Netflix ha recentemente cancellato diverse serie, più o meno apprezzate dal pubblico, e questo gli è valso il primato nel settore secondo il pensiero comune. Stando alle parole della Global Head of TV Bela Bajaria e del co-CEO Ted Sarandos però, la situazione sarebbe diversa.

Bela Bajaria, Global Head of TV Netflix

Con i dati presentati al Paley International Council Summit infatti, la Bajaria ha dichiarato come la precentuali di rinnovi Netflix si aggiri intorno al 67%, in linea con i numeri del settore. Queste le sue parole, riportate da Deadline:

Se si guarda dalla seconda stagione in poi, in realtà abbiamo un tasso di rinnovo del 67%, che in linea coi numeri del  settore. Creiamo anche tante serie da una sola stagione, il che potrebbe indurre a pensare che abbiamo più cancellazioni che altro, ma se si guarda la percentuale di rinnovo è davvero alta. Penso si debba guardare a serie come The Crown, di cui c’è la quarta stagione, Grace & Frankie e The Ranch, abbiamo tanti spettacoli che durano nel tempo, con un mix che manterremo costante fra serie limitate e dalla narrazione per più stagioni.

Sarandos aggiunge:

Sembra che in questa nuova era della televisione, il modello di business sia leggermente diverso. Tutto ciò che non  arriva a 100 episodi o dopo le quattro stagioni viene considerato un fallimento, mentre penso che molte serie possano essere un successo semplicemente per come sono, a prescindere che si racconti quella storia in una, due o cinque stagioni. Penso che si parli così tanto di questo argomento perché ci si confronta ancora con un vecchio modo di fare le cose.

Quello delle serie tv è il format del momento, dunque la grande richiesta e l’investimento su diverse produzioni (come spiegato, anche brevi) implica necessariamente a Netflix una scelta. E, per buona pace degli utenti, esistono anche le cancellazioni…anche se, come abbiamo visto, i suoi numeri sono in linea con quelli del settore.

Netflix e gli account condivisi

Una nuova ricerca di Kill The Cable Bill ha rivelato che il 52,5% degli utenti (a fronte del restantante 47, 5 %) “presta” la password dell’account (e quindi l’account stesso) con un’altra persona. La maggior parte lo fa con parenti (25,6%), mentre altri con amici (17,7%) o con un bambino fuori dal nucleo familiare (9,2%).

Ovviamente, i dati sono facilmente comprensibili: con l’aumento dei servizi streaming, è realmente difficile per una persona “media” potersi permettere il prezzo pieno di tutti gli abbonamenti e, dunque, si decide di fare squadra, tanto che gli stessi servizi streaming offrono la possibilità di creare più profili utente.

Nello specifico, per quanto riguarda Netflix, il 36,6 % degli utenti è scontento del prezzo, mentre altri (il 28,2%) si lamenta della perdita di alcuni contenuti (dovuta, ancora una volta, all’aumento della concorrenza, con molti detentori dei diritti che hanno tolto la licenza a Netflix per poter portare i contenuti sul proprio servizio).

Nonostante ciò, il 50 % è deciso a restare fedele a Netflix, mentre il 26% sta valutando, a causa dell’aumento dei costi, di disdire l’abbonamento. Solo il 6 % è fermamente convinto di uscire dalla grande “famiglia” Netflix.

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