Come Dragonero, serie mensile della Bonelli in uscita a giugno 2013, anche Orfani, mini-serie a colori di Recchioni e Mammucari, si mette in mostra sul celebre social network.

Creata dall’inizio di gennaio, la pagina fan di Orfani, la nuova miniserie della Sergio Bonelli Editore tutta a colori, ha già raccolto il famoso “Mi piace” di oltre milleduecento internauti, tra fan ante-litteram e semplici curiosi.

Attraverso di essa, coloro che lavorano al progetto, vale a dire in primis Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari, diffondono le prime immagini digitali delle tavole che a partire da ottobre 2013 si troveranno in edicola.

Dunque uno spazio digitale attraverso il quale seguire lo sviluppo della serie, attualmente in fase di revisione, e conoscere materiale inedito e esclusivo, ma anche aggiornamenti, interviste e altro. Del resto la pagina Facebook non è l’unico luogo nel quale procurarsi informazioni sulla prossima collana che sarà pubblicata dalla casa editrice milanese.

Più volte Roberto Recchioni ha infatti parlato di Orfani sul proprio blog, non mancando di sottolineare la forte carica innovativa insita nella miniserie: «Da ragazzino, quando frequentavo una scuola di fumetto, sognavo di fare la rivoluzione. Non di spaccare tutto da fuori, ma di cambiare tutto da dentro. Di rinnovare il fumetto popolare italiano nei contenuti, nella forma, nel linguaggio e nelle modalità produttive. Forse non ci riuscirò mai, ma non avrei mai nemmeno sperato di poterci andare così vicino. E non ringrazierò mai abbastanza Mauro Marcheselli per avermi dato questa possibilità».

Insomma, Orfani promette grandi novità, e non solo perché si tratterà di una serie tutta a colori ambientata nel futuro. Ambientazione che in ogni caso non ha mancato di creare alcuni grattacapi agli autori: «Nella fase di progettazione io ed Emiliano ci siamo fatti un sacco di problemi su come realizzare visivamente alcuni aspetti della serie che rischiavano di essere troppo visti».

Il riferimento è, in particolare, alle armature da battaglia dei soldati del futuro, che avrebbero potuto richiamare alla mente centinaia di videogiochi, film e fumetti che si sono più o meno recentemente confrontati con lo stesso concetto.

«Alla fine, io e Emiliano, abbiamo scelto la via della sobrietà più assoluta, cercando di distaccarci per quanto possibile da quanto visto, senza per questo andare a cercare forme astruse. Del resto, il concetto di “armatura da combattimento” nella serie è meno prominente di quanto possa sembrare dalle prime immagini che abbiamo diffuso e, in conclusione, il fatto che abbiano una forma originale o meno, ci interessa relativamente poco». Più importante, invece, che le armature fossero semplici, eleganti, caratterizzanti per i vari personaggi e non troppo difficili da disegnare.

Internet per anticipare e spiegare, insomma, ma non solo. Recchioni lo scorso anno lanciò dalle pagine del proprio blog anche una richiesta di aiuto: cercava un soprannome per uno dei personaggi di Orfani, a testimonianza di un rapporto vivo e stretto con i lettori che lo seguono.

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