Christopher Nolan ha iniziato la sua trilogia sul Cavaliere Oscuro con Batman Begins, nel 2005, in un tempo in cui il mondo dei cinecomics era lontano dall’essere quello che è oggi.

Durante la promozione del libro The Nolan Variations, il regista si è detto contento di aver potuto lavorare su Batman prima che i cinecomics diventassero soltanto una fonte di guadagno.

Queste le parole a IndieWire:

Era il momento giusto per raccontare la storia che volevo. La storia delle origini di Batman non è mai stata affrontata nei film, o nei fumetti nella sua interezza. Non c’era niente di particolare o esatto da dover seguire. Era una lacuna nella storia del cinema: Superman ha avuto un racconto molto specifico con Christopher Reeve e Richard Donner, mentre un corrispettivo per Batman non era mai stato fatto. Stavamo progettando questo racconto di una figura straordinaria in un mondo ordinario. L’altro vantaggio che avevamo era, in quegli anni, poteva passare più tempo da un film all’altro. Quando abbiamo fatto Batman Begins non sapevamo cosa sarebbe successo dopo, ci sono voluti tre anni per realizzarlo e poi quattro anni affinché uscisse il nuovo film. Abbiamo avuto il tempo necessario, non c’è stata l’idea di dover per forza produrre per contribuire al lato economico dello studio. Con l’aumento della popolarità del genere, le  pressioni sono aumentate e le esigenze cambiate. Era veramente il momento giusto.

Christian Bale come Batman nei film di Nolan

Il 2008, l’anno d’uscita de Il Cavaliere Oscuro, ha segnato l’inizio del Marvel Cinematic Universe, con l’arrivo di Iron Man nelle sale. Entrambi, in diverso modo, hanno segnato l’evoluzione del mondo dei cinecomics.

Nolan, le critiche a Warner Bros.

In un’altra occasione di promozione del libro, Nolan ha parlato della distribuzione di Tenet e delle sue paure a riguardo. Il film ha incassato poco meno di 350 milioni di dollari al Box Office mondiale, risultato ovviamente influenzato dalla pandemia mondiale in corso. Queste le parole al Los Angeles Times:

Warner Bros. ha distribuito Tenet e sono entusiasta che abbia incassato quasi 350 milioni di dollari. Sono però preoccupato che traggano conclusioni sbagliate per questa uscita. Invece di guardare cosa ha funzionato bene del film e come questo possa fornire loro le entrate necessarie, stanno guardando solamente la non realizzazione degli obiettivi fissati pre-COVID, iniziando a usarlo come scusa per tutte le perdite, non mettendosi in gioco e adattandosi a fare cose nuove vista la particolare situazione.

Le maggiori criticità, parlando di incassi, Tenet le ha avute proprio negli Stati Uniti, incassando 20 milioni di dollari nel week-end d’apertura, fino ad arrivare a 53 milioni complessivi dopo.

Il mercato cinematografico ha ovviamente risentito dell’instabilità della situazione data dalla pandemia, e anche la scelta di molti di rimandare l’uscita di alcuni film o dirottarli direttamente in streaming.

In ogni caso  la qualità del film, nonostante la difficile situazione, non è mai stata però messa in discussione. In molti chiedono un sequel, ma tutto dipenderà dalla volontà di Warner Bros. di continuare ad investire sulla storia; sperando che l’emergenza COVID rientri presto, non è affatto impossibile pensare che Warner Bros. lavori all’idea di un sequel.

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