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Sin dalla sua nascita Franklin Richards è stato uno dei mutanti più potenti dell’Universo Marvel. Pur essendo molto giovane, i suoi poteri sono vicinissimi a quella di una divinità grazie alle sue straordinarie capacità cosmiche che gli consentono di piegare la realtà secondo il suo volere. Quando Franklin era ancora un bambino, le sue spaventose capacità furono soppresse da suo padre perché troppo potenti.

Nonostante ciò, negli anni a seguire i suoi poteri sono venuti allo scoperto. Ha creato universi da zero, e durante Secret Wars ha ricreato il multiverso insieme a Molecola. Ancor più recentemente, quando i suoi poteri hanno cominciato a esaurirsi, è diventato un personaggio ancora più interessante per la nazione mutante di Krakoa.

La serie X-Men/Fantastic Four di Chip Zdarsky ha esplorato questo aspetto del suo arco narrativo. Zdarsky ha indagato sulla reale natura di Franklin Richards, da sempre considerato come un mutante di livello omega. Ma nella serie regolare dei Fantastici Quattro scritta da Dan Slott, tutto quello che era stato costruito dalla mini-serie di Chip Zdarsky, è stato smontato facilmente da un dialogo. Scopriamo insieme cosa è accaduto.

La storia di Franklin Richards

Franklin Richards

La mini-serie crossover X-Men/Fantastic Four si è conclusa lasciando Franklin come un mutante espatriato che continuerà a vivere con la sua famiglia, ma visitando prontamente Krakoa e gli altri mutanti. Zdarsky ha espressamente scritto la storia come un’analogia all’esperienza omosessuale o trans, dicendo che era come un “ragazzino gay cresciuto da genitori sinistri e molto per bene che diranno sempre di capire ma non capiscono mai al 100% quindi accade che questi ragazzi devono trovare la loro comunità altrove “.

Lo sceneggiatore Chip Zdarsky ha anche parlato di aver raccolto le rivelazioni di Dan Slott che scrive la serie regolare dei Fantastici Quattro. I Richards avevano impiantato dei chip sui loro figli per tenerne sempre traccia. Dan Slott ha anche rivelato che Reed aveva usato il chip per mascherare l’identità mutante di Franklin Richard da Krakoa.

Dana Kinney del noto sito web “Women Write About Comics” ha definito il fumetto di Chip Zdarsky come una storia su un segreto e la complessità delle famiglie con buone intenzioni, ponendo domande piccole ma complesse, “come può una famiglia che ama i propri figli ferirli?” La serie offre una risposta semplice ma sfumata: rifiutando di accettare chi è tuo figlio e cercando di costringerlo a essere qualcos’altro. Una delle tante difficoltà che i lettori omosessuali e trans sperimentano per tutta la vita.

Stephanie Burt del sito “Xavier Files” scrive

Franklin è preoccupato per la perdita dei poteri. Questo è richiesto dal punto di vista narrativo perché lo scrittore ha bisogno di una ragione non terribile per portarlo a Krakoa ora, piuttosto che aspettare fino a quando compie 18 anni. La perdita di poteri non ha senso con gli ebrei come mutanti, non sei meno ebreo quando compi 18 anni. Ma ha molto senso con i mutanti se sono visti come bambini trans, dal momento che i genitori non consentono interventi chirurgici per i bambini trans che richiedono queste cose. Sono genitori che vogliono che quei bambini “crescano” per essere “normali”… e così possono fare un danno irreversibile.

Inoltre, vale la pena ricordare che sull’Isola di Krakoa vivono molti mutanti senza poteri, in quanto li hanno persi a causa degli eventi di House of M. Tuttavia, molti di essi hanno ripristinato i poteri direttamente o attraverso la rigenerazione, resa possibile dalle speciali abilità dell’isola senziente.

Tuttavia, nonostante quello che è accaduto in X-Men/Fantastic Four, sulle pagine di Fantastic Four, un dispiaciuto Charles Xavier ha rivelato a Franklin che non è mai stato un mutante, era solo una bugia.

