Dopo Diabolik anche Eva Kant raggiunge il mezzo secolo di vita. L’evento sarà celebrato a marzo, con l’arrivo nella serie regolare del Re del Terrore di un nuovo disegnatore: Giuseppe Palumbo.

Se Diabolik ha già festeggiato i suoi (primi) cinquant’anni di vita editoriale, a breve l’onore toccherà ad un’altra grande protagonista del celeberrimo fumetto targato Giussani: Eva Kant.

La splendida compagna del Re del Terrore compirà mezzo secolo a marzo 2013. Era lo stesso mese del 1963, infatti, quando la giovane bionda dagli occhi verdi fece per la prima volta la propria comparsa nell’episodio “L’arresto di Diabolik”.

Per festeggiare l’importante compleanno, all’Astorina hanno pensato di realizzare una storia dedicata a lei che vedrà anche l’esordio di Giuseppe Palumbo nella serie regolare di Diabolik.

L’inedito numero 3 di quello che è l’anno 52 per la testata sarà intitolato “I segreti di Morben” e avrà al centro il rapporto tra l’inseparabile compagna del genio del male e l’amica Dolores, unico conforto per Eva nei giorni bui della reclusione nel collegio di Morben. Quando proverà a rintracciare la simpatica e coraggiosa ragazza, scoprirà che le tracce sono macchiate di sangue. E non le piacerà affatto.

Su soggetto di Mario Gomboli e Tito Faraci, con testi di Pasini e disegni di Barison, Montorio e Merati, l’albo in edicola dal 1 marzo avrà copertina realizzata dall’esordiente Palumbo, autore anche dei disegni del lungo flashback.

In realtà per Giuseppe Palumbo non si tratta di un esordio assoluto. A Diabolik, infatti, ha già lavorato dieci anni fa, quando nel Grande Diabolik 1/2003 aveva dato il volto a Dolores in occasione del volume “Quando Diabolik non c’era”, realizzato per celebrare il quarantennale di Eva.

Ora, tuttavia, per la prima volta il tratto inconfondibile del disegnatore nativo di Matera entra in un albo della serie regolare, al quale dà anche l’inquietante copertina.

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3 Commenti

  1. Ciao Nando,
    nell’articolo si indica chiaramente che l’esordio di Palumbo è sulla serie regolare di Diabolik, e quindi non si tratta di un esordio assoluto.
    Del resto ho voluto mettere qui in evidenza il lavoro di Palumbo al Grande Diabolik del quarantennale di Eva Kant (2003), visto che il pezzo era a lei dedicato: non volevo dunque ripercorrere il legame editoriale che lega Palumbo all’Astorina.
    Carmine

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