Cosa succede quando gli agenti Mulder e Scully scoprono che i vampiri non sono una leggenda? Ce lo spiegano Steve Niles e Adam Jones con una terrificante miniserie che rappresenta l’incontro ufficiale tra il mondo di X-Files e quello di 30 Giorni di Notte!

X-Files – 30 Giorni di Notte

Autori: Steve Niles, Adam Jones (testi), Tom Mandrake (disegni)

Casa Editrice: Magic Press

Genere: Horror

Provenienza: USA

Prezzo: € 13,00, 17 x 26, pp. 144, col.

Data di pubblicazione: giugno 2012


Tanti telefilm americani non hanno niente da invidiare al cinema sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici e visivi di molte produzioni sia per quelli relativi alla complessità e alla profondità delle sceneggiature. E alcuni serial tv si sono rivelati epocali, diventando fenomeni mediatici entrati nell’immaginario collettivo. Il capostipite è stato Twin Peaks di David Lynch che anticipò parecchie delle commistioni pop che caratterizzano le serie odierne. Un altro è X-Files che prese dall’opera di Lynch le tematiche paranormali inserendole in contesti cospiratori e fantascientifici. E negli ultimi anni Lost ha catalizzato l’attenzione degli spettatori con un mystery e una story-line post-moderne nell’impostazione.

A mio avviso i serial statunitensi hanno preso qualcosa anche dai comic-book, caratterizzati da trame complesse e labirintiche che vanno avanti a volte per anni, e i legami tra fumetto, cinema e televisione non sono certo una novità. Perciò non è strano vedere comics di X-Files o adattamenti di pellicole horror come 30 Giorni di Notte. La DC, che possiede i diritti di sfruttamento fumettistico di X-Files, ha deciso di collaborare con IDW che invece possiede quelli di 30 Giorni di Notte, allo scopo di realizzare un crossover tra i rispettivi universi narrativi con una miniserie di sei numeri tradotta da Magic Press in tp.

Devo puntualizzare che di solito non amo tali prodotti ma devo ammettere che questa proposta nel complesso non è male. Ai testi ci sono Steve Niles, una delle rivelazioni horror degli ultimi anni, e il chitarrista dei Tool Adrian Jones (un altro recente trend è quello delle rockstar che si cimentano con i fumetti) e i due delineano una story-line veloce e adrenalinica, ricca di suspense e pathos e non priva di momenti terrificanti. Tutto inizia di notte, nel contesto desolato, nevoso e suggestivo dell’Alaska. C’è un incidente ma è solo la premessa che condurrà le autorità del luogo a scoprire una verità agghiacciante: qualcuno, forse un serial killer, ha commesso efferati omicidi, decapitando le vittime e sistemando le teste in una macabra composizione.


Ma altri elementi fanno intuire che non si tratta di un crimine qualsiasi. C’è qualcosa magari non spiegabile in termini razionali. E di conseguenza l’FBI invia gli agenti dell’X-File Mulder e Scully per indagare. Niles e Jones dimostrano di conoscere le psicologie dei character: Mulder è sempre propenso a credere nel paranormale mentre Scully cerca di essere più razionale. Ma è difficile rimanere razionali quando appaiono fameliche e sanguinarie creature che possono essere definite vampiri. E la situazione precipita, conducendo gli agenti in territorio sovietico dove avranno a che fare non solo con i succhiasangue ma pure con un corrispettivo russo dell’X-File.

Sia chiaro, la miniserie ha finalità commerciali e non è lecito aspettarsi un fumetto rivoluzionario e innovativo. Ma è ben scritto e promette ciò che mantiene: un sano passatempo e stop. E piacerà agli estimatori del serial di Chris Carter e dell’horror in generale. Inoltre, la miniserie non va trascurata anche e soprattutto per l’aspetto grafico. Alle matite infatti c’è un veterano della DC che i fan della casa editrice conoscono bene: l’ottimo Tom Mandrake.

Il penciler raffigura abilmente i territori deserti dell’Alaska, le ambientazioni nevose, fosche e dark appropriate per il tipo di storia raccontata da Niles e Jones; ma pure i terribili vampiri sono rappresentati con maestria, tramite un aspetto mostruoso e disgustoso che non può lasciare indifferente nessuno. Caratterizza abilmente Mulder e Scully e costruisce le tavole in maniera creativa, ideando lay-out particolari che si rivelano incisivi specialmente nelle sequenze delle lotte e degli inseguimenti o in quelle in cui appaiono esplicite efferatezze. In definitiva, malgrado non ami più di tanto i ‘brand’ mediatici applicati ai fumetti, il volume è intrigante e vale un tentativo.


Voto: 7

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