Proseguono le riedizioni a colori dei classici del manga da parte della casa editrice Fukkan.com.

Dopo le nuove edizioni di Cyborg 009 e Kamen Rider del sensei Shotaro Ishinomori e quella di Black Jack del “Dio dei Manga”, Fukkan.com ha in programma l’edizione kanzenban tutta a colori di un altro classico di Osamu Tezuka: Ribon no Kishi, opera nota nel nostro Paese come La Principessa Zaffiro e disponibile in tre volumi pubblicati da Hazard Edizioni.

L’opera, restaurata come le precedenti proposte, verrà presentata a fine Novembre nella sua versione originale originariamente serializzata su Shojo Club di Kodansha tra il 1953 e il 1956. Gli extra dell’edizione prevedono una galleria di illustrazioni, gli annunci preliminari, la riproduzione del gioco di carte ufficiale e le note dell’autore.
Inoltre le prenotazioni di questa edizione limitata saranno accompagnate da un supplemento di cartoline che riproduce quello messo in vendita nel 1995.

La trama, dal sito di Hazard:

La Principessa Zaffiro [Ribon no Kishi], amatissimo in Italia grazie all’omonima serie animata, chiaramente ispirato al teatro takarazuka, in cui anche i ruoli maschili sono interpretati da attrici.
La storia ruota intorno alla giovane Zaffiro, principessa del reame di Silverland, che possiede, per colpa di un angioletto dispettoso di nome Tink, sia un cuore maschile, sia uno femminile; le tradizioni di Silverland non consentono però a una donna di succedere al trono e il fatto che Zaffiro sia una ragazza viene tenuto segreto.
Le losche trame del Duca Duralmin faranno venir alla luce la verità proprio mentre Tink è sulla terra per riparare al danno compiuto. Zaffiro intanto, «travestita» da ragazza, incontra il principe del vicino reame di Goldland, Franz Charming, e se ne innamora…
A complicare ulteriormente le cose interviene la signora Hell (Mefistofele) che cerca di strappare a Zaffiro il cuore femminile per donarlo alla figlia Hekate.

Pubblicato a puntate sulla rivista «Shojo Club » tra il 1953 e il 1956 e in volume nel 1958, nel 1963 Ribbon no Kishi fu “rivisitato” da Tezuka che ne diede una nuova versione, completamente ridisegnata e in parte modificata nella trama, e pubblicata sempre su «Nakayoshi» fino al 1966.
Un’ulteriore rifacimento in sette puntate (scritto da Tezuka ma realizzato graficamente da artisti della Mushi Pro.) pubblicato nel 1967 da «Shojo Friend» per il lancio della serie animata di 52 episodi, trasmessa anche in Italia.

L’edizione Hazard, in tre volumi, riprende la versione del 1963, caraatterizzata da un più maturo stile grafico.

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