Red Dead Redemption 2 è stato un gioco così influente e di successo che ha portato il professore di storia Tore Olsson a utilizzarlo come “case study” per le proprie lezioni di storia presso l’Università del Tennessee. Il corso, chiamato “HIUS 383: Red Dead America” ha riscosso subito un certo successo e si focalizza proprio, tra le altre cose, sul periodo tra il 1899 e il 1911 della storia statunitense.

Il professore, pur spiegando che sono storicamente inaccurati, ha affermato che i giochi consentono di analizzare nel dettaglio alcuni specifici aspetti storici come il colonialismo, ma anche il razzismo. Il professor Olsson si è sentito ispirato da un articolo di un altro storico di nome Jonathan Stones che aveva studiato proprio Red Dead Redemption 2 e lo aveva portato come esempio storico.

Pur non possedendo il gioco o non avendolo giocato, molti studenti potranno quindi usufruire di questo corso di storia e calarsi maggiormente nelle spiegazioni.

Red Dead Redemption 2 – il successo di Rockstar

Avevamo recensito Red Dead Redemption 2 qui. Il gioco è uscito il 26 ottobre 2018 per PS4, Xbox One e più tardi anche per PC, più precisamente il 5 dicembre 2019. Fin da subito ha riscosso un grande successo di pubblico e critica. Dal punto di vista della trama esso si colloca alcuni anni prima del capitolo originale e narra la gesta di Arthur Morgan e la banda Van der Linde, in cui figura anche un giovane John Marston.

L’ambientazione presenta 5 stati fittizi degli Stati Uniti. Si tratta di New Hanover, Ambarino, Lemoyne, New Austin West Elizabeth (i cui ultimi due erano già apparsi nel primo capitolo). Il titolo è stato fin da subito considerato un capolavoro del genere e un esempio di come si costruisca un open world. Del resto, Rockstar è sempre stata nota per la cura maniacale infusa nei suoi giochi.

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