Chris Claremont, leggendario scrittore degli X-Men, ha recentemente tenuto una lunga sessione di Q&A su Reddit rispondendo a diverse domande dei fan.

Uno dei dettagli più interessanti emersi è legato all’importanza che ha giocato saper realizzare albi singoli leggibili a sé nell’economia di una gestione lunghissima come quella degli X-Men.

Chris Claremont – serialità vs albi singoli

Il leggendario autore ha esordito dicendo spesso si traccia una direzione ma il disegnatore influisce molto così come i personaggi che, magari pensati come semplici comprimari, diventando più interessanti man mano che la sceneggiatura prende forma necessitando di approfondimento.

Claremont cita il leggendario Archie Goodwin dicendo che dopo un pessimo albo ci sono trenta giorni di tempo per correggere tutto. È la caratteristica intrinseca del medium fumetto.

È chiaro che c’è una serialità di fondo ma questo non significa che in corsa non si possano apportare modifiche anche radicali. Lo scrittore chiama in causa un altro gigante, Stan Lee.

Per Stan Lee, dice Claremont, tutto ruotava intorno all’inizio, allo sviluppo e alla conclusione di un albo singolo: l’albo doveva mantenere una sua coerenza, essere leggibile a sé, ma questo di certo non pregiudicava la crescita e lo sviluppo dei personaggi.

Questo approccio era necessario perché il lettore poteva non trovare in edicola l’albo successivo. Questo non pregiudicava però il fatto che nelle ultime pagine si dovesse spingere il lettore alla ricerca della prossima uscita.

Chris Claremont

Chris Claremont – fumetti di oggi vs fumetti di ieri

Chris Claremont è molto franco riguardo l’evoluzione dell’industria del fumetto. In passato si scriveva tenendo bene in mente, sempre, che quello poteva essere il primo fumetto per chiunque.

Oggi invece, dice l’autore, le case editrici partono già dall’idea che non esistono più “nuovi lettori” o non ne esistono abbastanza da scrivere storie fruibili più in questa maniera che invece come una lunga, e infinita, concatenazione di eventi.

L’esempio di Marvel Team-Up #100

Lo scrittore fa un esempio concreto citando Marvel Team-Up #100 in cui viene introdotta Karma. Le prime 5 pagine vengono spese mostrando mostrando cosa possono fare i suoi poteri, non ha mai incontrato Spider-man ma scopre cosa può fare anche grazie all’inventiva del disegnatore.

Leggendo Team-Up o Amazing Spider-man sappiamo già tutte quelle cose ma con quelle pagine abbiamo subito stabilito chi sia il nuovo personaggio. Non bisogna mai dare nulla per scontato e questo è il modo più semplice per approcciarsi all’idea che se oggi ho venduto 100 copie, l’obbiettivo è vederne 110 il prossimo mese.

Chris Claremont - Team Up #100

La scala

Claremont è chiarissimo si tratta di costruire una scala. Ogni singolo albo è un piolo che facilità in primis i lettori poi i creatori e infine la casa editrice. L’obbiettivo è avere quanti più lettori possibile, con un ricambio costante, ed il successo è insito in questo processo.

Un personaggio non si porrà mai all’attenzione del pubblico se non vende e viceversa. Questo semplice principio è stato usato dai Marvel Studios per il Marvel Cinematic Universe ed ha funzionato.

Peccato, dice lo scrittore, che le case editrici non abbiamo più la stessa fiducia nel medium fumetto preferendo ingraziarsi i lettori esistenti che si sta assottigliando e questo anche a causa dei continui rilanci, degli eventi, delle morti e resurrezioni e delle copertine variant.

Cosa ne pensate? Anche voi auspicate un ritorno di albi più auto contenuti?

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