Star Comics, arriva il primo numero di Suore Ninja firmato da La Rosa e Cardinali

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Dal 14 marzo invade edicole e fumetterie la nuova miniserie della Star Comics, Suore Ninja. Creata dal duo La Rosa-Cardinali, sarà bimestrale e si comporrà in tutto di 6 volumi.

Mancano ormai pochi giorni all’arrivo in edicola del primo numero di Suore Ninja, una nuova callona a fumetti firmata da Davide La Rosa e Vanessa Cardinali.

Giovedì 14 marzo, infatti, sarà lanciato l’albo inaugurale della mini-serie bimestrale edita da Star Comics e composta da 6 volumi.

Una festante orda di gay ha deciso di organizzare un gaypride all’interno del sagrato di San Pietro, proprio mentre il neoeletto papa, Costantino Vitaliano, sta per dar notizia della propria elezione a pontefice.

A peggiorar le cose ci si mette una densa nube che avvolge per intero Piazza San Pietro trasformando i gay in…zombie. Ma proprio quando si teme il peggio per le sorti del Vaticano, ecco arrivare le tre suore ninja.

Suor Adalgisa, Suor Xena e Suor Gegia ci sanno fare, e affronteranno nemici di ogni tipo, da zombie ad alieni, passando per giganteschi robot messicani, per mettere in salvo il papa.

Per ora dell’opera di Davide La Rosa – autore, tra l’altro, di “Zombie Gay in Vaticano”, “Il nuovo romanzo di Dan Braun”, “La Bibbia 2” – e Vanessa Cardinali – già vincitrice nel 2008 del Lucca Project Contest – è possibile visionare un piccolo assaggio online grazie al numero zero.

Il primo numero della serie Star Comics è in anteprima al Mantova Comics, manifestazione durante la quale gli autori saranno presenti per parlare al pubblico del loro ultimo lavoro.

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11 Commenti

  1. Stendendo un velo pietoso sul buongusto, trovo deprimente il fatto che in tempi di crisi, con tutti gli autori ricchi di idee originali che non trovano lavoro, un fumetto così banale nella comicità e nel disegno trovi subito editore e risonanza mediatica solo perché insulta la fede della gente e quindi fa tanto genio controcorrente.
    Come dice lo sceneggiatore DC Greg Rucka: “Crescete: cinismo non significa maturità”

  2. Se c’è qualcuno che offende la ‘fede della gente’ (qualunque cosa un’espressione così banale possa significare) non solo gli autori di fumetti ma quelle persone in abiti talari che assumono comportamenti assolutamente non in linea con i dieci comandamenti. Mi riferisco a cose come Ior, Banco Ambrosiono, mafiosi che ricevono i sacramenti, mascalzoni seppelliti in Basiliche con tanto di pompa magna, per non parlare di quell’autentica vergogna dei sacerdoti pedofili e dei loro superiori che li hanno coperti. Però non vedo i Dark Knight di turno venire qui ad indignarsi per questo. No, perde tempo a dare lezioncine sul buon gusto. Ma siamo in Italia, si sa, e i baciapile devono per forza berciare se qualcuno ‘osa’ attaccare la Chiesa. In altri paesi questo non avviene. Ma qui siamo nel Medio Evo con la Santa Inquisizione… e poi, di grazia, quali sarebbero queste ‘idee originali’? Le tue, forse? Non mi pare di aver percepito originalità nel tuo post ma solo perbenismo d’accatto. Ah, giusto, dimenticavo: nei ranghi dei vescovi e dei cardinali i gay attivi abbondano, perciò il paradosso di un Gay Pride in Vaticano è decisamente calzante.

    • Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa nemmeno insegnare dirige. Il mondo è zeppo di gente che non sa cosa sia il cristianesimo perché l’ha sempre evitato come la peste, ma al tempo stesso è molto brava a puntare il ditino e ad insegnare agli altri cosa voglia dire essere un bravo cristiano, per cosa indignarsi e per cosa no.

