Paperino e il mistero degli Incas, ovvero tributo al genio di Carl Barks – Recensione

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Circa 250 pagine di tavole e testi critici per cominciare a ripercorrere la storia di uno degli autori più prolifici e amati di sempre. Un volume imprescindibile per chi ama Paperino e l’universo Disney.

Autori: Carl Barks.

Casa Editrice: Rizzoli Lizard.

Provenienza: Italia.

Prezzo: 25,00 Euro

Data di pubblicazione: Ottobre 2012


Avere tra le mani il bel volume della Rizzoli Lizard dedicato a Paperino e intitolato “Il mistero degli Incas” fa un bell’effetto. Non solo per la veste grafica, per i colori delle tavole finemente restaurati o per il fatto che il tomo raccoglie alcune delle più importanti storie a fumetti di Carl Barks, l’uomo dei paperi, così come è stato chiamato da qualcuno.

Il primo volume di quella che si propone essere una collana dedicata all’opera di uno dei più grandi Maestri del fumetto Disney è infatti impreziosito da 26 pagine di testi dedicate alla vita e ai lavori del fumettista statunitense, nonché ad ogni singola storia. Racchiuse tra le pagine critiche, 20 avventure di Paperino, nipoti e company: 4 lunghe avventure, 9 storie brevi, 7 gag di una pagina.

Da montagne innevate a isole del Sud, da città nascoste tra le nebbie perenni delle Ande a sperduti villaggi dell’Africa Nera, passando per il Far West e, ovviamente, per Paperopoli: la geografia del volume e in generale delle opere di Barks dedicate a quel Paolino Paperino il cui mito egli stesso contribuì a creare è quanto mai varia.

Ma nonostante le differenti latitudini e i tempi diversi, ogni avventura porta con sé l’inconfondibile tratto dell’autore scomparso ad inizio millennio. Come Barks soleva affermare, i suoi paperi erano piuttosto uomini che somigliavano incredibilmente a paperi. La fedeltà a questa convinzione può di certo essere ravvisata nelle storie più lunghe che compongono il volume. In esse l’autore ha avuto modo di presentare un personaggio ben più complesso dell’irascibile o pasticcione protagonista di gag, storie brevi e cartoni animati.

In “Paperino e l’albero di Natale” il protagonista sa affrontare la strega che ha rapito i suoi nipoti, nonostante la paura, sa seguirne le tracce ed escogitare il modo per batterla definitivamente. Nella storia successiva, “Paperino e l’isola misteriosa” troviamo il Nostro intento a battibeccare con il cugino Gastone – creatura barksiana come Paperon de’ Paperoni, Archimede, la Banda Bassotti – per stabilire quale ramo della loro famiglia fosse il più nobile.

Quale miglior modo di cominciare un’avventura che si dispiega sui mari in direzione di una misteriosa isola nella quale è naufragato lo scorbutico ma ricco Paperone? Il Gastone di Barks è antipatico ma fortunatissimo, come si vede anche nella più breve “Paperino e il rubino” e ai lettori non dispiace affatto vederlo uscire sconfitto entrambe le volte dal confronto col più simpatico ma sfortunatissimo cugino.

Decisamente avventurose sono le corpose avventure di Paperino, seguito dagli inseparabili nipoti, tra le vette andine e nel continente africano contenute rispettivamente in “Paperino e il mistero degli Incas” e “Paperino e il feticcio” . Tra galline quadrate, uomini presso cui rappresentare cerchi è un grave reato, gongori, stregoni capaci di realizzare pozioni che rimpiccioliscono, le trovate narrative, gli escamotage, le gag si susseguono a ritmo incalzante, e i testi e i dialoghi mostrano sempre di procedere a braccetto.

Ora capace di mettere ko squali a mani nude, ora raggirato più e più volte da un semplice ladro di bestiame, Paperino cambia più volte da storia a storia, ma ciascuna avventura è sempre legata dall’ironia, dalla curiosità per i vari aspetti della vita, dallo sforzo di realizzare lavori coerenti e in un certo senso plausibili del suo autore per antonomasia.

Sfogliando le pagine dei suoi lavori presentati in questo volume targato Rizzoli Lizard si capisce perché Barks fosse definito «quello bravo» e il motivo del successo che gli arrise, non solo perché fu senza dubbio uno degli autori più letti di sempre nell’universo Disney ma non soltanto, bensì anche perché contribuì ad avvicinare generazioni e generazioni alla lettura, dando loro codici di comportamento e contribuendo a fornir un’idea di ciò che sarebbe stato il loro futuro. E non è certo poco.

Da segnalare, infine, che per i tipi di Rizzoli Lizard è in corso anche la riedizione dell’indimenticabile Topolino di Floyd Gottfredson.


Voto: 9

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