Se i supereroi esistessero veramente come si comporterebbero? Agirebbero in maniera responsabile? La risposta ce la fornisce John Arcudi in uno dei più scioccanti fumetti Vertigo degli ultimi tempi: Dio In Terra, impreziosito dai disegni oscuri e cupi di Peter Snejbjierg!

Vertigo Library – Dio In Terra

Autori: John Arcudi (testi), Peter Snejbjerg (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Genere: Fantascienza

Provenienza: USA

Prezzo: € 16,95, 16,8 x 25,6, pp. 192, col.

Data di pubblicazione: febbraio 2013


Ammettiamolo. Il supereroe come concetto narrativo è coinvolgente e intrigante e chiunque segua i comic-book imperniati sui giustizieri in calzamaglia sarà d’accordo con me. Ma l’idea di fondo è ingenua. Se i supereroi esistessero realmente, infatti, si comporterebbero come Superman, il boy scout idealista e buono sempre pronto ad aiutare il prossimo? O nel migliore dei casi penserebbero al proprio tornaconto e basta? Di questa basilare falsità del supereroe si erano già resi conto molti autori, a cominciare da Alan Moore con il leggendario capolavoro Watchmen.

E anche altri sceneggiatori, sovente di area britannica, avevano concepito personaggi la cui ambiguità etica e morale costituiva la caratteristica fondamentale del loro essere. Pensiamo agli X-Statix di Milligan, interessati al sesso, al successo e alla fama, o ai non meno discutibili giustizieri (o presunti tali) di The Boys di Garth Ennis. E la lista potrebbe continuare. Lo scrittore John Arcudi svolge appunto una simile riflessione con lo splendido God Somewhere, uno dei più scioccanti prodotti Vertigo degli ultimi tempi.

I protagonisti della storia sono tre: Sam, ragazzo di colore che durante una permanenza al college è stato oggetto del razzismo di studenti bianchi e privilegiati.; e due fratelli, Eric e Hugh, tipici rappresentanti dell’America Wasp ma estranei a qualsiasi forma di discriminazione. I tre diventano amici inseparabili e il vincolo si dimostra saldo nel corso degli anni. La vita va avanti. Sam lascia l’università e si rassegna a svolgere lavori di poco conto; Hugh si sposa con una bella ragazza afroamericana, Alana (amata da Sam) e ha un’esistenza soddisfacente. E pure Eric non se la passa male.

Ma poi accade qualcosa. Come nella migliore tradizione dei fumetti di supereroi, Eric rimane coinvolto in un incidente che gli conferisce incredibili poteri. Si trasforma in un Superman invincibile e, passato il primo momento di sconcerto, inizia a comportarsi da eroe. E fin qui siamo alle solite. Ma Arcudi inserisce un forte disincanto nella story-line. Irrompe la realtà che contrasta con la solarità di tanta fiction fumettistica.

E se a un certo punto Eric cambiasse? E se i suoi pensieri mutassero di colpo? Se non si sentisse più umano? Del resto, quale empatia Eric può mai avere nei confronti degli esseri umani normali? E se le sue convinzioni religiose lo spingessero a ritenersi un Messia, un Dio sceso in terra per controllare i mortali? Un Dio può fare qualsiasi cosa. Può permettersi di essere spietato. Può considerare le persone alla stregua di insetti da schiacciare. E se questo è il suo convincimento nessuno può opporsi a lui. Non certo il Presidente degli Stati Uniti. O l’esercito. E se dunque Eric, secondo Arcudi, è il supereroe più realistico che ci possa essere, è lecito credere che le istituzioni non cerchino di bloccarlo? Quale sarà allora il risultato? Una guerra che provocherà una serie interminabile di tragedie.

Avrete notato che ho insistito con gli ‘e se?’, poiché Arcudi si diverte a giocare con gli stilemi dei fumetti ‘What If?’ (Sam, per esempio, pensa spesso a come sarebbe stata la sua vita se avesse compiuto scelte diverse) e non si esime dal fare acute riflessioni sul potere, sulla responsabilità che esso comporta, e sulla fratellanza.

Si parla di fratelli in Dio In Terra. Eric e Hugh sono fratelli. E Sam, a modo suo, li considera tali. E gli afroamericani della storia usano anch’essi il termine con una diversa accezione. E ‘fratello’ ha una valenza religiosa e come noteranno i lettori più attenti i riferimenti anche iconografici al cristianesimo abbondano. Inoltre l’autore non si esime dal criticare il comportamento cinico dei mass-media, pronti a sfruttare il fenomeno del supereroe, nonché di quello della gente comune che ha avuto a che fare con il presunto Messia e che è pronta a farsi intervistare o a pubblicare libri o, semplicemente, ad ottenere sesso facile (e ciò che fa lo stesso Sam, sfruttando il suo status di amico di Eric).

Arcudi ha svolto un lavoro impeccabile, scrivendo testi intensi e profondi e delineando abilmente la psicologia dei personaggi.

La trama ha un ritmo serrato, di matrice cinematografica, con flashback e flashforward che la rendono imprevedibile. Costruisce in modo magistrale la suspense e, dopo un inizio tranquillo, il senso di ansia claustrofobica e di paranoia aumenta in maniera esponenziale e quando Eric (che in certi momenti, facendo le debite proporzioni, può in parte ricordare lo Starbrand di Jim Shooter) compie azioni indicibili, l’inquietudine si fa insostenibile.

Dio In Terra è estremamente violento, anche perché il bravissimo Peter Snejibjerg raffigura sangue, mutilazioni, stragi, corpi smembrati con dovizia di particolari.

La composizione della tavola rimanda agli storyboard cinematografici e la cineticità di ogni pagina è notevole.

Il tratto è abbellito da suggestivi giochi d’ombra che ben si adattano al contesto cupo  e apocalittico della storia. Va infine segnalato il colorista Bjarne Hansen che con le sue scelte cromatiche gotiche e crepuscolari contribuisce ad enfatizzare la validità dei disegni. Insomma, Dio In Terra è da non perdere e ha il merito di far riflettere sull’idea del supereroe e ci spinge a giungere a un’amara, agghiacciante affermazione: Superman non sarà mai credibile. Eric purtroppo sì.


Voto: 8

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