  3. E poi è strano: attaccare la Chiesa è legittimo e motivo d’orgoglio, ma se uno osa criticare chi critica la Chiesa, ecco che i talebani del laicismo come Duma ti saltano alla gola tirando in ballo mafia, omofobia, pedofilia e compagnia cantante (argomentazioni molto originali, prenderò lezioni da lei).
    Premesso che la pianta andrebbe giudicata anche dai frutti maturi e non sempre e solo da quelli marci, cosa posso dirle, illustrissimo ed illuminato signor Sergio L. Duma?
    Che lei è un invasato, ma che non è colpa sua. Semplicemente è figlio di quest’epoca in cui tutti si preoccupano di non ledere la libertà di chi gli va a genio, ma nessuno si interroga se quello che fanno è giusto o sbagliato.
    Se conta solo la libertà, allora lei ha la libertà di raccogliere un escremento di cane per strada e mangiarselo. Ma il fatto che possa farlo non vuol dire che sia giusto, né tantomeno che agli altri faccia piacere lo spettacolo.
    E poi, da come lei descrive come belli buoni e bravi gli anticlericali, e da come dipinge come brutti, sporchi, corrotti, cattivi, omofobi, pedofili, ipocriti (sicuramente dimentico qualcosa, chiedo venia) gli uomini di Chiesa e chi li rispetta (se non come persone, almeno per il ruolo che rivestono), mi sembra d’essere il demonio che scandalizza una povera verginella immacolata come lei.
    Mettiamola così: dal momento che, come tutti i cristiani, so di essere un peccatore, preferisco i veri briganti e le vere puttane ai santi fasulli come lei.
    Buona vita, baciapile del laicismo d’accatto…

  4. Bene. Bravo. Complimenti. Era ovvio che avresti replicato con affermazioni che non stanno né in cielo né in terra, corredate da offese, e che mi avresti attribuito caratterische che non fanno parte della mia persona, tipico atteggiamento degli integralisti da Santa Inquisizione. Innanzitutto conosco bene il cristianesimo quindi non hai nulla da insegnarmi al riguardo. Non ho criticato la religione intesa come sistema di valori e nemmeno la Chiesa che, fino a prova contraria, è una realtà complessa e sfaccettata e non quell’istituzione monolitica che molti ritengono essere. Ho cricato il Vaticano che è fatto da uomini che in quanto tali sono fallibili e possono sbagliare. O essere vescovo e cardinale ti esenta dalla fallibilità? Criticare il Vaticano non significa essere ‘invasato’ e meno che mai laicista, giusto per citare un’espressione assurda di Raztinger che tu ripeti a pappagallo. Mi sono semplicemente permesso di scrivere che esistono persone sempre pronte ad indignarsi per un fumetto, un libro, un programma televisivo, la battuta di un comico, ecc., ma di fronte a casi a mio parere più gravi tacciono, specie se questi casi gravi sono attribuili alle alte gerarchie ecclesistiche. E il punto è questo: molti di loro affermano di credere in certi valori ma si comportano in maniera a dir poco discutibile. Ma per te evidentemente preti pedofili, vescovi gay e quant’altro sono solo invenzioni degli anticlericali. Però vorrei dirti che lo stesso Papa Benedetto XVI ha parlato di Satana infiltrato in Vaticano e cosa analoga ha fatto, con valenze diverse, Padre Amorth. Sono anticlericali pure loro? Che poi ci siano sacerdoti degni di questo nome, nessuno lo mette in dubbio. Ho forse scritto il contrario? Ma ciò non toglie che esistono anche quelli che vestono indegnamente certi abiti e sono loro a gettare nel discredito la Chiesa e ad offendere la fede delle persone. Quindi che si dovrebbe fare? Si fa finta di nulla? Mettiamo la testa nella sabbia come gli struzzi? Vai a parlare di anticlericalismo a quei ragazzini che hanno subito molestie dai preti e vediamo in che modo reagiscono. E venendo al punto dell’anticlericalismo, specifico che sono credente, sicuramente più credente di tanti che si riempiono la bocca di ideali di fede molto ben propagandati. Di certo sono più vicino io a Dio di te, poco ma sicuro. Inoltre, non impedisco a nessuno di esprimere il suo pensiero o di criticare. Ho già chiarito qual è il senso del mio intervento. Casomai sono quelli come te che, se potessero, impedirebbero a qualcuno di esprimersi, magari iniziando dagli autori di fumetti, e forse con mezzi che vanno al di là delle parole. Detto questo, se vuoi replicare in maniera sensata, sei naturalmente il benvenuto. Altrimenti taci.

  5. Oh, sì, ora che ci penso… hai addirittura scritto che preferisci un peccatore perché comunque indossa un abito talare e quindi rispetti il ruolo che rappresenta. Di conseguenza preferisci i pedofili e i mascalzoni a quelli che li criticano poiché a tuo avviso sono falsi… roba da non credere… PERSONE COME TE MI FANNO ACCAPPONARE LA PELLE. DEVI SOLO VERGOGNARTI.

