Voci sulla situazione interna della DC Comics.

Karen Berger ha lasciato qualche giorno fa il suo posto da Executive Editor della Vertigo in maniera non del tutto prevista e a quanto si dice nè in termini amichevoli nè in termini economicamente vantaggiosi per la DC (si parla di una cospicua buonuscita).

La dirigenza ha convocato immediatamente una serie di meeting che si sono svolti agli uffici centrali di Manhattan che sono ormai da anni anche il pomo della discordia.

Ma andiamo con ordine: fra Karen Berger e Dan Didio non è mai corso buon sangue, più in generale la transizione da DC Comics a DC Entertainment ha inasprito anche i rapporti fra la dirigenza Warner e la DC.

Alla Warner hanno giudicato negativo l’atteggiamento del brand Vertigo che analizzato dal punto di vista delle mere cifre è una risorsa in perdita. Gli unici introiti positivi sono le vendite dei tp inoltre quello che ha fatto traboccare il proverbiale vaso è stata l’analisi dei contratti stipulati sotto il nome Vertigo, contratti che non prevedevano, nel 90% dei casi, possibilità di sfruttamento e/o guadagno da parte della Warner nel caso in cui queste storie fossero state vendute al cinema o alla TV.

La Warner quindi ha preteso che la DC attuasse un maggior controllo sulla Vertigo e questo ha portato ad un progressivo allontanamento degli autori e ad un sempre minor numero di serie che ottenevano “luce verde” nonché un progressivo allontanamento di Karen Berger dalla “stanza di bottoni” sfociato poi nel suo abbandono.

Attualmente non si prevedono nè tagli al personale nè una chiusura del brand Vertigo.

Quello invece che si sta attuando è una ristrutturazione dell’apparato editoriale con una massiccia riorganizzazione degli editor.

Una delle notizie più importanti in questo senso è il ritorno di Eddie Berganza come editor delle testate supermaniane: agli albori dei New 52 infatti le testate dell’azzurrone furono divise fra 3 diversi editor.

Berganza tornerà ad occuparsi quindi di Superman, Action Comics, Man of Steel, Supergirl e Superboy; è lecito aspettarsi all’inizio del 2013 anche un cambio di team creativi per alcune di queste testate.

La Warner ha preteso un più rigido controllo qualitativo sulle storie ed una maggiore attenzione alle possibilità di sfruttamento dei personaggi e delle storie DC negli altri media.

In tal senso con Diane Nelson, che ufficiosamente è stata riconfermata a capo del gruppo DC Entertainment, la DC starebbe pensando di muovere definitivamente i suoi uffici da New York a Burbank (L.A.) ovvero sotto l’occhio vigile di Jim Lee e Geoff Johns entrambi residenti in California. A New York rimarrebbe l’archivio e un ufficio di rappresentanza.

Vige comunque il massimo riserbo su queste decisioni quindi fonti vicine alla DC parlano di cambiamenti massicci che verranno progressivamente annunciati.

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8 Commenti

  1. Alla Warner hanno giudicato negativo l’atteggiamento del brand Vertigo che analizzato dal punto di vista delle mere cifre è una risorsa in perdida. Gli unici introiti positivi sono le vendite dei tp inoltre quello che ha fatto traboccare il proverbiale vaso è stata l’analisi dei contratti stipulati sotto il nome Vertigo, contratti che non prevedevano, nel 90% dei casi, possibilità di sfruttamento e/o guadagno da parte della Warner nel caso in cui queste storie fossero state vendute al cinema o alla TV.

    Direi che questo paragrafo spiega esattamente come stanno le cose (non che non lo sapessimo) e mette la pietra tombale sulla Vertigo così come la conoscevamo. Da sempre i soldi facili e veloci vanno poco d’accordo con l’anticonformismo, la rottura degli schemi e la libertà autoriale. Credo che le storie adulte, mature, originali e non paracu*e dovremo cercarcele altrove… :-

  2. se pubblichi fumetti di nicchia (non scrivo politically uncorrect così stefano e l’accademia della crusca non se la prendono a male) sai bene che le vendite non raggiungeranno mai livelli eccelsi per cui non mi sembra che la warner stia scoprendo l’acqua calda;
    la mia triste considerazione sul caso è data dal fatto che spesso si tende a scambiare il popolare con il commerciale, e questo non è un bene per il fumetto come mezzo di espressione: purtroppo, anche come ricorda nimo, questo è quello che succede: la popolarità, soprattutto in america, va intesa come commercialità, per cui, se vuoi continuare a scrivere il tuo fumetto, allora mio caro autore, devi pensare con il senno di poi, devi domandarti se il tuo lavoro potrà essere sfruttato a fini commerciali che esulino dalla semplice editoria, solo allora, avrai la luce verde..
    e allora cara warner, cosa pretendi?? soprattutto da persone che hanno sempre fatto di tutto per differenziarsi, per scrivere STORIE memorabili??
    dove va a finire la creatività se tutto deve essere ricondotto sul piano economico?
    ne sono convinto e lo ribadisco: la nuova vertigo, ad oggi per me, è la image.

    • Ti straquto Goldroger se vuoi Storie a fumetti con la S maiuscola originali o politicamente scorrette devi rivolgerti ad altre etichette 1° su tutti Image ma non disdegno ne Avatar press ne Boom Studio ,qui si che c’è libertà di espressione,impegno e voglia di osare.

      Mi dispiace per la Warner ma sicuramente a lungo andare questa mentalità solo commerciale porta ad un ribassamento della qualità e alla perdita di lettori svegli che sono alla ricerca di belle storie ,non sempre disposti a seguire la massa di fan che si accontenta del solito minestrone di supereroi(vedi i NEW 52 della DC).

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