Le Cronache di Conan n. 1 di Roy Thomas e Barry Windsor-Smith – Recensione

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Ritornano le leggendarie storie di Conan scritte da Roy Thomas e disegnate dal grande Barry Windsor-Smith con il primo volume di Le Cronache di Conan! Scoprite (o riscoprite) un classico del fumetto sword & sorcery in una miniserie targata Panini Comics!

Le Cronache di Conan n. 1

Autori: Roy Thomas (testi), Barry Windsor-Smith (disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Genere: Fantasy

Provenienza: USA

Prezzo: € 15,00, 17 x 26, pp.160, col.

Data di pubblicazione: marzo 2013


Quando Roy Thomas nei primi anni settanta propose a Stan Lee di varare un comic-book fantasy non ottenne subito attenzione dall’allora editor in chief della Marvel. La Casa delle Idee infatti stava avendo un clamoroso successo di vendite con i mensili dei supereroi e il Sorridente preferiva concentrarsi su quelli. Ma Roy pensava che fosse giusto creare testate di diverso genere allo scopo di attirare quei lettori che magari non erano interessati alle vicende dell’Uomo Ragno o dei Fantastici Quattro.

Dopo aver introdotto Starr l’Uccisore, una specie di antesignano di Conan, insieme a Barry Windsor-Smith, sull’antologico Chamber of Darkness, e creato Arkon il Magnifico in un episodio di Avengers che poteva essere considerato somigliante al Cimmero, benché inserito nel contesto del Marvel Universe, Thomas convinse Lee e fu pubblicato il primo numero di Conan The Barbarian. Il resto è storia: dopo un iniziale periodo di rodaggio, la serie ebbe un riscontro commerciale senza precedenti, arrivando addirittura a rivaleggiare, nel corso dei seventies, con il comic-book dell’Arrampicamuri.

Il merito fu indubbiamente di Thomas che delineò sin dall’esordio trame avvincenti e appassionanti, lontane anni luce dalle tipiche atmosfere Marvel del periodo, riguardanti il giovane Conan, un barbaro che abbandona la natia Cimmeria per cercare fortuna. Ma Conan The Barbarian non sarebbe divenuto una pietra miliare del fumetto americano se non fosse stato disegnato dall’eccezionale Barry Windsor-Smith.

In realtà Thomas avrebbe voluto Jack Kirby come penciler regolare del mensile ma il Re chiedeva un compenso molto elevato e il budget destinato al progetto di Conan era ridotto. Windsor-Smith, dunque, che fino a quel momento aveva illustrato alcuni numeri di varie serie Marvel senza lasciare il segno, fu assunto quasi per ripiego. E in effetti, come avrete modo di vedere in questo primo numero di Le Cronache di Conan che ristamperà tutta la run dell’artista inglese nell’arco di tre volumi con la nuova colorazione della Dark Horse, nei primi episodi cercò di avvicinarsi il più possibile allo stile kyrbiano.

Ma presto le cose cambiarono e Smith si collegò alla tradizione illustrativa preraffaellita, realizzando una delle versioni più eleganti, raffinate e suggestive di Conan esistenti e producendo tavole impreziosite da particolari certosini nei confronti degli sfondi, delle ambientazioni oscure e inquietanti e, last but not least, della bellezza femminile contrassegnata da sensualità innegabile (è sufficiente prendere in considerazione la stupenda versione di Red Sonja per capire ciò che intendo). Anche se per tanti Conan è più conosciuto per l’interpretazione datane successivamente da John Buscema, colui che disegnò il maggior numero di albi del barbaro, questi primi numeri sono entrati nella storia del fumetto americano.

In questa prima uscita, quindi, avrete modo di scoprire (o di riscoprire) le esperienze del giovane Cimmero. Thomas inserisce subito Conan in situazioni narrative drammatiche, ricche di pathos, azione e pericoli. Non mancano lotte, eserciti, creature mostruose, maghi dalle pessime intenzioni e splendide fanciulle.

E potrete accorgervi della costante evoluzione di Smith che, partendo dal tipico Marvel style, si avvicina progressivamente a un tratto non esente da influssi barocchi ed extra-fumettistici.

E Thomas dal canto suo si diverte con premesse che verranno sapientemente sviluppate durante gli anni, poiché pensava alla saga di Conan come a un unicum da dipanarsi in uno story-arc lunghissimo e complesso (non mancano, per esempio, riferimenti a Re Kull, altro importante personaggio di Howard e protagonista anche lui di una bella serie a fumetti, alla caduta di Atlantide e al futuro regno di Aquilonia). Insomma, se amate le storie sword & sorcery e volete conoscere un capolavoro dei comics USA, questa è la miniserie che fa per voi.


