Marvel Omnibus – The Amazing Spider-Man di David Michelinie & Todd McFarlane – Recensione

11
Arriva l’edizione Omnibus di un classico moderno della Marvel! Scoprite le leggendarie storie dell’Uomo Ragno scritte da David Michelinie e disegnate dal rivoluzionario Todd McFarlane in un volume di quasi novecento pagine!

Marvel Omnibus – The Amazing Spider-Man di David Michelinie & Todd McFarlane

Autori: David Michelinie (testi), Todd McFarlane (disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Provenienza: USA

Genere: Supereroi

Prezzo: € 59,00, 18 x 28, pp. 856, col.

Data di pubblicazione: luglio 2012

 

 


Sin dal suo esordio la serie dell’Uomo Ragno fu caratterizzata da svariati elementi narrativi. Si trattava di un fumetto supereroico ma non mancavano influssi hard-boiled, noir e mystery e Stan Lee e Steve Ditko non ignorarono tali aspetti (basti pensare agli scontri con il terribile Goblin e con personaggi come il Grand’Uomo e il Signore del Crimine). Tuttavia, Peter Parker era dotato, persino nei momenti più drammatici, di uno spiccato senso dell’umorismo che influenzava le story-line. Di conseguenza, tanti episodi di Amazing Spider-Man erano ricchi di pathos e di tensione e nello stesso tempo divertenti.

Nel corso dei decenni, gli autori che si occuparono di Spidey enfatizzarono spesso uno di questi due dettagli. Se c’erano sceneggiatori che privilegiavano la comicità, altri, come Gerry Conway nei seventies e Peter David e J.M. De Matteis negli eighties, predilessero l’aspetto cupo e opprimente delle vicende ragnesche, realizzando storie considerate classici del fumetto statunitense. E il lato dark dell’Uomo Ragno raggiunse il culmine proprio con gli sceneggiatori citati in un periodo in cui il fumetto americano era contrassegnato dalla cosiddetta tendenza ‘morte e disperazione’, simboleggiata dagli X-Men di Chris Claremont.

Ma nei primi anni novanta giunse al timone di Amazing Spider-Man, la testata principale del Ragno, David Michelinie che comunque aveva avuto modo di occuparsi del Tessiragnatele in precedenza. Lo scrittore era conosciuto per la serie di Iron Man e in quel caso le tragedie non erano mancate, specialmente nella storica sequenza dell’alcolismo di Tony Stark. Si era messo in luce pure alla DC con Aquaman, descrivendo lutti e disgrazie che avevano sconvolto i fan di Arthur Curry. Perciò, tutti si aspettarono storie dell’Uomo Ragno dalle atmosfere simili.

Spiazzando i lettori, invece, Michelinie delineò story-lines divertenti e godibili, con dialoghi ironici e leggeri; malgrado non mancassero, naturalmente, momenti problematici, lo Spidey di Michelinie era un eroe allegro, sicuro di sé, felicemente sposato con la splendida Mary Jane, all’epoca attrice di soap opera, e nel complesso se la passava bene. Certo, fu Michelinie a introdurre il mostruoso Venom che si rivelò un villain temibile al pari di Goblin o dello Sciacallo. E utilizzò l’infido e psicopatico Jonathan Caesar che provocò preoccupanti grattacapi alla stupenda moglie del signor Parker. Ma, ripeto, in linea generale The Amazing Spider-Man divenne un comic-book scanzonato.

Nessuno, però, avrebbe potuto prevedere che questi episodi, pur di buona fattura ma comunque non innovativi dal punto di vista testuale, sarebbero entrati nella storia dei comics. E ciò avvenne grazie agli incredibili disegni di Todd McFarlane.
Il futuro fondatore (insieme ad altri artisti) della Image e creatore di Spawn, all’epoca aveva illustrato alcuni numeri di Batman e di Infinity Inc. e alla Marvel si era fatto notare con una run di Incredible Hulk. Il tratto di McFarlane rompeva con la tradizione della Casa delle Idee e le sue interpretazioni visive dei personaggi non lasciavano indifferente nessuno (pensiamo al suo Hulk grigio che assomigliava a una immensa massa di cemento).

Quando giunse sulla serie del Ragno, nel giro di un paio di mesi rivoluzionò radicalmente l’aspetto grafico del mensile. Spidey, fondamentalmente, era legato ai canoni di John Romita Sr. Todd, invece, concepì un eroe dalle pose contorte, anatomicamente impossibili ma suggestive, che rimandavano alla postura di un aracnide. La ragnatela, che fino a quel momento sembrava una rete da pesca, si trasformò in una serie di fili intrecciati a mo’ di spaghetti. Nella sua identità civile, Peter aveva un aspetto cartoonesco e Mary Jane possedeva una fisicità prorompente mai vista prima.

La rivoluzione grafica non risparmiò nemmeno i villains: Lizard, per esempio, assomigliava a una vera e propria lucertola e non a un essere umano; Magneto era sgraziato; la deliziosa Gatta Nera pareva uscita da un cartone animato della Warner Bros. Per non parlare poi del ributtante e sbavante Venom. Anzi, si può affermare che costui ottenne successo grazie allo sconvolgente look ideato da McFarlane. Ogni tavola, inoltre, presentava un’invenzione o una costruzione particolare e, con un tipico vezzo d’autore, Todd inserì sovente il gatto Felix a mo’ di firma. Bisognerebbe inoltre analizzare i geniali giochi d’ombra, le prospettive inusuali e gli sfondi urbani tipicamente gotici. Insomma, l’arte di Todd trasformò una manciata di storie in fondo convenzionali in autentici gioielli pop, al punto che le vendite di Amazing Spider-Man, già di per sé elevate, raggiunsero livelli impensabili (spingendo poi la Marvel a varare il mensile Spider-Man e affidandolo a Todd che si occupò anche dei testi).

