Per molto tempo, durante la sua carriera da supereroe, Spider-Man ha guadagnato profitto tramite un lavoro in realtà contro la legge.

Spider-Man

Il lavoro di Peter

Peter Parker prende certamente sul serio il proprio lavoro da Spider-Man, sebbene, per quanto eroico sia salvare vite, dondolarsi per le strade di Manhattan e combattere i cattivi, non porta certamente profitto. Per questo, tempo addietro, durante l’ideazione del personaggio, Steve Ditko e Stan Lee, inventarono che, per sostenersi, Peter Parker doveva scattare foto di sé stesso da vendere al Daily Bugle, il famoso giornale diretto da Jonah Jameson.

Se scattare foto per l’editor del Bugle J. Jonah Jameson è stato il lavoro più redditizio di (specialmente nei suoi anni più giovani), la legalità del lavoro stesso è stata messa in discussione proprio nel momento in cui Jameson è venuto a conoscenza della vera identità di Spidey.

Superhuman Registration Act

Durante il Civil War di Mark Millar, a causa del Superhuman Registration Act, un decreto legislativo statunitense che chiedeva a tutti i supereroi di cedere la propria identità al governo, l’universo Marvel venne spaccato a metà, tra personaggi che erano a favore della registrazione, e altri che invece non condividevano appieno le condizioni richieste dal governo.

Tuttavia una delle più grandi rivelazioni della serie fu la costituzione di Spider-Man, che dunque rivelò la propria identità al pubblico, tra cui anche JJJ, il primo anti-spidey di New York. Il momento segnò una svolta per i fumetti di Marvel Comics, considerati tutti i grandi sforzi compiuti da Peter negli anni per nascondere la propria identità, al fine di proteggere i suoi cari.

JJJ e la causa legale contro Spider-Man

L’immenso odio di Jameson per Spider-Man è sempre stato in netto contrasto con il suo tanto riluttante affetto e rispetto per Peter Parker. Sapere che proprio lui si celava dietro quella maschera che odiava così tanto si tradusse nel tradimento finale per Jameson.

JJJ confessò di aver considerato Parker come un figlio e di aver comprato delle sue foto anche quando non erano così belle, per assicurarsi che Peter potesse cavarsela. Ammise poi che se Spider-Man era sempre stato la sua spina nel fianco, Peter era l’unico che davvero aveva ferito il capo redattore. Ecco perché Jameson di conseguenza intentò una massiccia causa legale contro l’uomo ragno.

Sebbene Spider-Man in quel momento venne protetto dal governo degli Stati Uniti e non si trovò costretto a dover risarcire il Daily Bugle per un totale di cinque milioni di dollari, quelli richiesti da JJJ, la causa legale trovava delle solide fondamenta nell’attuale legislazione statunitense.

Spider-Man

Il lavoro di Peter è effettivamente illegale

Peter che vende foto di sé stesso sostenendo il contrario (ovvero che lui non sia Spider-Man) è tecnicamente una falsa dichiarazione della verità e fraudolenta.

Non c’è dubbio che Jameson, in un’azione legale, avrebbe avuto la legge dalla sua parte se l’identità di Peter fosse stata rivelata in qualsiasi altro momento e in circostanze diverse che non costringessero il governo a schierarsi con Spider-Man. Accettando di smascherarsi e registrarsi, a Spider-Man è stata infatti concessa l’amnistia per qualsiasi azione intrapresa per proteggere la sua identità segreta, il che ha sostanzialmente annullato qualsiasi ricorso legale che Jameson avrebbe potuto intraprendere.

La relazione tra Peter Parker e JJJ non è stata da quel momento in poi una delle più rosee, sebbene neanche prima lo fosse. Dopo l’annullamento dei fatti accaduti in Civil War, Spider-Man ebbe l’occasione di rivelare a Jameson la sua vera identità, in maniera più personale. Il direttore del Bugle non la prese bene neanche in allora, ma si dimostrò più apprensivo e da quell’istante iniziò a supportare le azioni di Spidey come mai aveva fatto.

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