diego armando maradona

E’ morto all’età di 60 anni (compiuti il 30 ottobre) Diego Armando Maradona.

Lo ha annunciato online il quotidiano Clarin. Soprannominato El Pibe de Oro (“il ragazzo d’oro”), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Il 60enne è deceduto per un arresto cardiorespiratorio, dopo essere stato colpito da un malore nella sua casa del barrio San Andres, a Buenos Aires. Proprio all’inizio di novembre era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello ma del barrio San Andres, a Buenos Aires ma l’intervento, a quanto avevano dichiarato i medici, era filato liscio.

In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la nazionale argentina ha partecipato a ben quattro Mondiali, vincendo quello del 1986. Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto numerosi riconoscimenti individuali.

Tra le figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte per uso di cocaina e per positività ai test antidoping. CT dell’Argentina per un breve periodo alla fine degli anni duemila, dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l’aiuto di un bypass gastrico) e le conseguenze della dipendenza dalla cocaina, dalla quale si è liberato dopo lunghi periodi passati in centri di disintossicazione.

Diego Armando Maradona, “El Pibe de Oro” e “la mano di Dio”

Il termine “Mano de Dios” indica nel calcio la rete segnata di mano, quindi irregolarmente, da Diego Armando Maradona nei quarti di finale dei Mondiali dell’86, ai danni dell’Inghilterra. L’Argentina vinse la partita, disputatasi allo Stadio Azteca di Città del Messico, con il risultato di 2-1 e si laureò in seguito campione del mondo dopo aver battuto il Belgio in semifinale e la Germania in finale.

Il soprannome si deve allo stesso Maradona, che per giustificarsi, diede la responsabilità del gol alla “Mano di Dio”. Nella stessa partita, quattro minuti dopo, Maradona mise a segno anche quello che è passato alla storia del calcio come il gol del secolo.

E’ stata la mano di Dio, il film di Paolo Sorrentino per Netflix

© Claudio Porcarelli

Come annunciato lo scorso luglio, il premio Oscar Paolo Sorrentino scriverà e dirigerà “È stata la mano di Dio” per Netflix. Il film è prodotto da Lorenzo Mieli per The Apartment, del gruppo Fremantle, e da Paolo Sorrentino. Le riprese si svolgono a Napoli. Lo stesso Maradona aveva minacciato nei mesi scorsi di voler denunciarlo per il titolo/soggetto.

Come aveva dichiarato Sorrentino:

Sono emozionato all’idea di tornare a girare a Napoli, vent’anni esatti dopo il mio primo filmper la prima volta nella mia carriera, un film intimo e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber – di Netflix, sul significato di questo film, è stata immediata e folgorante. Mi hanno fatto sentire a casa, una condizione ideale, perché questo film, per me, significa esattamente questo: tornare a casa”.

Aveva dichiarato Lorenzo Mieli, CEO di The Apartment:

Lavorare con Paolo è sempre un immenso piacere. Farlo questa volta, per produrre un film, mi rende ancora più felice ed emozionato. Come succede sempre, quando affrontiamo un nuovo progetto insieme, Paolo mi sorprende per la capacità che ha di sparigliare le carte e di rinnovarsi. Una capacità di guardare ostinatamente avanti che ci ha fatto trovare in Netflix – protagonista assoluto dell’innovazione – il partner ideale per affrontare insieme questo nuovo, emozionante, viaggio”.

Queste le parole di David Kosse, Vice Presidente, International Original Film di Netflix:

Sono sempre stato un grande fan di Paolo Sorrentino, quindi non appena ci è stato presentato È STATA LA MANO DI DIO, abbiamo capito che volevamo collaborare con lui e Lorenzo su questo progetto. È un onore lavorare con uno dei più grandi cineasti d’Europa e portare la sua incredibile storia al mondo“.

Scott Stuber, Head of Films, Netflix aveva affermato:

Paolo è un autore straordinario, uno dei protagonisti del cinema mondiale. È STATA LA MANO DI DIO è un film personale che lo riporta a Napoli, la sua città, ed è una storia scritta splendidamente con il suo stile inconfondibile. Per costruire una grande casa di produzione, servono grandi filmmaker da ogni parte del mondo, che raccontino storie in tutte le lingue. Con la maggior parte dei nostri abbonati fuori dagli Stati Uniti, sotto la guida di David, nell’ultimo anno abbiamo sviluppato la nostra iniziativa cinematografica internazionale e non vediamo l’ora di portare la storia di Paolo e molte altre a un pubblico globale”.

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