Recensione Tor Pulp DC – Planeta DeAgostini

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    Autore: Joe Kubert (testi e disegni)
    Casa Editrice: Planeta De Agostini
    Provenienza: USA
    Prezzo: € 12,95


    Ho letto questo volume con colpevole ritardo rispetto alla sua data di uscita e, almeno inizialmente, avevo deciso di non scrivere una recensione al riguardo. Ma poi mi sono detto che sarebbe stato un errore, dal momento che Tor, inserito nella collana Pulp DC, dedicata ai comics non supereroistici della casa editrice di Superman e Batman, merita tutta l’attenzione possibile.

    Se non altro perché l’autore è l’immenso Joe Kubert che, al pari di Will Eisner, Jack Kirby e Harvey Kurtzmann, ha fatto la storia del fumetto americano. Devo puntualizzare che ho sempre nutrito un’autentica venerazione per Joe Kubert, padre dei celebrati disegnatori Adam e Andy, e non ho mai mancato di leggere un suo fumetto, quando ne ho avuto l’occasione.

    Joe Kubert è ancora oggi nel cuore di migliaia di fans per le sue versioni di Batman, Flash e Hawkman; ma è anche ricordato per i fumetti di guerra, in modo particolare quelli di Enemy Ace e del Sergente Rock, con il quale è stato pressoché identificato dai suoi estimatori. Ma Kubert è stato pure uno dei primi cartoonist a realizzare graphic novel e tra queste vanno senza dubbio segnalate, tra le altre,  l’autobiografica Yossel: 19 Aprile 1943 e Fax da Sarajevo.

    Per giunta, Kubert è a tutt’oggi il direttore dell’unica scuola ufficiale di fumetto degli Stati Uniti, la Joe Kubert School of Cartoon and Graphic Art, dalla quale sono usciti tantissimi autori di successo. E non bisogna dimenticare che il grande vecchio della comic art, classe 1926, è stato un pioniere del fumetto 3D. Di conseguenza, quando si ha a che fare con Kubert, l’appellativo ‘grande’ non gli rende certamente giustizia.

    Coloro che leggeranno Tor si renderanno facilmente conto del suo talento. Innanzitutto, chi è Tor? È uno dei personaggi kubertiani più apprezzati: un uomo primitivo che, in un’epoca, appunto, preistorica, vive avventure piene di azione e pathos. Originariamente creato nel 1953 per la St. John Publishing, ottenne uno strepitoso successo, anche perché, in effetti, si trattava del primo fumetto ambientato nella preistoria. Le avventure di Tor e del suo amico, il ragazzo scimmia Chee Chee, entusiasmarono un numero enorme di lettori.

    Nel corso dei decenni, Kubert, tra un’esperienza creativa e l’altra, ha spesso ripreso l’eroe, riproponendolo, però, in chiave sempre aggiornata. Alcuni anni fa ci fu una bella miniserie per la Marvel e, nel 2008, Kubert ha realizzato, per la DC, questo Tor A Prehistoric Odissey. Stavolta, le vicende di Tor sono più fantasiose delle precedenti. Manca, peraltro, il giovane Chee Chee, sostituito, comunque, da un nuovo ragazzo scimmia. E inoltre Kubert inserisce nella vicenda una donna nera dai capelli bianchi, un gigante dalle molteplici braccia e un gruppo di bambini mostruosi. E non mancano, chiaramente, dinosauri, tigri, tribù aggressive di uomini primitivi, tutti gli elementi, insomma, delle storie classiche di Tor, con un pizzico di fantasy.

    I disegni di Kubert sono magnifici e basta osservarli attentamente per percepire l’essenzialità, altamente espressiva, dei particolari, sia negli sfondi, sia nell’espressione dei volti, tipica dell’arte kubertiana; il tutto enfatizzato dalla straordinaria e modernissima cinematicità dello story-telling, l’elemento che, in fondo, rende Joe Kubert un maestro e un’ispirazione per moltissimi cartoonist. Capirete anche come un eroe di questo tipo sia stato fondamentale per l’evoluzione dei comics fantasy, a cominciare da quelli del Conan marvelliano. E non a caso l’introduzione del volume è di Roy Thomas che ammette, senza remore, di essersi ispirato proprio a Tor quando realizzò, insieme a Barry Windsor-Smith, le prime, mitiche storie del cimmero.

    Lo stile dei testi è forse un po’ datato, caratterizzato dall’assenza di dialoghi (tale mancanza, in ogni caso, è appropriata per una storia di uomini primitivi) e l’eccessiva presenza delle didascalie appesantisce, a tratti, la lettura. Ma, a mio avviso, è un particolare di poco conto che non inficia la qualità dell’opera. In poche parole, se Tor vi è sfuggito, recuperatelo. Ne vale la pena.


    Totale: 8

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