Vi è mai capitato di leggere un saggio in forma fumettistica? No? Allora non perdete Armi di Persuasione di Massa, incredibile riflessione sull’informazione e sui mezzi di comunicazione realizzata da Brooke Gladstone e da Josh Neufeld!

Armi di Persuasione di Massa

Autori: Brooke Gladstone (testi), Josh Neufeld (disegni)

Casa Editrice: Rizzoli/Lizard

Genere: Graphic Essay

Provenienza: USA

Prezzo: € 20,00, 17 x 24, pp. 184, b/n

Data di pubblicazione: gennaio 2013


Che il fumetto, in quanto forma espressiva, possa essere utilizzato, data la sua immediatezza, non esclusivamente a scopi di intrattenimento è ormai palese. Tramite i comics molti autori hanno fornito informazioni su tematiche importanti ed espresso opinioni su svariati aspetti della nostra società. E non sono mancate nemmeno opere fumettistiche basate su argomenti di tipo storico. Tuttavia, Armi di Persuasione di Massa, volume pubblicato da Rizzoli/Lizard, pur non mancando di elementi, appunto, storici, è più che altro un saggio. Non siamo nell’ambito del graphic journalism, benché l’autrice Brooke Gladstone sia una giornalista e il giornalismo sia l’argomento fondamentale del libro, perché in questo caso non avrete a che fare con una cronaca.

La Gladstone si pone domande non di poco conto: cosa rende uno specifico avvenimento un fatto? In che modo i fatti devono essere riportati? Esiste davvero un’informazione obiettiva? E l’informazione manipola le coscienze e i pensieri degli individui? E se fossero invece i mass media ad essere manipolati e influenzati dall’opinione pubblica? Fino a che punto è lecito spingersi con la libertà di espressione e di informazione? E questi sono solo alcuni dei quesiti della Gladstone e trovare risposte soddisfacenti farebbe venire la pelle d’oca a chiunque, considerata la complessità delle questioni sollevate.

E in effetti il libro ha il merito di fornire tantissimi spunti di riflessione e andrebbe letto con concentrazione e attenzione.
La Gladstone, quindi, dopo alcune premesse, compie un resoconto approfondito della nascita e dello sviluppo della comunicazione e dell’informazione, partendo dall’antica Roma per poi proseguire nel corso dei secoli, concentrandosi in prevalenza sugli Stati Uniti (probabilmente a causa del suo background americano) e sul sistema informativo attuale.

Come in una sit-com impazzita dal ritmo frenetico e adrenalinico, vediamo sfilare Thomas Jefferson, il Senatore McCarthy, Kennedy, Nixon e lo scandalo Watergate, Reagan, Bush jr. con la sua insensata guerra all’Iraq e tutte le bugie, le menzogne e i segreti che hanno influenzato e influenzano i mezzi di comunicazione.

Tuttavia la Gladstone cerca di portare avanti una tesi.

A suo dire, infatti, non siamo noi ad essere condizionati dall’informazione, casomai siamo noi a condizionarla. Del resto, aggiunge la Gladstone, essa è succube dei gusti del pubblico, dei suoi interessi ed è asservita all’economia e al business. Di fronte al denaro degli inserzionisti pubblicitari non c’è politico o presidente che tenga e se per guadagnare bisogna sostenere Tizio a tutto svantaggio di Caio lo si farà e magari in seguito si potrà sostenere Caio e mandare al diavolo Tizio. Non sempre la Gladstone riesce a convincermi ma è innegabile che sia riuscita ad affrontare argomenti poco facili e ostici senza risultare noiosa e pedante.

A ciò contribuisce il bravissimo Josh Neufeld, penciler che tra le varie cose ha lavorato sul fenomenale American Splendor del compianto Harvey Pekar. Con un bianco e nero intrigante (ma in tantissime vignette ci sono piacevoli tonalità verdi) e un tratto che si richiama all’underground ma privo di sgradevolezze e ruvidezze e ricco di elegante e fluida cineticità, illustra i concetti e le riflessioni della Gladstone con bravura sopraffina.

Le tavole hanno una costruzione inventiva e sono ricche di simboli e trovate visive che hanno il pregio di catturare l’attenzione tramite riusciti rimandi al film Matrix, per esempio, alle immagini dei tarocchi, a riferimenti artistici riguardanti celebri quadri e illustrazioni e a collegamenti mediatici e pop (l’Uomo Ragno, tanto per citarne uno a caso). Insomma, Armi di Persuasione di Massa è un lavoro valido e importante e vale la pena prenderlo in considerazione.


Voto: 8

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