Recensione La Lega degli Straordinari Gentlemen Secolo 1910 – Planeta DeAgostini

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    Autori: Alan Moore (testi), Kevin O’ Neill (disegni)
    Casa Editrice: Planeta De Agostini
    Provenienza: USA
    Prezzo: € 4,95


    Quando devo scrivere di Alan Moore ho serie difficoltà. E non solo perché si tratta di colui che è considerato il più importante autore di comics a livello mondiale; ma anche perché ogni sua opera è talmente complessa al punto che è impossibile analizzare gli innumerevoli spunti di riflessione che se ne possono ricavare, nell’arco di una breve recensione. Di conseguenza, sarebbe meglio fare un libro (come, peraltro, è accaduto, grazie a numerosi critici).

    Inoltre, è arduo, dopo Watchmen, forse l’opera fumettistica più rilevante in assoluto, almeno in ambito anglosassone, non definire capolavoro qualsiasi prodotto partorito dalla fervida immaginazione del Magus. A volte, a mio modesto parere, si è esagerato in questo senso: non che finora Alan abbia mai realizzato qualcosa di non valido; ma, chiaramente, non tutto ciò che ha creato è al livello di Watchmen o di V For Vendetta.

    Bisogna però dare atto a Moore che, dopo il successo planetario di Watchmen, che ha simboleggiato il culmine della tendenza revisionista dei super-eroi (da lui inaugurata con lo splendido Marvelman/Miracleman), ha avuto il coraggio di inoltrarsi in nuove strade narrative, meno facili e, forse, meno remunerative. Ne sono prova autentici gioielli come A Small Killing o Un Disturbo del Linguaggio. E, quando è tornato ai super-eroi, ha sempre dimostrato un’originalità nell’approccio che penso non possa essere negata da nessuno (esemplari i casi di Supreme o di Promethea).

    E tra i suoi fumetti più intriganti, c’è certamente The League of Extraordinary Gentleman. La premessa parte da un assunto geniale: i grandi personaggi della letteratura esistono veramente e, riunitisi in gruppo, vivono mirabolanti avventure, in una stupenda sintesi di realtà alternativa, science-fiction, narrativa speculativa e vicende storiche realmente avvenute, con una miriade di citazioni letterarie e non.

    La Lega degli Straordinari Gentlemen ha avuto diverse formazioni e Planeta De Agostini pubblica il primo volume di un nuovo capitolo della saga, proposto dalla Top Shelf, intitolato Secolo: 1910. Come è facile intuire, siamo agli inizi del Novecento e il gruppo è composto dalla bellissima Mina Murray, da Allan Quartermain Jr. (che ha sostituito il padre), dall’ermafrodito Orlando, da Anthony Raffles e da Karnacki. Ma non sono solo loro i characters coinvolti in questa story-line.

    Tutti i fans di Moore sono a conoscenza del profondo interesse che lo scrittore prova nei confronti della magia e dell’occultismo (lui stesso è un adepto della stregoneria, spesso in combutta con l’ex bassista dei Bauhaus, David Jay, ed entrambi hanno realizzato performances teatrali che sono sia spettacoli sia riti esoterici). E l’occultismo è fondamentale in questo fumetto. La Lega viene a sapere che una misteriosa setta ha deciso di concepire il cosiddetto Figlio della Luna e ha, naturalmente, pessime intenzioni nei confronti del genere umano.

    I riferimenti ad Aleister Crowley e alle ‘guerre magiche’, che si verificarono effettivamente tra Crowley e alcuni rivali nei primi del ventesimo secolo, sono onnipresenti. Lo stesso ‘Figlio della Luna’ è un concetto crowleyano e consiglio la lettura della più importante opera del mago, ‘Magick’, pubblicata da Astrolabio, e di ‘Fai Ciò Che Vuoi’ di Lawrence Sutin, biografia dell’occultista, edita da Castelvecchi, perché potrà certamente servire a comprendere gli accenni impliciti alla Thelema, la religione di Crowley, influenza principale del comic-book.

    Ma non mancano apparizioni di Sherlock Holmes, della figlia del Capitano Nemo, di assassini che potrebbero forse essere Jack lo Squartatore, nonché i rimandi al decadentismo, al romanticismo o alle simbologie massoniche. E sono solo alcuni degli elementi presenti in Secolo: 1910 e ci metterei un mese ad elencarne gli altri (sempre ammesso e non concesso che riesca ad identificarli tutti!).

    Per giunta, non bisogna perdere l’appendice in prosa, consistente in una serie di racconti (o in un unico, grande racconto formato da linee narrative ambientate in epoche disparate), scritta nel tipico stile della new wave fantascientifica inglese, e tra i personaggi coinvolti c’è Captain Universe, vecchissimo super-eroe britannico inventato da Mick Anglo, padre di Marvelman. Dulcis in fundo: gli appassionati di Bertold Brecht avranno pane per i loro denti, dal momento che Moore ha inserito testi dell’Opera da Tre Soldi musicata da Kurt Weill. L’unica nota stonata è rappresentata dai disegni di Kevin O’ Neill: non che quest’ultimo non abbia fatto un buon lavoro ma le prove precedenti erano forse migliori. In ogni caso, stiamo parlando di un fumetto di Alan Moore. Vi serve altro?


    Voto: 8

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