Voto: 7 1/2

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6 Commenti

  1. In realtà il primo impulso verso la sword & sourcery arrivò dai lettori Marvel degli States che sollecitarono attraverso la pagina della posta delle testate di allora l’acquisizione dei diritti di Conan i cui romanzi vendevano bene.
    La Casa delle Idee provò prima con Thongor di Lin Carter perchè si riteneva che avesse un nome + drammatico.
    I diritti di Conan non furono la prima scelta anche xchè la Casa delle Idee temeva di dover sborsare parecchi soldini ed invece gli eredi di Howard chiesero un tot – poco + di quanto Roy era stato autorizzato a offrire x conto della Marvel – ma non una somma impossibile e Thomas optò per prendersi la responsabilità di accettare.
    Per risparmiare , al posto di John Buscema ( non di Kirby che effettivamente la Marvel stava perdendo e che cercava di trattenere proponendogli cose come i serials di Ka-zar e Inumani ) Roy selezionò il 18enne Barry Smith ( non ancora Windor ) che era un clone di Kirby ( vedi un paio di Daredevil con il primo criminale gay e personaggio gay Marvel cioè Starr Saxon , due Avengers con il ritorno di Ultron ed un X-Men vs Blastaar ) rozzo , ma di talento. BWS nello spazio di una ventina di episodi passò dal King ai citati preraffaelliti, ma allora non esisteva la rete, BWS non aveva la green card e le deadlines lo stavano stecchendo quindi lasciò la testata sul + bello quando ormai era un successo. A quel punto , però, valeva la pena di pagare il compenso di Buscema.
    Un paio di curiosità: BWS è tornato una volta negli anni novanta su Conan x farlo incontrare con il “suo ” Rune.
    Sempre negli anni novanta la Marvel provò – dopo decenni di tratto buscemico – a riproporre la soluzione di Smith con una testata disegnata da Rafael Kayanan. Durò solo 14 numeri ( l’effetto era simile a quello dello Herb Trimpe di quegli anni che scimmiottava Rob Liefeld ) , ma sulla posta degli albi italiani i lettori preferivano Raf alla tripletta, splendida ed originale a mio modesto avviso, del disegnatore supplente John Watkiss che anticipava di quasi vent’anni il look del personaggio sulle cover della Dark Horse di Carnevale. So goes life…

  2. Sì, i lettori fecero pressioni, lo so, ma per quanto concerne la Marvel fu appunto Thomas il primo a farsi carico della proposta di un fumetto sword & sorcery. In verità Thomas pensò subito a Conan ma non chiese i diritti perché credeva che gli eredi di Howard avrebbero chiesto chissà quanto e perciò opto per Thongor di Lin Carter (in seguito ci fu pure una versione Marvel del personaggio). Quando poi scoprì che i diritti di Thongor erano elevati Roy fece un tentativo con Conan scoprendo che la cosa era fattibile…
    Io però negli ultimi anni adoravo la versione di Kayanan e la preferivo a quelle, pur pregevole, di Watkiss :)

  3. De gustibus, naturalmente. Secondo me , Raf Kayanan si ritrovò nella non auspicabile situaz di dover disegnare come terzi senza capirne appieno ” tutto ” quello che era BWS ( ed è un peccato che abbia scelto di replicare lo Smith della canzone di RS e non quello ” estrai-la-matita-e-disegna del coevo – 1994 – Rune).
    Anche Denys Cowan è dal 1986 un Sergio Toppi solo nel segno e non nella costruz della tavola, ma con risultati migliori, sempre secondo me.
    Nella mia personale top ten dei penciler cosplayers – diciamo così – Raf arriva dopo Ladronn, Cowan e persino Tom Scioli, ma mi è piaciuto molto il suo what if con DD ed Elektra, realizzato con tutt’altro stile – e pubblicato sulla defunta Devil & Hulk qualche tempo fa.
    Una curiosità raccontatami da uno sceneggiatore SBE : Roy ha comperato anni fa una villa con piscina con le royalties di Conan ! Non male. Nei seventies vendeva come il Ragno…

  4. Sì, sono comunque d’accordo, nel senso che Raf mi piaceva ma non è che mi facesse impazzire. I suoi primissimi episodi di Conan erano efficaci ma in seguito i disegni erano proprio tirati via. Quanto a Roy, lo so che si è sistemato con Conan… negli anni settanta stravendeva… questo prima che arrivassero i film di De Lautentiis e rovinassero tutto (specie il secondo) ciao.

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