Uno slogan che non passa inosservato. Divertente, ma anche fatto di una tagliente ironia. E’ quello utilizzato per pubblicizzare l’edizione 2013 della Festa del Nino a Sant’Andrea di Suasa.
Due giorni, 19 e 20 gennaio, dedicati ad uno degli animali più amati dalla nostra tavola e dalla tradizione gastronomica non solo marchigiana ma italiana in genere: il maiale.
Questa è un estratto dell’articolo che ho tratto dal sito www.whymarche.com

Cosa c’entra questa festa con il fumetto? Naturalmente poco, ma volevo segnalarvi il particolare manifesto della suddetta manifestazione. Questo:

Secondo l’articolo, lo slogan sarebbe “divertente, ma anche fatto di una tagliente ironia”.
Più o meno potrei anche essere d’accordo, ma sarei anche curioso di conoscere cosa potrebbe pensare Guy Fawkes, uno degli ideatori della “congiura delle polveri” del 1604 e proprietario del volto sorridente della maschera fatta indossare al maiale.
E quel brontolone di Alan Moore cosa potrebbe dire vedendo questa immagine divertente? Che certo non ha ideato e scritto V For Vendetta per far finire il suo bellissimo personaggio in faccia ad un maiale della provincia marchigiana.
Però, come detto, l’immagine è divertente e fatta di una tagliente ironia. Amen.

Ora vi chiederete del perché di questa lunga introduzione.
Perché la Festa del Nino mi torna utile per parlare sulla polemica che infuria in questi giorni sul modo di fare pubblicità per la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.

Immagino che molti di voi abbiano già visto a cosa mi riferisco dato che tanti giornali nazionali hanno dato molto risalto alla notizia.
Essendo il nostro un paese con poca memoria, citando la Festa del Nino ho voluto precisare che non è la prima volta che si citano (copiano? Fate voi) i personaggi dei fumetti e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.
Giusto, sbagliato? Non saprei dirlo, ma trovo fuorviante il tentativo di cercare di attribuire un colore politico a dei personaggi che dovrebbero essere un patrimonio collettivo mondiale.

Se ricordate, nel 2011, Casapound organizzò una discussione dal titolo eloquente, “Camerata Corto Maltese”, e l’articolo che trovate qui recita “Artefice del proprio destino, padrone di se stesso, ironico, beffardo, ma fedele al senso dell’onore e al valore dell’amicizia: sono questi gli elementi che fanno di Corto Maltese un ‘camerata’”.

Non sta a chi vi scrive dire se Corto Maltese sia fascista o meno (anche se una mezza idea me la son fatta) ma, per dovere di cronaca, vi riporto un estratto di un bel post a firma Carmine De Cicco sulla questione:

che l’arte non debba essere né di destra né di sinistra, se non quando è l’autore stesso a conferire esplicitamente alla propria opera marca e significato politico. Ma anche in questo caso, l’arte rimane arte, senza essere svilita o svalutata perché si rivolge a una parte politica invece che a un’altra.

Parlando sempre di citazioni fumettistiche utilizzate in ambito politico impossibile non citare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
Qualcuno ad esempio ricorda i due Vaffa day e i suoi manifesti?

Inutile dire che anche da quelle parti si cita ancora Guy Fawkes, ma più nel dettaglio, la firma che lo stesso V lasciava nei luoghi delle sue azioni. Naturalmente con la gioia della Warner (una multinazionale) proprietaria dei diritti sul personaggio.

In questa veloce carrellata di citazioni in ambito politico non posso non parlare del tanto discusso movimento Occupy.
Crisi finanziaria, disoccupazione, lotta ai poteri forti. Ma quale maschera indossano i manifestanti di Occupy? Ancora Guy Fawkes, naturalmente con la gioia della Warner (una multinazionale) proprietaria dei diritti sul personaggio.

Tornando a questioni più di casa nostra devo segnalare che Rivoluzione Civile non è stato l’unico movimento ad utilizzare personaggi dei fumetti a fini elettorali.
Ad esempio, il Fronte Verde Ecologisti Indipendenti ha addirittura inserito Freccia Verde nel simbolo del movimento:

Rivoluzione Civile naturalmente ha fatto di più.

Ha invaso il web con le immagini di tantissimi personaggi italiani e stranieri del nostro immaginario collettivo e ha fatto pubblicità contando anche sul passaparola degli utenti.

Uno dei grossi problemi è che questi personaggi sono stati utilizzati senza alcun consenso diretto dei proprietari. Infatti la Sergio Bonelli si è pubblicamente dissociata da questa propaganda intimando di non utilizzare i propri personaggi per fini politici.

Per dovere di cronaca devo aggiungere che lo stesso Ingroia si è dissociato da questo modo di fare propaganda diramando un comunicato stampa e scrivendo su Twitter:

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4 Commenti

  1. Io sono e sarò sempre e comunque per la difesa ad oltranza del copyright e se alcuni fessi pro-Ingroia sulle pagine di Facebook sproloquiano di esproprio proletario e altre scemenze è un problema loro. La verità è che molti attivisti di certi pseudo-movimenti rivoluzionari che si atteggiano a libertari non sono eticamente e moralmente differenti da coloro che vorrebbero combattere. Spesso sono più fascisti dei fascisti. Prendo atto che Ingroia ha preso le distanze e che l’iniziativa è stata a quanto pare frutto di quattro perditempo ingenui che ignorano le leggi e vorrebbero fare lezioncine sulla legalità. Mi auguro solo che le case editrici detentrici dei diritti di questi personaggi denuncino i responsabili… ciò che è stato fatto per me è un CRIMINE. Punto e basta.

  2. …”rivoluzione civile”, “esproprio proletario”, “fascismo” ??? …per me solo due cose sono sicure, la violazione di copyright (ma ne più e ne meno come avviene quotidianamente e in ogni ambito) e l’identificazione di un elettorato (potenziale) ben preciso. Gli “autori”, poi, della campagna elettorale, è molto probabile che siano “ideologicamente impegnati”…QUASI ZERO, è molto più probabile che siano stati “semplicemente pagati” per farla (e i “soggetti” sono la naturale conseguenza di quell’elettorato, potenziale, “ben preciso”) Mi piacerebbe sapere quale è stata la reazione di Luciano Secchi, visto che normalmente, specie su queste cose, è “iper-aggressivo” (salvo NEGARE qualche “royalties”, per esempio, agli eredi Raviola…ma questa è un’altra storia, o no?!!)

  3. Un appunto… La warner è Moore non potrebbero avere molto da ridire sull’uso della maschera, visto che a loro volta si son rifatti a quella del 1604.. Se gli attivisti un pò vi si riconoscono (anche se è innegabile che sian ispirati da V, ma legalmente….)

    PS: capisco l’esigenza di aumentare le pagine e le visite, ma la prima pagina dell’articolo con praticamente niente è abbastanza fastidiosa e ridicola a mio parere.

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