Dal proprio account Twitter Tito Faraci ha svelato alcune regole non scritte del mondo dei fumetti di Topolino, Diabolik e della Bonelli.

Nelle storie della Bonelli i flashback sono evidenziati da angoli arrotondati, in quelle di Diabolik il ritorno al passato è segnalato con bordi ondulati, mentre nelle storie Disney non sempre c’è un segno grafico a segnalare il cambiamento della dimensione temporale.

Questa è una delle chicche che Tito Faraci – il noto fumettista italiano autore, tra le altre cose, di storie Disney, Bonelli e di Diabolik – ha condiviso recentemente dal suo account Twitter, svelando diverse piccole curiosità del mondo del fumetto e dei personaggi con i quali si trova a lavorare. «Nelle storie di Topolino niente punto fermo. Solo puntini di sospensione, punto esclamativo, punto di domanda».

Curiosità linguistiche, dunque, come l’uso dell’espressione “insieme a” preferita nei fumetti Bonelli alla più corretta “insieme con”, che invece trova spazio nel settimanale Topolino. Ad unire Topolino, gli eroi della Bonelli e anche Diabolik, invece, il rifiuto del lei come allocutivo, al quale si preferisce il tu o il voi.

Ma il fumettista non si limita soltanto a segnalare le linee guida linguistiche: «Nelle storie di Diabolik non si possono usare elicotteri». Faraci sgombra poi il campo da numerosi falsi miti: «Non è vero che Tex non può fumare. Non è vero che Topolino non può maneggiare armi da fuoco. Non è vero che Diabolik è diventato più buono. Anzi, ultimamente è diventato più cattivo. E, sì, uccide a sangue freddo».

Il prolifico autore ha anche affrontato il tema della presenza della religione nei fumetti, constatando come il mondo di Diabolik e Topolino sia un mondo totalmente laico: «Nelle storie di Diabolik non esiste nessuna forma di religione. Non ci sono chiese, preti, cimiteri con croci. È un mondo laico, così come lo erano le sorelle Giussani. Le uniche forme di religione che, ogni tanto, appaiono sono presentate come superstizioni e credenze arcaiche o irrazionali. Anche in Topolino non si usa nessun riferimento a forme di religione. Topolinia e Paperopoli sono, in sostanza, città laiche».

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