L’autore romano indica il punto di pareggio dei fumetti Bonelli e dei bonellidi, dispensando particolari anche sul mondo della fumetteria e della libreria.

Nel corso della già citata discussione sul Forum di Comicus, Roberto Recchioni è intervenuto anche su altri interessanti particolari legati al mondo del fumetto.

Anzitutto il punto di pareggio, ossia il valore che indica la quantità di prodotto venduto necessaria per coprire i costi di produzione, specificando di parlare «solo per produzioni vere, quindi non di fumetti comprati all’estero e poi pubblicati in Italia». Ebbene, lo sceneggiatore romano ha rivelato come «la Bonelli ha un pareggio intorno alle 30.000 copie. Qualche testata più alto (ma di poco), qualche testata più in basso (ma di poco)».

Chiaramente questa sorta di “regola” delle 30mila copie vale solo per gli albi mensili, e non anche per i bimestrali alla Martin Mystère e alla Brendon, che hanno numeri diversi. «Aggiungo una cosa – sottolinea Recchioni – stiamo riferendoci agli albi Bonelli di prezzo medio, diciamo 2,90€. Speciali e albi a prezzo maggiorato hanno pareggi diversi».

Recchioni chiarisce le idee anche a proposito dei bonellidi: «I bonellidi strutturati alla John Doe, quindi con quel tipo di pagamento e tiratura, avevano un pareggio intorno ai 10.000 albi o poco meno. Oggi, con le tirature che si sono abbassate sensibilmente e i costi livellati, forse è sceso di qualcosa, ma ne dubito».

Insomma, anche su questo aspetto ci sarebbero ripercussioni della crisi economica, che inevitabilmente tocca anche il mondo del fumetto: «I bonellidi sono in crisi, è vero. Più che altro per problemi legati alla distribuzione ma, di fatto, il settore dei bonellidi che è sempre stato sul filo, oggi patisce tanto. Il venduto dei prodotti di massimo è inferiore alle 10mila copie, il venduto dei prodotti che vanno male, sotto le tremila. Cifre da libreria a fronte di tirature da edicola».

E il mondo della fumetteria e della libreria, invece? «Il settore dei libri a fumetti in libreria di varia va bene-male. Qui infatti bisogna valutare caso per caso. C’è chi sta facendo molto bene e chi molto male. Sono più quelli che fanno male rispetto a quelli che fanno bene, ma quelli che fanno bene hanno trovato formule che funzionano davvero».

«Alcune case editrici, come la Panini, si rifanno in fumetteria – continua Recchioni – dove oltre a vendere relativamente bene (parliamo sempre di migliaia di copie), hanno migliori condizioni di vendita e fanno i soldi anche con gli arretrati».

«I volumi a prezzo alto, sia da fumetteria che da libreria di varia, vendono tra le trecento copie e le duemila. Giocando sul prezzo e su tutta un’altra serie di fattori, costituiscono un mercato che può essere interessante per chi ne capisce le logiche e disastroso per chi non le capisce».

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