma anche altrettanti che si gustavano un bel fumetto. Ora sono una razza rara».

Il discorso spazia dalla chiusura di Capitan Miki a ben altro, con considerazioni sulla crisi economica, sulla crisi di settore e sulle politiche statali: «Non c’è una legge che imponga la lettura, e ci mancherebbe altro. Siamo in democrazia. Ma almeno un qualche aiuto agli editori non sarebbe male».

La chiusura della collana, dunque, non è affatto imputabile ad Edizioni IF: «Siamo convinti di aver fatto un buon prodotto e che il calo di vendite non sia avvenuto perché la nuova riedizione non è piaciuta. Siamo certi che la mancanza di soldi è la vera causa di tutto. Della crisi in cui siamo sommersi ormai da mesi, da anni. E la mancanza di soldi fa fare delle scelte. Anche dolorose. I primi che saltano sono i beni voluttuari».

«I nostri lettori fanno parte del ceto medio – prosegue Bono – e il ceto medio sta sparendo. Sta sparendo perché non ci sono più soldi per investire e quindi per lavorare e per muovere il sistema. L’immobilismo non serve a nessuno. Se non a creare pochi, nuovi ricchi. Ma che non comprano certo Capitan Miki».

«Se va avanti così, “tutti a casa” ci andiamo davvero e non solo i politici» prosegue amaramente Bono, che ammette: «Capitan Miki forse non è più in grado di difendere i deboli. E Salasso e Doppio Rhum non fanno più ridere come un tempo».

«Le 3.300 copie vendute e confermate del primo numero dovevano rappresentare un punto di partenza, e non un punto di non ritorno. Speravamo che i lettori sarebbero aumentati con il passa-parola che avrebbe diffuso il nostro attento lavoro di ricostruzione anastatica delle strisce e l’arricchimento del colore. E invece quasi mille lettori ci hanno abbandonato».

«Anziché buttar via soldi per una testata che non vende, preferiamo tenerli e investirli in un’altra che, almeno sulla carta, dovrebbe avere più possibilità» conclude l’editore di Edizioni IF, che fa seguire alla cattiva notizia una invece positiva: «Capitan Miki si fa da parte per far spazio a un collega più “giovane”, Cico. Dal 16 giugno sarà in edicola il primo numero della saga “Zagor presenta Cico” creata da Guido Nolitta per le matite di Gallieno Ferri. Sarà tutta a colori».

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