Magic Press propone una delle pietre miliari di un maestro indiscusso del fumetto americano, Joe Kubert, con il primo volume di storie dedicate a Tarzan! Non fatevi sfuggire l’interpretazione dell’eroe della giungla realizzata dal leggendario penciler di Sgt. Rock, Flash, Hawkman ed altri capolavori!

Tarzan Gli Anni di Joe Kubert vol. 1

Autori: Joe Kubert (testi), Joe Kubert, Burne Hogarth (disegni)

Casa Editrice: Magic Press

Genere: Avventuroso

Provenienza: USA

Prezzo: € 20,00, 17 x 26, pp. 208, col.

Data di pubblicazione: agosto 2012


Ho già avuto modo di recensire lavori di Joe Kubert e l’ho sempre fatto con piacere poiché nutro un’autentica venerazione per un artista che ha fatto la storia del fumetto americano. Lo sanno coloro che hanno letto le sue avventure di Sgt. Rock, Batman, Flash, Hawkman; che si sono fatti ammaliare dalle vicende fantasy di Tor, l’eroe cavernicolo da lui inventato; e che hanno apprezzato graphic novel profonde e introspettive del calibro di Yossel e Fax from Sarajevo. E questi sono solo alcuni dei lavori realizzati dal compianto penciler.

Kubert è stato uno sperimentatore convinto, non solo per le graphic novel, appunto (fu uno dei primi a farle) o per i fumetti 3D, ma anche perché ha saputo dare un’impronta personale a tutti i generi di cui si è occupato. Molti disegnatori, infatti (compresi parecchi diplomatisi alla sua Joe Kubert School of Cartooning and Graphics), spesso si fossilizzano su una tipologia di storie. Joe invece ha disegnato con perizia e abilità innegabili comic-book supereroici, di guerra, fantascientifici, horror e così via.

E la prova è data dalle avventure di Tarzan presenti in questo volume, il primo di una serie di tre che proporrà le sue storie imperniate sul celeberrimo Re della Giungla inventato dal romanziere E. R. Burroughs. Quando lo scrittore lo fece esordire nel 1912 sulla rivista All Star non sospettava che Lord Greystoke avrebbe ottenuto un successo senza precedenti. Ma così fu e Tarzan divenne popolare non solo grazie ai libri ma pure ai film e ai fumetti. In ambito fumettistico, una delle versioni più note e amate fu quello del grande Hal Foster, ancora oggi ricordata come una pietra miliare della letteratura disegnata a stelle e strisce.

Tra i fans di Foster e di Tarzan c’era anche Joe Kubert che come ebbe modo di dichiarare in diverse interviste prese Foster come punto di riferimento per la sua futura carriera di penciler. E quando negli anni settanta Carmine Infantino, allora editor della DC, propose a Kubert di disegnare Tarzan questi non si fece pregare. Il risultato fu eccezionale e gli episodi di Kubert sono reputati i migliori mai pubblicati nel comic-book di Tarzan. E Dark Horse che attualmente detiene i diritti di trasposizione fumettistica del personaggio ha ristampato questi gioielli con la colorazione originale della brava Tatjiana Wood.

Devo puntualizzare che si tratta di una proposta imperdibile per tutti gli estimatori di Joe. Il libro si apre con l’adattamento de Le Origini dell’Uomo Scimmia di Burroughs e Kubert dimostra di conoscere perfettamente le atmosfere e il mondo narrativo ideato dallo scrittore americano e rispetta la psicologia di Tarzan, un ragazzo cresciuto tra le scimmie, forte e intelligente, che per una serie di circostanze si confronta con gli uomini cosiddetti civilizzati tra i pericoli e le minacce della giungla.

E la tematica della contrapposizione tra civiltà occidentale (spesso corrotta) e la vita primordiale, estrema ma più pura, è prevalente nelle trame. Kubert, tuttavia, non dimentica di narrare vicende che fanno dell’azione uno degli ingredienti fondamentali e costruisce storie dal ritmo serrato e avvincente di incredibile modernità.

E Tarzan è un fumetto moderno che solo superficialmente potrebbe essere definito vintage. E questo perché la parte grafica non ha perso nulla del suo smalto. Il tratto di Kubert ha una cineticità e un dinamismo incredibili e risulta attuale. È sufficiente prendere in considerazione la fluidità delle sequenze riguardanti gli inseguimenti nella giungla e le lotte contro animali feroci o indigeni dalle pessime intenzioni per capirlo. Ma pure le tavole più tranquille evocano un’idea di movimento e non sono prive di tensione erotica (basta riflettere sulla postura da macho seminudo di Tarzan alle prese con la bella Jane, per esempio, e sugli sguardi di quest’ultima per accorgersene). Quanto alla raffigurazione dei soggetti, sia che si tratti di esseri umani o di animali, Kubert, fedele all’esempio di Foster, rispetta le proporzioni in maniera egregia.

Altri episodi sono adattamenti di racconti brevi di Buroughs e le atmosfere narrative sono variegate. Segnalo L’Incubo, in cui l’horror visionario prevale, e La Terra dei Giganti. Qui non c’è solo Kubert alle matite ma anche un altro gigante del fumetto mondiale: Burne Hogarth.

L’artista aveva pubblicato storie di Tarzan sui quotidiani e Kubert decise di prenderne parzialmente un episodio inserendolo in un’avventura da lui delineata. Il risultato è un fenomenale incontro di due stili e lascia senza parole. Così come lascia senza parole l’intero volume. Questo è un periodo positivo per i lettori che apprezzano i maestri del passato. Abbiamo avuto lo stupendo Il Meglio di Simon e Kirby della Bao, per esempio. O il Dr. Strange di Ditko targato Panini Comics. E, last but not least, il Tarzan di Joe Kubert. Non troverete influssi manga, disegni a tutta pagina e colorazioni al computer. Ma sfido chiunque a restare indifferente di fronte all’arte immensa del padre dei talentuosi Adam e Andy. Da non perdere.


Voto: 8

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