L’autore francese confessa un momento cruciale della propria adolescenza in un doppio volume portato in Italia da Edizioni Clichy.

È un Hugues Barthe immerso nei propri ricordi più oscuri quello che scrive “L’Estate ‘79”, primo dei due volumi (il seguito è “Autunno ‘79”) in cui l’amatissimo autore francese torna a percorrere gli anni della propria, problematica, adolescenza.

Arrivato in Italia per i tipi di Edizioni Clichy, il volume offre ai lettori una storia difficile da dimenticare, drammatica senza mai essere patetica, al cui dentro si assiste alla crisi della famiglia di Hugues, un ragazzo dal temperamento artistico, introspettivo e sensibile.

Sul giovane si abbatterà presto la tragedia: la madre non riesce più a sopportare il padre, più alcolizzato e violento del solito in quell’estate di oltre trenta anni fa, e chiede al più grande dei suoi figli, il quattordicenne Hugues, di ucciderlo, per offrire a lei, a se stesso e ai suoi fratelli una vita che sia finalmente normale.

Il francese Hugues Barthe, in definitiva, nelle 144 pagine del volume (brossura, formato 17×24) racconta  i propri turbamenti e la propria solitudine, i suoi pensieri, i suoi drammi, ma anche tutto il suo amore per il disegno e la fondamentale scoperta della vita con la zia Dominique.

Una graphic novel dura e matura, insomma, ma anche sempre pronta a dar voce all’ingenuità dolce dell’adolescenza, alle sue timide speranze, ai suoi repentini cambiamenti d’umore. Un’opera complessa, dunque, ma che promette di emozionare e lasciare il segno sui lettori.

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