Ai tempi in cui il Game Boy originale è stato messo in commercio, Nintendo e altre società hanno realizzato moltissimi accessori compatibili con queste console: da una fotocamera a una stampante a vari impianti di illuminazione per aiutare gli utenti a giocare al buio. Era davvero l’epoca delle periferiche create per le console di gioco che alla fine si sarebbero trasformati nell’enorme industria che è oggi il mercato videoludico.

Ebbene, una delle periferiche più bizzarre, di cui molte persone non hanno mai sentito parlare, era il WorkBoy. Si tratta essenzialmente di una piccola tastiera che si può collegare al Game Boy per trasformarlo in uno dei primi dispositivi PDA (Personal Digital Assistant) o, se preferite, in un palmare. Come potreste immaginare, però, dal momento che la maggior parte delle persone non utilizzava il Game Boy per quel genere di cose, non si è venduto bene e alla fine il WorkBoy è caduto nel dimenticatoio. Dategli uno sguardo nell’immagine qui in basso:

Game Boy

Trattandosi di un oggetto molto raro, trovarne uno è una sfida per qualsiasi collezionista, a maggior ragione se si vuole trovarne uno ancora funzionante, ma lo storico del gioco Liam Robertson è riuscito a farcela. Robertson decise che ne avrebbe scovato uno e che avrebbe fatto una sorta di revisione del dispositivo, ma stata rischiando di rimanere a mani vuote come molti altri. Fino a quando non è entrato in contatto con Frank Ballouz, una delle persone che ha supervisionato la produzione di WorkBoy nel lontano 1992. Secondo il video che vedete qui di seguito, pubblicato su YouTube da Did You Know Gaming, Ballouz aveva ancora un WorkBoy (un prototipo) in suo possesso, che ha spedito a Robertson. Goditevi il video qui sotto mentre ripercorriamo insieme un pezzo importantissimo di storia dei videogiochi di cui pochi erano a conoscenza.

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