Franklin Richards non è mai stato un mutante

Franklin Richards
Il Professor X contatta Franklin dicendogli che non è un mutante. Fantastic Four #26 Dan Slott, R.B Silva

 

Charles ha informato Franklin con un messaggio mentale comunicandogli la “brutta notizia”. Nonostante la serie X-Men/Fantastic Four abbia ripetutamente confermato il suo status di mutante e volesse che Franklin si unisse a loro.

Questo in realtà significa che quando, nel #26 di Fantastic Four, Franklin Richards scopre dal Professor Xavier di non essere mai stato un mutante, veniamo a sapere che era tutta un’illusione causata dagli stessi poteri cosmici che hanno dato i poteri al resto dei Fantastici Quattro. Per cui non era più benvenuto sull’Isola di Krakoa. Questo ha lasciato i lettori abbastanza scossi.

Franklin ha usato i suoi poteri per far credere agli altri che fosse un mutante, ma non lo è mai stato. In merito a questo, Dan Slott ha scritto su Twitter:

“I fumetti Marvel sono una narrazione serializzata a capitoli. Ogni numero è un capitolo di una storia in corso. La storia è in continua evoluzione e costruzione. Se i personaggi continuano a stare su un terreno solido le cose diventano prevedibili. ‘Che cosa è successo ?!’ Questo è ciò che spinge i lettori a vedere ‘Cosa succederà dopo ?!'”

Nell’episodio a lui dedicato nella docuserie Marvel 616, Dan Slott sembrava anche apprezzare l’acidità che ha ricevuto per aver ucciso Peter Parker quando sapevamo tutti che in realtà si trattava di un aspetto temporaneo di una storia molto più ampia. Ha proseguito dicendo:

“Vieni da me sui social media e mi screditi come persona perché sei pazzo di un fumetto? È un ottimo modo per essere bloccato. Forse faresti meglio a calmarti e fingi di voler iniziare una conversazione seria con un altro essere umano. Sarebbe un buon inizio.”

Tuttavia, la risposta di questa allegoria trans potrebbe averlo spaventato e ha portato lo scrittore a tornare sui suoi passi, cancellando quello che era stato fatto con l’arco narrativo di Franklin Richards.

“La metafora degli X-Men è complessa perché la metafora significa tante cose diverse per così tanti gruppi differenti di persone. Per alcuni è la razza o la cultura. Per alcuni è l’identità sessuale. Per altri è solo un senso generale di sentirsi diversi da tutti gli altri… il modo in cui l’ho visto per Franklin è che essere un mutante gli stava dando un senso di comunità al di fuori della sua famiglia, qualcosa che era speciale e solo suo che nessuno degli altri Richards aveva. E ora, attraverso scelta di cui non è consapevole, è qualcosa che ha perso.

 

Abbiamo parlato con l’X-Office del linguaggio specifico della pagina e della situazione, e che ci crediate o no il dialogo che c’è stato era avere un compromesso su cui tutti potevamo essere d’accordo. Ci sono state riflessioni, ma come si evince dalle vostre risposte e da quelle di altri avremmo potuto fare molto meglio. E posso promettervi che ci sforzeremo di fare meglio in futuro.”

A seguire Dan Slott si è scusato:

Per favore, e lo dico sinceramente, capisco perché molte persone sono ferite e sconvolte da quella sequenza. Non era mia intenzione. E sto ascoltando e prendendo a cuore la situazione perché questa è una fonte di dolore per molte persone, e farò uno sforzo migliore per tenere conto di queste preoccupazioni personali molto reali in futuro… mi rendo conto che quello che ho scritto e come l’ho scritto è stato un errore. Mi rendo conto che le persone lo hanno letto, ne sono rimaste giustamente ferite, e per questo mi sono scusato il giorno in cui la storia è uscita e continuerò a scusarmi per questo e cercherò di fare meglio in futuro “.

A questo punto molti si stanno chiedendo cosa accadrà nel #27 di Fantastic Four scritto sempre da Dan Slott. Voi cosa ne pensate?

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1 commento

  1. Che i fan sono un cancro.

    Ma fruire di un racconto è prenderlo per com’è, è tanto difficile?
    Se una storia “molto lunga” non vi piace più, leggete (nel caso dei fumetti) qualcos’altro e non scassate i maroni agli autori: è la *loro* storia, non la vostra.

    Al massimo, scrivetevi una fanfiction.

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