Animal Man di Peter Milligan n. 1 – Recensione

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Arriva la run di Animal Man scritta da Peter Milligan! Cosa accade a Buddy Baker quando si sveglia da un coma profondo? Scopritelo in questo volume illustrato da Chas Truog e da Steve Dillon!

Animal Man di Peter Milligan n. 1

Autori: Peter Milligan (testi), Chas Truog, Steve Dillon (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Provenienza: USA

Genere: Supereroi

Prezzo: € 14,95, 16,5 x 25,2, pp. 144, col.

Data di pubblicazione: dicembre 2012

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La lettura di questo tp mi ha suscitato alcune perplessità. La prima ha a che fare con la RW-Lion e con le sue scelte editoriali perché non capisco che senso abbia proporre i nn. 27-32 della serie di Animal Man scritti da Peter Milligan successivi alla run di Morrison prima di quest’ultima. A quanto affermano i responsabili della casa editrice, i ventisei episodi iniziali saranno pubblicati e allora mi domando: non era logico incominciare con quelli e poi occuparsi della gestione dell’autore di Shade? Boh! È vero che il presente materiale era inedito nel nostro paese; ma un lettore che non ha avuto modo di leggere nemmeno una storia di Animal Man e si avvicinasse a questo volume potrebbe goderselo fino a un certo punto.

Milligan non fa riferimenti diretti agli avvenimenti narrati dal predecessore però stravolge le ambientazioni e le situazioni tipiche delle vicende di Buddy Baker. Coloro che le conoscono troveranno quindi molto più scioccanti e dirompenti gli orrori che il supereroe animalista sarà costretto ad affrontare. Gli altri meno. Ma tant’è.

Un’ulteriore perplessità riguarda i testi di Milligan. Intendiamoci, la story-line è valida e intrigante, anche se non è da annoverare tra le cose migliori da lui realizzate. Ma ho scritto tante volte che l’autore è discontinuo: realizza capolavori come Shade The Changing Man, Enigma, The Extremist o X-Statix; e roba trascurabile come Elektra.

Nello specifico di Animal Man, l’opera si colloca a un livello medio, con momenti interessanti ma non paragonabili agli esperimenti rivoluzionari ed eversivi di Morrison. Tornando ai testi, Peter non ha mai nascosto la sua ammirazione nei confronti di William Burroughs, uno dei padri storici (benché riluttante) della Beat Generation e fonte di ispirazione di numerosi scrittori, artisti, cineasti, musicisti e, last but not least, fumettisti.

La sua tecnica del cut-up, ricavata dall’assemblaggio arbitrario di testi di svariata provenienza, ideata da lui e da Brion Gysin, ha suggestionato Peter e gli echi di tali esiti creativi permeavano la serie di Shade. In questo caso, però, Milligan ricorre pienamente al cut-up, cercando di avvicinarsi il più possibile all’estetica burroughsiana. Buddy Baker, alias Animal Man, si sveglia in un letto d’ospedale dopo essere stato in coma. Tutto sembra tornare alla normalità, se non fosse che la moglie Ellie si comporta diversamente, è più fredda ed aggressiva e se la fa con altri uomini; la figlia Maxine pare non riconoscerlo ed è intimorita da lui. E il mondo non è come Buddy se lo ricorda: per esempio, Hitler è stato processato a Norimberga e il cantante soul Marvin Gaye è vivo e per giunta nel bagno di casa Baker c’è una giungla preistorica!

Nella vita di Animal Man entra un supereroe, Nowhere Man, uomo temporalmente dislocato che si esprime utilizzando, appunto, il cut-up di Burroughs. E qui Milligan si dimostra superficiale, non intuendo che il cut-up non è semplicemente un mix di frasi e parole tra loro miscelate ma una vera e propria forma comunicativa che intende esprimere concetti sensati e non incomprensibili. Milligan gioca con immagini burroughsiane come vermi e millepiedi ma omette due elementi essenziali: la droga e l’omosessualità. Se non li si prende in considerazione significa che la poetica burroughsiana non è stata pienamente compresa e i riferimenti presenti nello script si riducono a un’eccentricità risaputa e fine a sé stessa.

Nowhere Man coinvolge Buddy in una missione pericolosa per conto del governo. Devono infatti difendere il Presidente degli Stati Uniti dagli attacchi di Prima Pagina e dell’Uomo Ipotetico, assurdi e bizzarri villain che sembrano usciti da un libro di fantascienza; e soprattutto dalle terribili macchinazioni della Banda Angel, tre sadici bambini dagli immensi poteri (forse un omaggio alla Banda Nova e ai Wild Boys di Burroughs?). Ma cosa sta succedendo nell’universo impazzito di Buddy? Perché è affetto da allucinazioni e si comporta da selvaggio? Per quale ragione tutto ciò che credeva di conoscere è mutato? Le risposte si potrebbero forse trovare nelle teorie quantistiche.

