Brian M. Bendis ha monopolizzato l’attenzione dei lettori, degli appassionati e degli insider sin da quando compì il grande salto nel 2018 passando dalla Marvel alla DC.

Dopo quasi due decenni come demiurgo dell’Universo Marvel, The Great One era passato alla DC in una mossa che sensazionalisticamente era stata associata al passaggio del Re Jack Kirby fatto da Marvel a DC negli anni ’70.

Le circostanze tuttavia erano ben diverse così come le motivazioni dietro il clamoroso passaggio inoltre nelle ultime settimana emerge la voce secondo cui la nuova dirigenza DC avrebbe sciolto l’oneroso contratto di esclusiva che legava lo scrittore alla casa editrice.

Brian M. Bendis non lavora più in esclusiva per DC

Brian M. Bendis – i retroscena dietro il passaggio in DC

Il passaggio di Brian M. Bendis fu accompagnato, da quanto si vociferava, da un oneroso contratto di esclusiva che superava quello precedentemente stipulato dallo scrittore con la Marvel.

Scelta contradditoria per molti insider dato che The Great One non riusciva più a catalizzare l’attenzione di critica e pubblica già da qualche tempo (vedasi lo scarso riscontro di uno dei suoi ultimi in Marvel ovvero Iron Man). La situazione era poi precipitata con la Casa delle Idee a causa della diversità di vedute su come rappresentare la diversità negli albi (che portò a rinominare Ultime Spider-man in Miles Morales: Spider-man) e soprattutto a causa della sua completa estromissione sia sul versante cinematografico/televisivo che dell’animazione da parte dei Marvel Studios.

DC lo aveva quindi attirato con la promessa di lavorare in questi campi al fianco di Geoff Johns, possibilità sfumata quando Johns stesso si è sfilato dal ruolo.

Bendis inoltre pose come condizione necessaria e imprescindibile per il suo arrivo in DC di lavorare su Superman costringendo l’allora publisher Dan DiDio ad estromettere il fortunato team creativo composto da Patrick Gleason e Peter J. Tomasi non senza polemiche.

Dopo circa due anni di gestione totale della testate supermaniane però l’apporto in termini di vendite e soprattutto di critica è stato impalpabile. L’idea era quella di portare Superman e Action Comics ai livelli delle ammiraglie Batman e Detective Comics ma il risultato è stato un ritorno alle cifre pre-Rebirth per le due testate.

Pur avendo portato una infornata di talenti che si sono affacciati per la prima volta in carriera in DC (Matt Fraction, Chip Zdarsky, Kelly Sue DeConnick, Alex Maleev, David Mack, David F. Walker) pochi avrebbero intenzione di proseguire l’avventura nell’era Infinite Frontier.

Infine la sua linea Wonder Comics, con il rilancio di Young Justice e la creazione di nuovi personaggio, non ha performato come sperato al pari della New Age of Heroes. Al netto dello sfruttamento in altri media del personaggio di Naomi co-creato con David F. Walker. Così come quella “matura” Jinx.

Brian M. Bendis non lavora più in esclusiva per DC

La nuova dirigenza DC avrebbe quindi cancellato tutti i piani e respinto tutte le richieste di Brian M. Bendis che prevedevano fra l’altro un rilancio di alcune testate in seno all’evento Event Leviathan fra cui Freccia Verde e l’approdo su una non meglio specificata testata batmaniana.

In cambio sono state offerte allo scrittore le redini di Justice League, come già riportatovi, in cui far confluire parte delle trame che aveva precedentemente proposto – vedasi la presenza di Freccia Verde e Naomi. La sua gestione tuttavia potrebbe essere molto breve qualora le vendite non la supportassero.

Tuttavia pare che The Great One abbia dovuto rinegoziare il suo contratto al ribasso “perdendo” l’esclusività con DC.

Nei prossimi mesi è probabile quindi che Brian M. Bendis riproponga le sue serie creator-owned dell’etichetta Jinx in altri lidi oltre a nuovi progetti. Si parla di Dark Horse, Boom! Studios e AWA.

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