A differenza degli esempi che vi ho riportato poco sopra, Rivoluzione Civile ha generato scalpore e una certa indignazione.
Su tutti, è doveroso segnalare tre post (primo, secondo e terzo) al veleno di Diego Cajelli che dice la sua sulla questione in modo diretto e senza tanti giri di parole.
Una volta letti, converrete con me nel dire che non ha davvero tutti i torti.

Nel pieno della bufera delle polemiche lo staff di Rivoluzione Civile ha corretto leggermente il tiro e ha pubblicato questa immagine:

Un mio amico (grazie Stefano!) si è divertito a creare una propria immagine sulla falsa riga della semplice grafica utilizzata. Questa:

Da queste due ultime immagini a quale conclusione si potrebbe arrivare?
Che queste ultime elaborazioni non sono certo “ad effetto” come le altre che si trovano in giro per il web.
Che Rivoluzione Civile è un movimento politico appena nato che necessita di visibilità anche tra gli utenti del web. E’ riuscito a far parlare di sé attraverso una semplice pubblicità praticamente a costo zero.

Tanti ne hanno parlato, tanti si sono arrabbiati perché hanno visto il loro personaggio preferito associato ad un colore politico che secondo loro non gli appartiene ma, in fondo, ora tutti questi utenti sanno cosa sia Rivoluzione Civile.

Sapete tutti che esiste un altro personaggio della politica italiana che basa il suo consenso attraverso la sua immagine, puntando molto sull’apparire.
L’importante è che la gente parli sempre e comunque di te. Del resto se nessuno sa che esisti, nessuno ti vota.

Tutti noi siamo caduti in questo gioco.
Io stesso che scrivo questo articolo, voi che mi leggete, lo stesso Cajelli che gli dedica ben tre post del suo blog. Nel bene o nel male, tutti quelli che hanno citato Rivoluzione Civile nei loro scritti hanno fornito pubblicità gratuita.

Vedremo tra un paio di mesi se tutto questo avrà ottenuto risultato in termine di voti.

Un brindisi agli amici assenti.

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4 Commenti

  1. Io sono e sarò sempre e comunque per la difesa ad oltranza del copyright e se alcuni fessi pro-Ingroia sulle pagine di Facebook sproloquiano di esproprio proletario e altre scemenze è un problema loro. La verità è che molti attivisti di certi pseudo-movimenti rivoluzionari che si atteggiano a libertari non sono eticamente e moralmente differenti da coloro che vorrebbero combattere. Spesso sono più fascisti dei fascisti. Prendo atto che Ingroia ha preso le distanze e che l’iniziativa è stata a quanto pare frutto di quattro perditempo ingenui che ignorano le leggi e vorrebbero fare lezioncine sulla legalità. Mi auguro solo che le case editrici detentrici dei diritti di questi personaggi denuncino i responsabili… ciò che è stato fatto per me è un CRIMINE. Punto e basta.

  2. …”rivoluzione civile”, “esproprio proletario”, “fascismo” ??? …per me solo due cose sono sicure, la violazione di copyright (ma ne più e ne meno come avviene quotidianamente e in ogni ambito) e l’identificazione di un elettorato (potenziale) ben preciso. Gli “autori”, poi, della campagna elettorale, è molto probabile che siano “ideologicamente impegnati”…QUASI ZERO, è molto più probabile che siano stati “semplicemente pagati” per farla (e i “soggetti” sono la naturale conseguenza di quell’elettorato, potenziale, “ben preciso”) Mi piacerebbe sapere quale è stata la reazione di Luciano Secchi, visto che normalmente, specie su queste cose, è “iper-aggressivo” (salvo NEGARE qualche “royalties”, per esempio, agli eredi Raviola…ma questa è un’altra storia, o no?!!)

  3. Un appunto… La warner è Moore non potrebbero avere molto da ridire sull’uso della maschera, visto che a loro volta si son rifatti a quella del 1604.. Se gli attivisti un pò vi si riconoscono (anche se è innegabile che sian ispirati da V, ma legalmente….)

    PS: capisco l’esigenza di aumentare le pagine e le visite, ma la prima pagina dell’articolo con praticamente niente è abbastanza fastidiosa e ridicola a mio parere.

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