  6. Sì, guardi, sto strisciando sotto un sasso… Che fa, mi fucila subito come nemico del popolo o mi lascia tempo di baciare qualche altra pila?
    Fino a prova contraria è lei ad essere partito in quarta con la filippica, e a mettermi in bocca intenzioni non mie.
    Non ho mai invocato l’inquisizione, né ho auspicato che un fumetto simile non venisse pubblicato.
    Non discuto il fatto che ognuno possa dire la propria sulla Chiesa, ma il fatto che gli “autori” di cui sopra lo fanno nella maniera più banale possibile, sciorinando luoghi comuni triti e ritriti che non fanno né ridere né riflettere. Per lei saranno gli Alan Moore della risata, per me sono banali, punto e basta. È come se uno facesse satira sui comunisti dicendo che mangiano i bambini.
    Volendo fare un paragone, un conto è il saggio “Perché non sono cristiano”, dove Bertrand Russell spiega i motivi per cui non crede, senza sentire il bisogno d’offendere nessuno. Ben altra cosa sono gli innumerevoli libri di Piergiorgio Odifreddi, scientificamente e filosoficamente irrilevanti dato che sono un semplice copia/incolla di posizioni altrui, condite però con battutacce tipo “Gesù è uno zombie e la Madonna un utero in affitto”.
    Inoltre non comprendo il suo travaso di bile: gli “autori” dell’ “opera” qui recensita saranno certamente lieti della stroncatura, dato che personaggi simili basano il loro successo su provocazioni trite e ritrite e scandaletti previsti a tavolino. Sarebbe molto peggio se un “baciapile” ci ridesse sopra e facesse loro i complimenti. La comicità deve solo preoccuparsi di far ridere, la satira deve anche sbranare. Piacere anche ai propri bersagli è una doppia vittoria per la comicità, ma una doppia sconfitta per la satira.

    PS
    Continuo a non capire perché si permetta di darmi del “tu” malgrado io le abbia sempre dato del “lei”…

  7. Se si fa un intervento scrivendo che non si capisce per quale ragione una casa editrice pubblichi un certo fumetto, mi sembra di intuire che implicitamente si desidererebbe la sua non pubblicazione. Questo almeno è stata la mia impressione, poi se ho equivocato ne prendo atto. Ritengo comunque che un fumetto vada stroncato dopo averlo letto e non preventivamente, basandosi su pregiudizi di tipo contenutistico. Che poi si tratti, come probabilmente si tratterà, di una satira facile e anche piuttosto risaputa, non sono lontano dal crederlo nemmeno io. E specifico che non intendo neanche leggermelo perché non mi interessa. Ma ancora non mi si risponde sul mio quesito: è più giusto indignarsi per un fumetto o per cose, a mio parere, più gravi come quelle alle quali ho accennato nei post precedenti? Insomma, chi offende veramente la fede? Suore Ninja o i sacerdoti che hanno commesso abusi? Quanto alla banalità… parliamo di un albo a fumetti, non di un saggio. E’ difficile essere profondi nell’ambito di un comic… anche se non è impossibile.
    Quanto al resto, sono d’accordo sul libro di Bertrand Russell (che però molti devotissimi e cattolicissimi credenti ricoprirono di offese e contumelie fino al punto da farlo allontanare da alcune università americane, per inciso) e sono altresì d’accordo per ciò che concerne i testi di Odifreddi che più che anticlericale mi sembra ignorante e basta.
    Quanto al tu… mi sono lasciato trascinare dalla foga… però evitiamo ‘sti salemelecchi del tu e del lei.

  8. Al di là della discussione sulla chiesa, io trovo che il fumetto sia deludente. seguo davide la rosa da tempo e trovo che non sia stato in grado di maturare. resta fermo su vecchie gag che ripropone in varie salse… Basta assistere alle presentazioni dei suoi libri; all’inizio è divertente ma dopo un po’ sai già quello che sta per dire e ti chiedi perchè continua a ripetere sempre le stesse battute.
    altra cosa, il suo umorismo nelle storie lunghe fa acqua e sembra più che altro un “riempitivo” come se non sapesse come fare a riempire le pagine e dovesse cercare per forza trovate per imbastire la storia, ma senza una sceneggiatura uniforme alla fine il lettore si annoia.
    può far ridere come vignettista, ma lo trovo inadatto a storie lunghe. in realtà credo che a premiarlo sia tutto il tempo che passa in web a costruire la sua popolarità, basta vedere con quale frequenza risponde a ogni fan che commenta il suo profilo facebook…. ma un po’ di esperienza nella vita reale non guasterebbe.

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