La Casa nella Prateria: in arrivo un reboot?

Pubblicato il 19 Dicembre 2020 alle 10:45

Paramount TV Studios e Anonymous Content, gli studi che hanno realizzato 13 per Netflix e In difesa di Jacob per Apple, stanno per riportare in vita La Casa nella Prateria dopo 35 anni di assenza. La serie TV, basata su una collana di romanzi scritti da Laura Ingalls Wilder tra il 1932 e il 1943 (un manoscritto non pubblicato e incompiuto è stato scoperto e pubblicato postumo negli anni ’70). Il suo adattamento televisivo, i cui protagonisti principali erano Michael Landon e Melissa Gilbert, è andato in onda dal 1974 al 1984, con più di 200 episodi e quattro film speciali, diventando così una delle serie più amate del suo tempo.

Di recente, Trip Friendly – il figlio di Ed Friendly, il dirigente televisivo che per primo ha concesso in licenza i diritti alla famiglia Wilder – ha detto a EW che c’era interesse a riportare il mondo della Casa nella Prateria sullo schermo, e che era qualcosa a cui stava lavorando. Ora, sembra che sia un passo più vicino all’essere una realtà, poiché The Hollywood Reporter afferma che un reboot è più che solo speculativo.

La serie originale era basata sui libri di Wilder, che a loro volta erano una versione romanzata delle sue stesse esperienze di vita a fine del 1800. La ABC ha realizzato una miniserie nel 2005 che ha seguito la trama dei libri molto più da vicino, ma è riuscita ad adattarne solo due, e un seguito non è mai stato realizzato.

La morte di Wilder nel 1957 non segnò la fine della saga familiare; sua figlia Rose Wilder Lane ha scritto alcuni libri che erano resoconti romanzati delle sue stesse esperienze, e sebbene non siano neanche lontanamente amati come quelli di sua madre, sono stati ristampati più o meno costantemente da quando sono stati pubblicati. Nessuno scrittore è ancora collegato al reboot, che sarà prodotto da Joy Gorman e Dana Fox.

Quasi tutti i set della serie originale La Casa nella Prateria sono stati distrutti. Un’eccezione? La fattoria della famiglia Ingalls, che è stata smontata e conservata altrove dall’attore Stan Ivar, che ancora la possiede. Potrebbe essere forse riutilizzato per una futura rinascita? Probabilmente no, ma Ivar ha cercato di donarlo al Laura Ingalls Wilder Museum, ma gli è sttao impedito da Ed Friendly. Il figlio di Friendly, che non aveva idea di tutto ciò, ha recentemente dichiarato a Entertainment Weekly di sostenere una tale donazione, se fosse ancora possibile.

Ha anche affermato che i tempi difficili che gli americani devono affrontare durante la pandemia da COVID-19 potrebbero essere parte di ciò che sta spingendo a far rivivere la serie proprio ora.

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