Quello di Milligan non è un pessimo lavoro ma l’autore ha fatto di meglio altrove. Si sbizzarrisce con situazioni stravaganti e folli, riuscendo ad equilibrare azione e riflessione e inserendo enigmi e misteri in grado di creare suspense. Però restano le perplessità da me rilevate. I disegni di Chas Truog sono accettabili ma il penciler non ha particolare inventiva e ottiene risultati efficaci solo grazie alle chine di Mark Farmer. Diverso il caso del bravo Steve Dillon, noto a tutti per Preacher, che illustra un episodio con la consueta maestria. L’Animal Man di Peter Milligan è interessante ma non indispensabile. E andrebbe letto dopo gli eccezionali episodi di Grant Morrison.


Voto: 6 1/2

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6 Commenti

  1. Ciao Sergio (questa volta niente signor Duma).
    Sono curioso di leggere questo volume.Sulle tue considerazioni iniziali:credo che alla Lion ragionino un po’ in termini di “autore” (e non sarebbe la prima volta).mi spiego:cercano di concentrare le uscite di un determinato autore in un lasso di tempo breve.L’hanno fatto già dall’inizio dell’anno scorso con Tim Sale,ricordi?stessa cosa Milligan,pubblicando molti lavori fin’ora inediti (come Extremist e i Divoratori,e annunciando Shade,finalmente!).Oltretutto,come dicevi anche tu,la run di Morrison è stata già pubblicata da magic press (e non è poi così introvabile).
    A risentirci

  2. per me è fumetto bellissimo! non era facile ripartire da morrison e milligan l’ha fatto al meglio, senza snaturare quello fatto dal suo predecessore, anzi, lo trovo sulla stessa lunghezza d’onda. ottima la scelta di pubblicare questo, l’animal man di morrison è già uscito in italia (ma c’è davvero qualcuno che non l’ha già letto?) e quindi meglio pubblicare qualcosa di inedito.
    per questo mi auguro l’uscita delle run successive, specie quella di delano su animal man.
    a confronto l’animal man di lemire ci fa davvero una pessima figura.

    peccato per l’edizione lion, rilegatura con quintali di colla e resa grafica pessima, come per le storie finali del secondo essenzial della doom patrol.
    perché la magic press è riuscita a pubblicare la doom patrol con qualità eccellente e la lion no? perché non usare una carta non patinata?

    purtroppo ci dobbiamo accontentare, pazienza.
    speriamo che shade sia pubblicato meglio, se sarà pubblicato

  3. volume pessimo dal punto di vista dell’edizione: una vergogna che non lo abbiano bloccato e/o ritirato x ristampare e le fumetterie in silenzio per non sobbarcarsi del costo della mancata vendita: UNA VERGOGNA!
    la storia è intricata ed intrigante come solo il miglior Milligan sa gestire.
    è vero che buttato così sul tavolo perde il suo appeal..io sono fortunato perchè è un anno fa che mi sono letto tutto di un colpo la run di Morrison quindi ero ancora connesso a quel climax.
    i prezzi dei brossurati LION restano sempre troppo alti!!

  4. Da qualche parte nel mio sancta sanctorum ho quasi tutti gli albetti inglesi presi tra gli inglesi qualche anno fa quando ero sicuro che mai sarebbero stati tradotti da noi. Concordo con Susy ed Alberto46 ( io sono del ’68 e sono lieto di leggere che Milligan ha fans in età da esodato ): Pete è bravo come al solito. Io lo trovo sul pezzo anche nella sua run di Elektra ( matite di Deodato jr ). E’ come Morrison, ma non ha la stessa progettualità di fondo. Non è un architetto. Non vede lo schema o forse pensa non ci sia. Difficilmente si impelagherà in una Crisis. Immagino che possa scrivere un numero di Shade anche mentre guarda la pioggia che si schianta contro il finestrino del treno che lo sta portando da una lontana zia nella provincia inglese mentre lo raggiunge il suono della matita che picchietta il cruciverba del vicino. Un visionario. Mai banale. Comprerò anche il volumetto Rw Lion.
    Ora che le Big Guns si stanno concentrando sul mainstream , la strada di Milligan sarà sempre + quella che passa per le stazioni Dark Horse, Image Central, Avatar e IDW Publishing.

  5. sarei veramente contenta se milligan lasciasse la dc per nuove relatà più stimolanti come le case editrici indicate da crepascolo.
    purtroppo ho la sensazione che milligan, diversamente da altri autori più coraggiosi, si trovi bene tra le confortanti braccia della dc.
    E lo dico a malincuore, visti gli con scarsi risultati in termini di qualità, di justice league dark e lanterne rosse, a mio parere, prodotti davvero sempliciotti.
    meglio allora dedicarsi al recupero d’annata: shade (di cui per adesso mi godo gli albetti comic art recentemente reperiti sulle bancarelle milanesi) od anche human target (purtroppo incompleta in italia – è il nostro destino).

  6. @Susy
    Da una risposta di Pasquale Saviano ( RW LION nel corso di una intervista nel blog di Comix Factory oggi: ” Dopo cose come Moonshadow, Hawkman, Doom Patrol, Justice League, Invisibles eccetera, Shade è sufficiente? ;) ”
    Pare che l’Uomo Cangiante completerà la sua corsa anche in Italia. Sperem.

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