Questo materiale è disponibile in un volume Omnibus. Potrete così scoprire (o riscoprire) un momento cruciale non solo della storia della Marvel e del suo personaggio di punta ma del fumetto a stelle e strisce. Secondo molti, infatti, furono queste storie, insieme a quelle degli X-Men disegnate da Jim Lee e della X-Force realizzate da Rob Liefield, a dare il via ufficialmente ai comics degli anni novanta e a uno stile che nel bene e nel male è stato significativo.

L’edizione Panini Comics è valida sia dal punto di vista della cura editoriale che da quello della qualità di stampa e, malgrado il prezzo non alla portata di tutte le tasche, va tenuta d’occhio.


Voto: 8

telegra_promo_mangaforever_2

11 Commenti

  1. In realtà la ragnatela a spaghetti – per stessa ammissione del Toddster – è una creazione di Michael Golden.
    Nella stessa intervista, McF spiega che gli occhioni del suo Spidey erano la sua idea di come li disegnava Ditko. Si è accorto poi – recuperati i primi numeri di Spider-man – che Ditko non li disegnava così grandi.
    In altri termini, il suo Ragno è come vedeva il personaggio da bambino.
    Una cosa del genere è successa a Joe R. Lansdale – il famoso pulp writer – ha scritto un paio di mini con il cacciatore di taglie Jonah Hex per le matite di Tim Truman – che ricordava un pistolero infilato in vicende horror e weird ed in quella direzione si è mosso. Ha avuto occasione poi di rileggere le storie di Albano e Dezuniga e si è reso conto che si trattava di vicende con una atmosfera di western tradizionale.

  2. non era meglio fare un omnibus con lo spider man di Mcfarlane? si ok, il suo amazing era bello, ma lo spider man era super, ai tempi avevano aperto una testata perchè c’era lui, se no spidey sarebbe rimasto con 4 testate e basta! provate a cercare in internet qualche immagine di torment, maschere o percezioni.
    inoltre, perchè non consigliate nelle recensioni che a volte è meglio prendere gli spillati rispetto gli omnibus, almeno a livello economico (tralasciamo le solite polemiche che gli omnibus pesano, sono scomodi da leggere ecc)? i numeri dall’89 al 115 (che se non erro è il periodo mc farlane, poi arriva larsen -altro figo dell’epoca-) sono più economici di un omnibus. e sono anche facili da trovare!

  3. Non vedo l’ora che esca, e con queste premesse sarà mio sicuramente…sì ma quando?
    Per l’appunto, ho una domanda:
    Quando ho chiesto alla Panini se avessero intenzione di fare la furbata di presentarlo in esclusiva a Lucca, dopo che il mese stabilito per l’uscita era (ed è ancora, ahimè) luglio, mi sono sentito rispondere che il volume ha subito dei ritardi nella stampa e mi è stato detto di “non fare dietrologie”.
    Bene, ma…la copia che avete usato per fare questa bellissima recensione da dove salta fuori?
    Spero di non essere stato troppo polemico (e se lo fossi stato, fidatevi, non volevo esserlo con voi, ma piuttosto con la Panini), è solo che vorrei un tantino più di chiarezza, tanto per cambiare!
    Ciao!

  4. mio caro omonimo, hai fatto la scelta giusta! molte volte questi omnibus sono un po’ una fregatura perchè costano molto e non sono proprio cosi “completi”.
    devo ancora capire come fa la gente a permettersi i 2 che riguarderanno il thor di simmonson. costa meno recuperare (a memoria) silver surfer (play press) 1÷13 e thor (play press) 1÷30. e in mezzo ti trovi cose carine come la mini di rocket raccoon scritta da bill mantlo

  5. D’accordissimo con te!
    Gli Omnibus Panini sono indubbiamente belli, ma
    A: costano veramente troppo
    B: sono in perenne ritardo

    Per quanto mi riguarda, acquisterò solo la ristampa dell’omnibus di Uncanny X-Men Vol.1 di Claremont, visto che ho a casa il due che aspetta di essere letto…
    La mia scelta per lo Spiderman di McFarlane è stata dettata da una questione di insofferenza verso i continui slittamenti del malloppone Panini, il costo più contenuto, e se vogliamo, anche dalla carta porosa (un feticismo tutto personale: mi ricorda quando ero piccolo e quelle storie uscivano su quel tipo di carta)!

    • Ma quanto pesa mediamente un omnibus? Cioè..lo so che non è questo lo spazio adatto. Ma mi sono sempre rifiutato di comprare un omnibus poichè 1)è troppo ingonbrante e (presumo) pesante per essere portato in giro nel mio zainetto insieme ad altri documenti.Ma non potevano farlo a volumi?..ma io non so, preferisco spendere 15 euro in + ma averlo in fascicoli. 2)le dimensioni delle pagine (altezza e larghezza) sono le stesse dei volumi “supereroi le grandi saghe” o più piccole? mi sembra di leggere di si dalla recenzione.. oppure intenrnaente le pagine sono + piccole rispetto alla foderina? Purtroppo questo problema mi si ripresenta con costanza anche nell’ aquisto dell’ omnibus di Cap di Bru. Mi viene da piangere …

  6. Davide hai fatto sicuramente bene a recupare la serie marvel oro ma sappi che non contiene lo stesso ciclo di storie presentate nell’omnibus, o meglio ne contiene solo alcune. Al contrario 3 0 4 dei volumi marvel oro contengono i primi numeri della serie Peter Parker: Spiderman scritta e disegnata da Todd (stupenda a mio avviso)che al più presto provvederò a trovare in qualche fumetteria

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui